Sol Invictus

Sotto il Sole

Motivazione intrinseca ed estrinseca

People’s naiveté about how extrinsic rewards influence intrinsic motivation. – Murayama, Kou et al. – Motivation Science, Sep 2016 – DOI:10.1037/mot0000040PDF

Dall’astratto, traduzione libera.
Nonostante la ricerca empirica voluminosa sugli effetti nocivi di incentivi estrinseci (ad esempio, denaro, premi di concorsi, ecc.) sulla motivazione intrinseca della gente (con l’effetto di minare), la nostra società è ancora legata all’uso di incentivi estrinseci per motivare le persone. Per capire meglio il motivo alla base di questo divario teoria-pratica, l’attuale studio ha esaminato le credenze delle persone su come gli incentivi estrinseci influenzano la motivazione intrinseca dei destinatari. Ai partecipanti è stata presentata una descrizione di un precedente esperimento, che aveva dimostrato l’effetto indebolente, e sono stati invitati a fare una previsione sui risultati dell’esperimento. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei partecipanti, con fermezza, ma a torto, credeva negli effetti benefici del premio sulla motivazione intrinseca e lo ha fatto con maggiore (grande? ndr) fiducia. Questa convinzione inesatta circa la motivazione può giocare un ruolo nell’uso corrente frequente di incentivi estrinseci nella nostra società, e questo studio suggerisce l’importanza di lavorare sulle credenze delle parti interessate nella ricerca su come intervenire.

I datori di lavoro continuano a credere che premi in denaro legati alla performance, come quelli offerti ai banchieri, aumentano la motivazione, nonostante le prove che dimostrano che possono diminuire l’interesse nel loro lavoro. Lo studio segue ricerche precedenti che hanno trovato, che offrire ricompense finanziarie o di altro tipo può portare ad un miglioramento a breve termine, ,ma i destinatari sono spesso meno interessati a completare bene il compito in futuro. I datori di lavoro si danno la zappa sui piedi con l’uso frequente di premi per incoraggiare alcuni comportamenti o aumentare l‘impegno (1).
Come intuibile, i risultati degli studi sono applicabili a molti scenari. Mettono in discussione i vantaggi del pagare bonus (che in realtà in Italia vengono spesso distribuiti a pioggia e usati per camuffare aumenti di stipendio), se i genitori fanno bene a “corrompere” i loro figli con leccornie e paghette per migliorarne il comportamento o se gratificare gli studenti li farà studiare più assiduamente nel lungo periodo.
Il team suggerisce che le ricompense in realtà minano la motivazione, innescando un sentimento inconscio nel ricevente di minaccia alla sua autonomia oppure le persone possono concentrarsi più sulle ricompense che sul compito stesso con un scadimento dell’impegno, suppongo soprattutto quando i premi non vengono più offerti.

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La ricerca di cui si sapevano i risultati utilizzata per studiare le opinioni dei soggetti del documento sopra, è la seguente del 2010 che ho rintracciato e che ha esaminato l’equilibrio tra ricompense esterne e motivazione interna usando anche la risonanza magnetica per valutare i cambiamenti neurologici:

Neural basis of the undermining effect of monetary reward on intrinsic motivation – Kou Murayama et al. – 2010 – PNAS – doi: 10.1073/pnas.1013305107

Da parte dell’astratto, traduzione libera.
Qui abbiamo indotto l’effetto dell’indebolimento comportamentale utilizzando un compito di nuova concezione, e abbiamo rintracciato i suoi correlati neurali usando la risonanza magnetica funzionale. I nostri risultati mostrano che la ricompensa monetaria basata sulle prestazioni mina infatti la motivazione intrinseca, come valutato dal numero di interazioni volontarie nel compito. Abbiamo scoperto che l’attività nello striato anteriore e le aree prefrontali diminuiva insieme a questo effetto di indebolimento comportamentale

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Però i modi diversi di distribuire premi possono avere un impatto come sembra mostrare il seguente studio.

‘I’ll Have One of Each’: How Separating Rewards into (Meaningless) Categories Increases Motivation – by F. Gino and S. Wiltermuth – Journal of Personality and Social Psychology | January 2013 – Journal of Personality and Social Psychology | January 2013

L’atto stesso di segmentare le ricompense motiva le persone a impegnarsi meglio e più a lungo, pure nei compiti umili, anche se i premi sono simili e le categorie arbitrarie e prive di importanza . Alcuni ricercatori hanno condotto degli esperimenti in cui, per motivare delle persone, ad un primo gruppo è stato detto che potevano prendere due premi da entrambi i contenitori, mentre ad un altro gruppo è stato detto che potevano prendere un oggetto da un contenitore e, lavorando più a lungo, un secondo premio dal secondo contenitore (2). I ricercatori hanno trovato che gli individui erano più motivati dall’ottenere una ricompensa da una categoria e un premio aggiuntivo da una categoria separata che due ricompense da un insieme includente tutti gli elementi delle due categorie di ricompensa.
Il test è stato ripetuto con quattro categorie, ma potendo scegliere solo due premi da due dei contenitori. I partecipanti questa volta non erano così entusiasti di ottenere il secondo premio perché c’erano ancora due ulteriori categorie o bidoni che rimanevano inaccessibili (2).
I ricercatori hanno concluso che è stato il desiderio di eliminare la paura di perdere un’opportunità di poter scegliere o partecipare (miss out) che ha portato la gente a lavorare sodo quando c’erano due categorie diverse. Se non potevano eliminare la paura di perdere, che è il caso quando avevano un numero maggiore di categorie di prodotti rispetto ai premi ottenibili, essi non si impegnavano molto (2).
Fomentare l’entusiasmo semplicemente categorizzando le ricompense potrebbe essere un modo chiave per convincere la gente a dedicare più tempo ai propri compiti. È meglio offrire alcune piccole ricompense invece di presentarne una grande.

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The Development of Inequity Aversion: Understanding When (and Why) People Give Others the Bigger Piece of the PieA. Shaw et al. – Psychological Science (2016). DOI:10.1177/0956797616660548PDF

La ricerca ha scoperto che i bambini imparano a distinguere tra inequità/disuguaglianza e ingiustizia in giovane età (a circa 6-7 anni), e che via via che invecchiano diventano più interessati con la giustezza della ripartizione piuttosto che gli esiti di per sé. Questo li rende più propensi a offrire agli altri il pezzo più grande della torta (3).

Si afferma che i bambini sviluppano una comprensione del fatto che la disuguaglianza non è un problema in sé e per sé. Al contrario, si rendono conto che la disuguaglianza è problematica quando è causata da ingiustizia o parzialità. Un ricercatore afferma che la loro ricerca precedente mostra che questo è come gli adulti reagiscono all’inequità, ma ora c’è la prova che anche i bambini di età inferiore ai 7 anni di età sono preoccupati dalla disuguaglianza, ma solo quando è vista come ingiusta (3).

Dal paper si ricava che in dei test i ricercatori hanno lavorato con bambini dandogli il compito di assegnare o meno una terza gomma per cancellare a sé stessi o ad un altro bambino. I risultati hanno mostrato che, mentre i bambini più piccoli, di età compresa tra 4-6 anni, hanno teso a prendere la terza gomma per sé stessi nella maggior parte dei casi, i bambini più grandi (di 7-8 anni) l’hanno data molto spesso all’altro.
Se costretti a buttare via la terza gomma o darla all’altro bambino, i più grandi la davano più spesso all’altro.
Con un terzo esperimento simile al primo, 3 bambini e 4 gomme, i ricercatori hanno verificato che la “generosità” dei bambini più grandi non era semplice, ma era influenzata dalla preoccupazione di essere equi, imparziali.

Le scelte dei bambini più grandi hanno dimostrato che preferiscono creare disuguaglianza a proprio svantaggio, evitando di essere ingiusti verso l’altro. La mia domanda è: che cosa avrebbero fatto i bambini grandi se non osservati? A che cosa si deve l’avversione apparente all’inequità di bambini e adulti secondo quanto riferito dal paper? Mi viene in mente l’evasione fiscale.
Può darsi che il vivere addossati gli uni agli altri e sotto costante minaccia di aggressione dal prossimo abbia selezionato un atteggiamento psicologico che minimizza i potenziali danni che si possono subire, sia con una motivazione volontaria intrinseca costruttiva vista nei primi studi sopra, sia con una tendenza a manifestare equità e imparzialità. Un modo per comprarsi il benvolere degli altri. È una tecnica di manipolazione che ho descritto anche in una altro post o due su invidia sociale e altruismo. Quando c’è il sospetto di essere manipolati la motivazione cala. Forse anche per questo l’ignoranza è benedetta.

  1. Society remains convinced rewards work, despite evidence they decrease motivation – January 20, 2017 – Phys.org
  2. Task master: Categorizing rewards improves motivation – May 29, 2013 – Link
  3. When and why do children give others the bigger piece of the pie? – November 30, 2016 – Link
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Questa voce è stata pubblicata il marzo 29, 2017 da con tag , , , , , .

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