Sol Invictus

Sotto il Sole

Gli egiziani moderni sono più africani di quelli antichi

Post aggiornato il 12/06/2017
Ancient Egyptian mummy genomes suggest an increase of Sub-Saharan African ancestry in post-Roman periods
– Schuenemann et al. – Nature Communications 8, Article number: 15694 (2017), doi:10.1038/ncomms15694

Dall’estratto, traduzione libera.
L’Egitto, situato sull’istmo dell’Africa, è una regione ideale per studiare le dinamiche storiche di popolazione grazie alla sua posizione geografica e alle interazioni documentate con le antiche civiltà in Africa, Asia e Europa. In particolare, nel primo millennio a.C. l’Egitto ha sopportato il dominio straniero che ha portato a numeri crescenti di stranieri viventi all’interno dei suoi confini, forse contribuendo geneticamente alla popolazione locale. Qui presentiamo 90 genomi mitocondriali come anche set di dati genomici da tre individui ottenuti da mummie egiziane. I campioni recuperati dal Medio Egitto coprono circa 1.300 anni di storia antica egiziana dal Nuovo Regno al periodo romano. Le nostre analisi mostrano che gli antichi egiziani condividevano più ascendenza con i vicino-orientali che gli egiziani di oggi, i quali hanno ricevuto mescolanza subsahariana ulteriore in tempi più recenti. Questa analisi stabilisce le antiche mummie egiziane come fonte genetica per studiare la storia umana antica e offre la prospettiva di decifrare il passato dell’Egitto a livello genomico.

Tutti i campioni antichi dello studio vengono dalla comunità di Abusir el-Meleq e sono datati 1388 a.C.- 426 d.C. Gli stessi autori affermano che essendo i campioni antichi di un solo posto, alcune conclusioni possono non valere per l’Egitto in generale, però ci sono concordanze con dei risultati di altri studi.
I 90 campioni mitocondriali sono raccolti in 3 gruppi, pre-tolemaico, tolemaico, romano, che mostrano profili molto simili rivelando la continuità della popolazione. I moderni egiziani mostrano invece un aumento marcato di aplogruppi L0-L4 fino al 20% consistente con stime precedenti di un 20% di africano anche se non si può escludere la continuità della popolazione in tempi moderni.

I tre genomi antichi esaminati mostrano una somiglianza fra loro sostenendo la continuità genetica nel lasso di 1300 anni considerato. Le analisi li mostrano più vicini ai mediorientali e levantini dei moderni egiziani. Questo è rafforzato da due aplogruppi maschili J. Il terzo è E1b1b1, comune in Nordafrica. Un commentatore osserva la somiglianza degli aplogruppi con EBA Jordan e MBA Sidon (1 comm). Da (1 e 3):
– JK2134 Pre-Ptolemaic 776–569 J1a2a2-Z2329
– JK2911 Pre-Ptolemaic 769–560 J2b1-PF7314
– JK2888 Ptolemaic 97–2 E1b1b1a1b2-V22

La stima della popolazione effettiva per quanto molto approssimativa sembra in accordo con il censimento della vicina Fayum in età tolemaica di circa 90.000 abitanti.

Analisi su migliaia di campioni antichi e nuovi includenti quelli di questo studio mostrano che gli antichi egiziani hanno una maggiora componente mediorientale in Admixture rispetto a quelli moderni che hanno più africano e questo risulta essere il cambiamento principale degli ultimi millenni oltre all’aumento di Iran_N/Iran_ChL giudicando dal grafico. Con una stima superficiale mi sembra che il 30-40% della popolazione egiziana sia stato sostituita da popolazioni più o meno mescolate giunte soprattutto da sud e da est negli ultimi 2000 anni circa.

Le stime quantitative danno il 6-15% di africano subsahariano, SSA, nei tre individui antichi con una media di circa il 10%, e 14-21% negli egiziani moderni, a seconda del metodo e popolazioni di riferimento. Insomma, un aumento stimato dal paper di circa un 8%. [A titolo d’informazione, gli egiziani antichi hanno circa il 6% di SSA se paragonati ai natufiani con statistica formale, secondo un commento (2 comm). Non so la fonte. I natufiani secondo le analisi passate non hanno SSA (1 e 2 comm), a differenza di quanto sospettato inizialmente per es. con TreeMix come descritto in un post del 2016].

In analisi ad un impulso di mescolanza, l’immissione di sub-sahariano aggiuntivo è datato a 700 anni fa anche se probabilmente la mescolanza è avvenuta più gradualmente negli ultimi 2000 anni. C’è quindi evidenza secondo lo studio che la tratta degli schiavi trans-sahariana di epoca islamica che ha trasferito 6-7 milioni di schiavi in Nordafrica nel corso di 1250 anni con un picco nel 19° secolo ha avuto un impatto discreto. La quantità attuale corrisponde a quanto stimato da un’altra ricerca che dava il sub-sahariano totale al 20% e la mescolanza a 750 anni fa (paper e 4).

In pratica gli individui antichi esaminati qui somigliano ai copti di oggi secondo dei commenti. Costoro hanno un poco di africano sub-sahariano orientale, ma mancano di quello di tipo africano occidentale a cui si deve principalmente l’incremento negli egiziani moderni. Si ricorda che in uno studio (2 comm: forse riferimento al documento 5) i copti hanno una componente di tipo Dinka, sudanese.

Si rileva che statisticamente gli antichi egiziani somigliano un poco anche ai beduini e in qualche test presentano una vicinanza anche agli antichi agricoltori neolitici, agli EEF e ai sud-europei moderni (2 comm).
I ricercatori hanno utilizzato un individuo a bassa contaminazione ed alta copertura per esaminare alcuni SNP. Questi ha l’allele derivato per SLC24A5 che contribuisce alla pelle chiara e che è stato trovato ad alta frequenza nei neolitici anatolici. Altri alleli suggeriscono che l’individuo avesse occhi scuri e fosse intollerante al lattosio.

I commentatori tendono a scartare un influsso genetico significativo degli Hyksos che dominarono solo la parte più nord-orientale del paese per un relativamente breve tempo, una 90ina di anni secondo un commento, vedere anche Wikipedia; arrivarono tardi per spiegare la componente Iran_N/ChL che sarebbe antecedente. L’enciclopedia riferisce di arrivi di cananei nei secoli immediatamente precedenti.
In un’immagine Admixture linkata da un tizio c’è un riassunto chiarificatore ricavato da Supplementary figure 4  in cui si vede la sequenza temporale dell’aumento di tale componente iranica calcolitica portatrice di Iran_N e ricca di CHG in più popolazioni del MO (2 comm). Anzi un tale dice che c’è l’evidenza che l’Egitto sorse con l’arrivo di popolazioni dal MO nell’età del bronzo. Si osserva che è probabile che le piramidi egizie siano un’evoluzione di un tipo di costruzione ereditata dalla Mesopotamia: le Ziggurat.
Aggiornamento del 12/06/2017
Però probabilmente i primi influssi di mesopotamici sono di un poco prima dell’inizio ufficiale del bronzo mediorientale. Un blogger in un post ricorda che l’egittologo Sir William Flinders Petrie osservò che la gente del periodo predinastico Naqada I differisce da quella del predinastico Naqada II sia per le sepolture che per l’aspetto fisico (7). Pubblica anche qualche brano da un paper sulla razza dinastica egiziana, “The Dynastic Race in Egypt” di Douglas Derry, pubblicato nel 1956. Traduzione libera:
La gente predinastica è vista avere avuto teschi stretti con una misura dell’altezza che supera la larghezza, una condizione comune anche nei negri. Nel caso della Razza Dinastica è il contrario, che non solo aveva crani più ampi, ma l’altezza di questi teschi, pur superando quella nella Razza Predinastica, è ancora inferiore all’ampiezza. Ciò implica una maggiore capacità cranica e, naturalmente, un cervello più grande negli invasori.

Ne ricavo che i contatti si formarono/intensificarono durante Naqada II che durò dal 3500 a.C. al 3200 a.C. Dice un articolo di Wikipedia Teoria della razza dinastica: … Rohl crede che il catalizzatore di questo improvviso sviluppo sia l’influsso di una “élite straniera” mesopotamica che si spostò in Egitto, navigando lungo la costa della penisola araba fino al mar Rosso, per poi trasportare le navi oltre il deserto fino al Nilo. Rohl pone l’attenzione su numerose incisioni rupestri predinastiche rinvenute in numerosi luoghi da Wadi Abbad ad Abido, che raffigurano grandi barche in stile mesopotamico…
Superfluo dire che ci sono state questioni di political correctness e contrasti con gli afrocentristi nella seconda metà del ventesimo secolo. Fine aggiornamento

Canappione mediorientale
Qui entriamo nel campo delle scienze dure. Alcuni commentatori ironizzano sulla diffusione e frequenza di nasi prominenti, relativamente sottili e spesso aquilini in MO. Qui un’immagine (6) estrema e pure qualche mummia faraonica ha questa caratteristica: Ramses II. Dicono che tale carattere si è diffuso probabilmente con la componente Iran_ChL e in questo sembrano d’accordo col capitolo di un post sul “naso armenoide” (6). Una cosa del genere l’avevo sospettata. C’è chi dice logicamente che questa caratteristica è stata trasmessa al tipo dinarico diffuso nei Balcani.
C’è chi al contrario afferma che i visi mediorientali sono un’evoluzione moderna perché fu notato in passato che i neolitici iranici ricordano i Cro-Magnon con occhi incavati e mandibola e corporatura robusta e uno aveva il naso insellato… I natufiani invece apparivano molto diversi dalla gente di oggi ed erano probabilmente molto scuri… (1 comm vari).
Però un tale ribadisce allargandosi un poco che c’è una gamma di fenotipi diffusi dalla Calabria al Punjab, meno nel Levante e praticamente assenti in Nordafrica, che attribuisce con una certa probabilità ad una significativa diffusione di Iran_ChL o giù di lì. A quest migrazioni del Calcolitco/bronzo si dovrebbero delle facies del tipo simile a John Turturro che ne sarebbe la mescolanza occidentale e Riz Ahmed che sarebbe più tipico del MO.
P.S. Dovevo pur scrivere qualcosa per alleggerire il post.

  1. A homeland, but not the homeland – May 31, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  2. Ancient Egyptians less Sub-Saharan than present-day Egyptians – May 30, 2017 – Link
  3. Y-SNP calls from ancient Egypt – June 1, 2017 – by Genetiker – Link
  4. Tracing the route of modern humans out of Africa by using 225 human genome sequences from Ethiopians and Egyptians. – Pagani, L. et al. – Am. J. Hum. Genet. 96, 986–991 (2015).
  5. The genetics of East African populations: a Nilo-Saharan component in the African genetic landscape – Begoña Dobo et al. – Scientific Reports 5 (2015) – doi:10.1038/srep09996
  6. The new racial classification (I) – 5 de mayo de 2013 – Europa Soberana – Link
  7. K = 14 admixture analysis of ancient Egyptian genomes – Posted on June 4, 2017 – by Genetiker – Link
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Questa voce è stata pubblicata il giugno 2, 2017 da con tag , , , , , , , , .

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