Sol Invictus

Sotto il Sole

Riteorizzazione della mobilità e trasformazione della cultura della ceramica cordata

Post aggiornato il 17/04/2017
Re-theorising mobility and the formation of culture and language among the Corded Ware Culture in Europe
– Kristian Kristiansen et al.Link – da cui: PDF

Dall’astratto, traduzione libera.
La ricerca genetica, isotopica e linguistica recente ha cambiato radicalmente la nostra comprensione di come si è formata la cultura della ceramica cordata in Europa. Qui gli autori spiegano in termini di adattamenti locali le interazioni tra genti Yamnaya migranti dalla steppa pontico- caspica e culture indigene neolitiche del Nord Europa. L’economia pastorale originale dei migranti Yamnaya ha dato via a nuove pratiche di coltivazione, che hanno portato all’adozione di nuove parole per indicare le colture. Il risultato di questo processo di ibridazione è stata la formazione di una nuova cultura materiale, quella della ceramica cordata, e di un nuovo dialetto, il proto-germanico. Nonostante un certo grado di ostilità tra i gruppi in espansione della ceramica cordata e gruppi neolitici indigeni, i dati degli isotopi stabili suggeriscono che l’esogamia procurò un meccanismo per facilitare la loro integrazione. Questo articolo dovrebbe essere letto congiuntamente con quello da Heyd (2017, in questo numero).

L’articolo di Heyd citato segue nella seconda parte in questo post.
Ho messo in grassetto proto-germanico perché è fortemente criticata nei blog l’idea che derivasse temporalmente da quelli della ceramica cordata, CWC e gli stessi autori nel testo del paper parlano di pre-proto-germanico. Forse incide l’estrazione culturale degli autori che volevano semplicemente indicare un’origine. Secondo qualche commentatore si può parlare di proto-germanico solo intorno al I° millennio a.C.

La cosa notevole è che nel paper si parla un lavoro di Kroonen and Iversen che è in stampa che presenta informazioni su come le interazioni sociali ed economiche con le culture neolitiche ebbero un impatto linguistico corrispondente sui CWC.

Gli autori menzionano la cultura del bicchiere imbutiforme, TRB, nella regione della Danimarca, isole, Germania Settentrionale, che con ogni probabilità parlava una lingua non-indoeuropea, e come l’arrivo in quell’area dei migranti di tipo Yamnaya (nel senso non proprio Yamnaya, ma popolazioni affini) probabilmente diede origine a quello che sarebbe diventato il ramo linguistico germanico grazie ad una fusione fra un dialetto IE e la lingua neolitica.

Più in generale osservano come le parole legate all’allevamento, pesca e alcune tecnologie utili per un’elevata mobilità come quella per i carri, hanno radici IE mentre le cose non appaiono così scontate per i termini legati all’agricoltura che risultano derivare spesso dai non-IE con cui i CWC ebbero contatti.
A sostegno di un cambiamento di popolazione in molte aree e dell’attività economica, parlano della deforestazione col fuoco per creare del pascoli che si diffuse con la CWC. Inoltre, affermano che il clima europeo post 3000 a.C. divenne più umido e favorente la crescita dell’erba e quindi l’espansione di popolazioni con allevamenti di bovini, ovini e cavalli. E forse anche la peste e altre malattie portate dai nuovi arrivati contribuirono a indebolire le popolazioni neolitiche (1 e 2).

Rifacendosi a informazioni e fonti di epoche successive successive dall’Irlanda all’India, gli autori descrivono come avvenne probabilmente una parte di queste migrazioni: grazie a bande di giovani, una “gioventù nera”. Erano adolescenti dai 12-13 anni ai 19 anni di età, senza terra perché l’eredità andava al figlio più grande, organizzati in bande con nomi di cani o lupi e guidati da un capo più anziano. Avevano un’attività stagionale: aiutavano in agricoltura e allevamento parte dell’anno e vivevano ai bordi della società prima di diventare guerrieri adulti intorno ai 20 anni di età. Questa “gioventù nera” (il termina ricorda alcune formazioni giovanili politiche e paramilitari pre-IIGM) erano utilizzate per attività pionieristiche e di espansione.

Nei nuovi territori gli adolescenti e uomini giunti praticavano l’esogamia, probabilmente anche rubando donne alle comunità neolitiche vicine. La cosa può spiegare l’evidenza di un certo grado di violenza e ritorsioni. Questa modo di procurarsi donne risulta diffuso nelle comunità di tradizione IE e ricorda molto il noto “ratto delle sabine” della storia di Roma. Gli autori danno risalto al modo in cui avvenne questa integrazione fra IE e neolitici basandosi anche su ritrovamenti di sepolture di interi nuclei familiari, a volte massacrati. In questi nuclei le femmine mostrano spesso di avere avuto una dieta tipica degli agricoltori neolitici durante una parte della vita, meno carnivora e più ricca di proteine vegetali.

Ma quanto erano simili le genti CWC a quelle Yamnaya? Si osserva che gli Yamnaya risultano alti con pelle chiara, intolleranti al lattosio e occhi castani; i CWC era simili,ma con una buona frequenza di occhi chiari (2). Può darsi che ciò si debba anche all’assorbimento di alcune popolazioni diverse.
Un blogger fa il seguente sommario (3):
– Il campionamento della regione è ancora lacunoso
– CWC non è disceso direttamente da Yamnaya, nemmeno in parte, anche se ci sono similitudini. Gli stessi autori del paper sopra ammettono di usare Yamnaya come un proxy
– Yamnaya si espanse in ecozone steppose mentre CWC si espanse nella famigliare ecozona delle foreste temperate.
– Le sepolture sono più differenti che simili e altre culture sembrano avere un fit migliore con CWC.
(Il discorso continua dopo l’introduzione del paper seguente)

°°°

Kossinna’s smile – Volker Heyd – Antiquity – Volume 91, Issue 356, April 2017, pp. 348-359, DOI:https://doi.org/10.15184/aqy.2017.17

Dall’astratto, traduzione libera.
Due recenti studi paleogenetic
i hanno identificato un movimento di popoli Yamnaya dalla steppa eurasiatica verso l’Europa centrale nel terzo millennio a.C. Le loro scoperte sono reminescenti dell’equazione di
Gustaf Kossinna di identificazione etnica con la cultura archeologica. Invece di una singola trasmissione genetica da Yamnaya alla cultura della ceramica cordata dell’Europa centrale, c‘è una notevole evidenza di secoli di connessioni e interazioni in tutto il continente, fino all’Iberia. L’autore conclude che, anche se la genetica ha molto da offrire all’archeologia, c’è anche molto da imparare nella direzione opposta. Questo articolo dovrebbe essere letto congiuntamente con quello da Kristiansen et al. (2017), presente in questo numero.

I due recenti studi paelgenetici a cui si accenna sono: Allentoft et al. 2015, Haak et al. 2015 riportati rispettivamente nei post1 e post2.

Continuo il discorso del paper precedente. In questo paper si dà maggiore rilievo ad un gruppo che si dice ignorato spesso, la cultura delle anfore globulari GAC (3), vedere la mappa del link, che in parte precedette la CWC e in parte fu contemporanea ai primi secoli della CWC, stando ad alcune date che leggo. Si dice che la GAC cedette a favore della CWC. Si pensa che GAC fosse indoeuropea e, secondo un blogger, in “Kossina’s Smile” si offre l’idea che il sottogruppo di CWC denominato Single Grave culture SGC, della Scandinavia, Paesi Bassi e Germania settentrionale, derivò da GAC + TRB settentrionale (3).

Questo paper inoltre aggiunge che l’emergere della CWC e della culture del vaso campaniforme, Bell Beaker, BB, all’incirca allo stesso tempo non è una coincidenza e sembra suggerire secondo le fonti che la componente genetica “dalle steppe” si era già diffusa in tutta Europa, forse in gruppi elitari neolitici in incubazione (3 e 4). Poi nel Nord Europa sorgerà la CWC e in Iberia la BB durante il Calcolitico iberico, nel 2800-2700 a.C.

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Aggiornamento del 17/04/2017
Transitional landscapes? The 3rd millennium BC in Europe – edited by:Martin Furholt, Ralph Großmann, Marzena Szmyt – 2013 – PDF
“Introduction: New Perspectives on the 3rd Millenium” di Martin Furholt – riassume i vari paper nel PDF

“Was there ever a single Grave Culture in East Denmark? Traditions and Transformations in the 3rd Millennium BC” di Rune Iversen. – Parallelamente ad un altro paper anch’esso nel PDF, questo documento descrive la tendenza culturale generale sulla isole danesi durante il 3° millennio a.C. un periodo di eterogeneo, che comprende il tardo Beaker imbutiforme e elementi cultura della ceramica bucherellata (Pitted Ware), con una graduale acquisizione di elementi derivati dalla Single grave culture e dalla cultura dell’ascia da combattimento (Battle Axe) delle zone circostanti.

  1. Corded Ware Language, Culture (Kristiansen et al, 2017) – April 5, 2017 – Bell Beaker Blogger – Link
  2. Contacts entre la péninsule Ibérique et les Steppes au Chalcolithique – Par Bernard Sécher – 5 avril 2017 Généalogie génétique – Link
  3. “Kossinna’s Smile” (Heyd, 2017) – April 4, 2017 – Bell Beaker Blogger – Link
  4. Contacts entre la péninsule Ibérique et les Steppes au Chalcolithique – Par Bernard Sécher – 5 avril 2017 – Généalogie génétique – Link
  5. Latest on Bell Beaker and Corded Ware – April 3, 2017 – Eurogenes Blog – Link
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Questa voce è stata pubblicata il aprile 11, 2017 da con tag , , , , , , , , .

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