Sol Invictus

Sotto il Sole

Storia genomica dell’Europa sudorientale

Figura 2 The Genomic History Of Southeastern Europe

Post aggiornato il 28/05/2017
Questo è uno di tre paper usciti contemporaneamente di recente. Glia altri e due sono quello sui Bell Beaker ed Europa nordoccidentale e quello sulla transizione genomica in Iberia occidentale di maggio 2017.

Preprint e non peer-reviewed
The Genomic History Of Southeastern Europe – Iain Mathieson et al. – Posted May 9, 2017 – BioRxiv – doi:https://doi.org/10.1101/135616
Dall’estratto, traduzione libera.
L’agricoltura fu introdotta per la prima volta in Europa sudorientale a metà del settimo millennio a.C. – portata da immigrati provenienti dall’Anatolia che si stabilirono nella regione prima di diffondersi in tutta Europa. Tuttavia, le dinamiche dell’interazione tra i primi agricoltori e i cacciatori-raccoglitori indigeni rimangono poco comprese a causa della quasi assenza di DNA antico della regione. Riportiamo su i nuovi dati antichi dal DNA da 204 individui – 65 paleolitici e mesolitici, 93 neolitici e 46 dell’età del rame, bronzo e ferro – che vivevano nell’Europa sudorientale e nelle regioni circostanti tra circa il 12.000 e il 500 a.C. Documentiamo che le popolazioni di cacciatori-raccoglitori dell’Europa sudorientale, del Baltico e della steppa pontica settentrionale erano distinte da quelle dell’Europa occidentale, con un cline ovest-est di ascendenza. Mostriamo che le genti che portarono l’agricoltura in Europa non facevano parte di una popolazione singola, poiché i primi agricoltori della Grecia del sud non discendevano dalla popolazione neolitica dell’Anatolia nordoccidentale, ancestrale a tutti gli altri agricoltori europei. Gli antenati dei primi agricoltori dell’Europa settentrionale e occidentale hanno attraversato l’Europa sudorientale con un mescolamento limitato con cacciatori-raccoglitori locali, ma mostriamo che alcuni gruppi che rimasero nella regione si mescolarono ampiamente con i cacciatori locali, con un mix relativamente equilibrato per il sesso rispetto al quello più sbilanciato verso quello maschile dei cacciatori-raccoglitori che mostriamo prevalse più tardi nel Nord e nell’Ovest. Dopo la diffusione dell’agricoltura, l’Europa sudorientale continuò ad essere un nesso tra Oriente e Occidente, con ascendenza steppica intermittente, compreso negli individui del cimitero di Varna I e associati al complesso archeologico Cucuteni-Trypillian, fin da 2.000 anni prima della migrazione di Steppe che sostituì gran parte della popolazione dell’Europa settentrionale.

Dalla lettura del paper e commenti vari si deduce che il termine “intermittente” nell’estratto è usato nel senso che per un certo periodo la componente steppica non era diffusa e associata ad una cultura (1, 2).
Il campione siciliano e quelli croati datati fra il 12000 e il 6100 a.C. si raggruppano geneticamente con i cacciatori WHG.
Un gruppo importante di Iron Gates, Porte di Ferro, Danubio, sulla percorso dei neolitici verso l’Europa centrale è un gruppo di WHG di 8000-10000 anni fa, con in media il 13% di EHG (linea 264 del PDF). È un indice del gradiente ovest-est di cui parla l’estratto. Però quei cacciatori hanno anche altra ascendenza perché il fit qpAdm non è molto buono e infatti presentano aplogruppi femminili K1 (8/36), H (1/36) ecc. Questo rivela contatti con altri gruppi non tipicamente WHG.

Il gruppo successivo di due individui della stessa zona del 6000 a.C. sono invece neolitici. Il contesto delle sepolture e altri ritrovamenti indicano che in quel periodo ci furono interazioni di rilievo fra agricoltori e cacciatori in quella regione.

I ricercatori trovano che 4 individui neolitici del Peloponneso non discendono dalla stessa popolazione di neolitici di tipo anatolico che di diffusero in Europa. I ricercatori considerano vari scenari.

I neolitici di Romania Bulgaria Croazia Macedonia Serbia risultano 98% anatolici neolitici. Vedere anche i grafici di Admixture (Extended Data Fig. 2). Fa eccezione un gruppo neolitico dalla Bulgaria che presenta in tutto il 19% di WHG e EHG.
Un commentatore nota una buona frequenza di R1b nei balcanici mesolitici (1), nei supplementi ne leggo diversi fra gli Iron Gates e uno a Vucědol, che insieme quello di Villabruna di 14.000 anni fa offre altro supporto all’idea che l’aplogruppo sia presente in Europa sudorientale da lungo tempo.
L’
individuo I2163 dalla Bulgaria del bronzo medio tardo, MLBA 1750-1625 cal BCE, risulta di Y-aplogruppo R1a-Z93 (R1a1a1b2) e mitocondriale U5a2 e si commenta ironicamente su che cosa si troverà in Ucraina dell’età del bronzo: i commentatori discutono di flussi di Z645, Z282 e Z93 dalla steppa ucraina.

Un commentatore osserva che nel primo bronzo la componente steppica era intorno al 9% e poi aumenta fino al 30% in media (linea 345) anche se sembra dovuto soprattutto ad alcuni individui del tardo bronzo carichi di “steppa”. I ricercatori osservano che quella componente è andata infiltrandosi e aumentando dalla metà del quinto millennio in poi da quello che hanno scoperto, 2 millenni prima di quanto ritenuto. Le popolazioni odierne balcaniche sono stimate avere circa il 20-25% di “steppa” (3).
Come si ricava dal paper e ribadito da un blogger, i ceramica cordata, CWC, sono stimati con un 75% di steppa e i Bell Beaker con circa il 50% (4).

Si osserva che il campione I4110 da Dereivka, eneolitico ucraino del 3500 a.C. ricorda un moderno balto-slavo (1). Collego ciò al post di un blogger che ricorda i due individui classificati come protoslavi del 660-770 cal d.C. nel paper, ma ritenuti Bell Beaker in Allentoft et al. 2015. Non ci si è accorti subito dell’errore perché somigliavano molto ai BB preistorici attesi nella loro area geografica (5). Questi risultati fanno pensare che quella parte d’Europa non abbia subito cambiamenti di popolazione importanti negli ultimi 4 millenni.

Dalle triadi di grafici a torta per Lettonia, Ucraina e Samara, rappresentanti il Mesolitico, Neolitico e Yamnaya della figura 2 visibile in questo post, risulta che l’elemento WHG aumenta in Ucraina neolitica per poi praticamente sparire con Yamnaya.
Più a nord, nell’area Baltica orientale, è successo quasi l’opposto con un decremento continuo di WHG. I ricercatori dicono che si è passati da un 70/30% WHG /EHG delle culture di Kunda e Narva del primo Neolitico al medio Neolitico con ceramica a pettine che è quasi tutta EHG. Questa cultura espandendosi verso ovest nell’area baltica assorbì i gruppi di cacciatori WHG precedenti. L’individuo più recente associato al Neolitico finale ceramica cordata mostra un’altra transizione raggruppandosi con Yamnaya (linea 232).

La gente dell’anfora globulare, GAC, risulta senza la componente steppica e risulta una tipica popolazione di agricoltori neolitici con un po’ più di WHG (25%) rispetto a quelli centroeuropei e 6 maschi GAC su 6 sono di Y-aplogruppo I2 (1).

Un blogger ribadisce che secondo lui non c’è ascendenza dall’Iran nelle steppe dell’età del bronzo, affermazione che avevo già citato altrove (1). Osserva insieme a qualche commentatore che tutti i loro campioni Yamnaya dall’Ucraina sono femmine e si sospetta che abbiano conservato i maschi per un futuro paper su Asia meridionale e migrazioni (6).
Nota anche come le tre donne outlier, “atipiche”, dall’Ucraina in questo paper sembrano sostenere la sua teoria che la componente genetica Yamnaya origina da una fusione di pastoralisti patriarcali di tipo EHG, prevalentemente maschi, con donne importate nel tempo da più a sud, mediorientali/caucasiche portanti la componente CHG, con una presenza finale tendente al 50% per CHG. La lingua in una società patriarcale potrebbe o dovrebbe essere quella dei maschi però un commentatore menziona un filologo, non ricorda chi, che ipotizzò che il proto-IE fosse originato dalla forzatura di parole uraliche in una struttura grammaticale di tipo caucasico. Questo andrebbe d’accordo con l’importazione di femmine costrette a parlare una lingua straniera. La lingua sarebbe stata passata ai figli (7 e comm).

°°°°°°°°

Aggiornamento del 28/05/2017
Paleogenomic Evidence for Multi-generational Mixing between Neolithic Farmers and Mesolithic Hunter-Gatherers in the Lower Danube Basin – González-Fortes et al. – Current Biology – Published Online: May 25, 2017 – DOI:http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2017.05.023

Dall’estratto, traduzione libera.
La transizione dalla caccia e raccolta all’agricoltura ha comportato profondi cambiamenti culturali e tecnologici. Nell’Europa occidentale e centrale questi cambiamenti si sono verificati rapidamente e sincronicamente dopo l’arrivo dei primi agricoltori di origine anatolica [1, 2], che in gran parte hanno sostituito i cacciatori-raccoglitori mesolitici locali [1, 4, 5]. Più a est, nella regione baltica, la transizione è stata graduale, con poco o nessun contributo genetico da parte degli agricoltori in arrivo [7]. Qui usiamo il DNA antico per investigare il rapporto tra cacciatori-raccoglitori e coltivatori del bacino del Danubio inferiore, un’area geograficamente intermedia caratterizzata da una rapida transizione neolitica, ma anche dalla presenza di testimonianze archeologiche che puntano allo scambio culturale e quindi possibile mescolanza, tra cacciatori-raccoglitori e agricoltori. Abbiamo recuperato quattro paleogenomi umani (copertura da 1,1 × a 4,1) dalla Romania che coprono un transetto di tempo tra 8,8 mila anni fa (kya) e 5,4 kya e li hanno integrati con due genomi mesolitici (1,7 × e 5,3 ×) dalla Spagna per fornire un ulteriore contesto allo sfondo genetico dell’Europa mesolitica. I nostri risultati mostrano un’importante ascendenza di cacciatori-raccoglitori occidentali (WHG) in un campione eneolitico rumeno con un contributo minore ma notevole degli agricoltori anatolici, suggerendo molteplici eventi di mescolamenti tra cacciatori-raccoglitori e agricoltori. L’analisi degli isotopi stabili dietetici di questo campione suggerisce una dieta terrestre/acquatica mista. I nostri risultati forniscono sostegno a interazioni complesse tra i cacciatori-raccoglitori e gli agricoltori del bacino del Danubio, dimostrando che in alcune regioni la diffusione demica e culturale non furono reciprocamente esclusive, bensì solo le estremità di un continuo nel il processo di neolitizzazione.

Gli individui esaminati sono di aplogruppo mitocondriale:
– U5b, a cui appartengono un buon numero di WHG,
– U5a, trovato soprattutto nei caccciatori-r. scandinavi e lettoni.
– Un mesolitico e un eneolitico appartengono ambedue a K1 trovato comunemente nei primi agricoltori neolitici europei, EEF.

Quindi K1 era presente in Europa prima del Neolitico e questo supporta quanto trovato da in altri studi riguardante un buon contributo di popolazioni europee mesolitiche alla neolitizzazione d’Europa (vedere post e gli altri collegati). Come si vede nel grafico Admixture della figura 1, i mesolitici dalla Romania di 8,8 kya risultano geneticamente totalmente WHG, mentre l’eneolitico di 5,4 kya risulta ancora WHG per oltre il 35% e con componente dei primi agricoltori neolitici per il resto.
Tutti e tre i maschi, mesolitici, sono stati assegnati all’aplogruppo maschile R1 e R1b. Altra prova che R1b abbondava nei Balcani nel Mesolitico.
Insomma, considerando anche la scoperta che la transizione neolitica nel baltico è avvenuta praticamente senza input genetico degli EEF, emerge un quadro in cui più a nord e ad est si va in Europa e meno impatto ha avuto la diffusione demica del Neolitico e maggiore importanza lo scambio culturale.
Per la transizione culturale e genetica nella regione baltica vedere i post1 e post2.

  1. The genomic history of Southeastern Europe (Mathieson et al. 2017 preprint) – May 10, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  2. L’histoire génomique de l’Europe du Sud-Est – Par Bernard Sécher – 12 mai 2017 – Généalogie génétique- Link
  3. Ancient population shifts in western Iberia (Martiniano et al. 2017 preprint) – May 10, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  4. Another Profile Shortly, But First… – May 15, 2017 – Bell Beaker Blogger – Link
  5. Two early Slavs from Bohemia – May 18, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  6. Late PIE ground zero now obvious; location of PIE homeland still uncertain, but… – May 12, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  7. A plausible model for the formation of the Yamnaya genotype – May 20, 2017 – Eurogenes Blog – Link

Image – Figure 2 da:  The Genomic History Of Southeastern Europe – Iain Mathieson et al. – Posted May 9, 2017 – BioRxiv – doi:https://doi.org/10.1101/135616

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 21, 2017 da con tag , , , , , , , , , .

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