Sol Invictus

Sotto il Sole

Storia genetica di popolazioni siberiane. Strani crani arcaici da Xuchang, China

Reconstructing genetic history of Siberian and Northeastern European populations – Emily H.M. Wong et al. – Published in Advance December 13, 2016 – Genome Res. – doi:10.1101/gr.202945.115

Dall’astratto, traduzione libera.
La Siberia e Russia nordoccidentale sono i luoghi in cui vivono più di 40 gruppi etnici indigeni diversi culturalmente e linguisticamente, ma la variazione genetica e le storie dei popoli di questa regione sono in gran parte indefinite. Presentiamo i dati del sequenziamento profondo di tutto il genoma (~38 ×) provenienti da 28 individui appartenenti a 14 popolazioni indigene distinte di quella regione. Abbiamo combinato questi insiemi di dati con altri di 32 genomi umani odierni e 46 antichi per ricostruire le storie genetiche di diverse popolazioni eurasiatiche settentrionali indigene. Abbiamo scoperto che le popolazioni siberiane e asiatiche orientali condividono il 38% della loro ascendenza con l’indivduo di Ust’-Ishim di 45.000 anni fa che in precedenza si credeva che non avesse discendenti moderni. I siberiani occidentali tracciano il 57% della loro ascendenza agli antichi nord-eurasiatici (ANE, ndr), rappresentati dal ragazzo siberiano di Mal’ta, MA-1, di 24000 anni fa. Le popolazioni siberiane orientali formarono un sottolignaggio distinto che si separò dalle altre popolazioni asiatiche orientali ~10,000 anno fa. Inoltre, abbiamo scoperto mescolanze tra i siberiani e i cacciatori-raccoglitori euro-orientali da Samara, Carelia, Ungheria e Svezia (8000-6600 anni fa); genti Yamnaya (5300-4700 anni fa); e moderni europei nord-orientali. I nostri risultati forniscono nuove informazioni sulla storia genetica delle popolazioni siberiane e nord-est europee e le prove di un antico flusso genico dalla Siberia verso l’Europa.

A differenza di altri studi la maggior parte dei genomi esaminati provengono dalla regione della taiga della Siberia e Russia Europea. Fra i tanti diagrammi e mappe colorate, quella di figura 8 riassume esplicativamente (ultima nel post 1). Gli autori hanno dimostrato che Ust’ Ishim aveva l’aplogrupppo-Y di clade NO.

Dalle info e mappa dal post (1) si vede che l’altra scoperta importante è che i siberiani occidentali, i mansi, khanty, nenets (altri nomi in italiano rispettivamente mansi ostiachi e nenci), hanno il 43% di componente di tipo siberiano orientale più simile agli Evens e Evenks (in italiano eveni ed evenchi), che potrebbe spiegare la diffusione da est in Europa nord-orientale dell’aplogruppo maschile N1c il quale è massimamente diffuso in siberia, e il 57% di siberiano occidentale probabilmente legato alla componente Ancient North Eurasian, ANE, di Mal’ta, (MA-1) e Afontova Gora 2 (AG-2) che spiega il collegamento trovato fra nativi americani, Siberiani occidentali, Mansi, Khanty e Nenets.
L’abbondanza della componente ANE sembra dare ragione a chi pensava che gli uralici non fossero una semplice mescolanza di europei ed eurasiatici orientali, ma che hanno una propria storia genetica.
Secondo la figura 8 i nativi americani risultano derivati da un’antico mescolamento con un 58% dal ramo che diede origine agli asiatici orientali e siberiani orientali, e il 42% di ANE.

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Genome-wide data from two early Neolithic East Asian individuals dating to 7700 years ago – Veronika Siska, Eppie Ruth Jones etal. – Science Advances 01 Feb 2017 – DOI:10.1126/sciadv.1601877

Dall’astratto, traduzione libera.
I genomi antichi hanno rivoluzionato la nostra comprensione della preistoria dell’Olocene e, in particolare, la transizione neolitica in Eurasia occidentale. Al contrario, l’Asia orientale ha finora ricevuto scarsa attenzione, nonostante rappresenti una regione nucleare in cui la transizione neolitica ha avuto luogo in modo indipendente ~ 3 millenni dopo l’esordio nel Vicino Oriente. Riportiamo i dati a livello di genoma da due cacciatori-raccoglitori da Devil’s Gate, una grotta sito neolitico (datata a ~ 7,7 mila anni fa) che si trova in Asia orientale, al confine tra la Russia e la Corea. Entrambi questi individui sono geneticamente più simile a popolazioni moderne geograficamente vicine dal bacino di Amur, tutte parlanti lingue tunguse, e, in particolare, agli Ulch (Ulci). La somiglianza di popolazioni moderne prossime e i livelli bassi di materiale genetico aggiuntivo negli Ulchi implica un elevato livello di continuità genetica in questa regione durante l’Olocene, un modello che contrasta nettamente con quello riportato per l’Europa.

Dal paper.
Al contrario di altre regioni, le società del Neolitico antico in Estremo Oriente russo, Giappone, Corea iniziarono a produrre e utilizzare ceramiche e cesti 10,5-15 ka, ma le colture e il bestiame domestico arrivarono diversi millenni più tardi.
Sono stati sequenziati a bassa copertura i genomi di cinque sepolture di Devil’s Gate del primo Neolitico.
Le persone che abitavano Devil’ Gate erano cacciatori-pescatori.raccoglitori senza evidenza di allevamento; le fibre di piante selvatiche erano la principale materia prima per la produzione tessile. Sono studiati particolarmente i due campioni con la copertura di sequenziamento più alta, DevilsGate1 e DevilsGate2, entrambi donne. Il genoma mitocondriale dell’individuo con più ampia copertura (DevilsGate1) potrebbe essere assegnato all’aplogruppo D4. Si è determinato solo che il secondo è di aplogruppo M (a cui appartiene D4).
Gli ulch, tradizionalmente pescatori che vivono geograficamente molto vicino a Devil’s Gate e sono l’unica popolazione di lingua tungusa dal bacino Amur campionata in Russia (tutti le altre parlanti tunguso nel nostro pannello sono dalla Cina), sono la popolazione geneticamente più simile nel pannello . Altre popolazioni che mostrano un’alta affinità per Devil’s Gate sono gli Oroqen e gli Hezhen- che come gli ulch, parlano lingue tunguse del bacino dell’Amur- e i coreani moderni e giapponese. Data la loro distanza geografica da Devil’s Gate (Fig. 3), le popolazioni amerindie sono geneticamente insolitamente vicine ai campioni da questo sito, in accordo quanto riportato precedentemente per i siberiani e altre popolazioni del nord dell’Asia (7).
Si è trovato che la proporzione di ascendenza collegata a Devil’s Gate negli Ulch è significativamente più alta rispetto a quella dei cacciatori-raccoglitori locali in qualsiasi popolazione europea. Secondo un commento gli ulch sembrano avere in più della componente ANE rispetto ai due individui esaminati di oltre 7000 anni fa (2).

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Late Pleistocene archaic human crania from Xuchang, China – Zhan-Yang Li et al. – 03 Mar 2017 – Science – DOI:10.1126/science.aal2482

Dall’astratto, traduzione libera.
Due crani del primo tardo-Pleistocene (~ 105,000- a 125.000 anni) da Lingjing, Xuchang, Cina, presentano un mosaico morfologico con differenze e somiglianze rispetto ai loro contemporanei occidentali. Condividono le tendenze pan-Vecchio Mondo nell’encefalizzazione e gracilizzazione sopraorbitale, della volta neurocraniale, e nucale. Riflettono il lignaggio (morfologico, ndr) eurasiatico-orientale nell’avere il neurocranio basso, sagittalmente piatto, e inferiormente ampio. Condividono la morfologia occipitale (soprainiaca e toro nucale) e labirintico temporale (canale semicircolare) con i Neanderthal. Questa combinazione morfologica riflette modelli umani evolutivi del Pleistocene in biologia generale, così come sia la continuità regionale che le dinamiche di popolazione interregionali.

C’è molto interesse per questa scoperta nella provincia di Henan, Cina, e ci si domanda che ominidi fossero visto che precedono i primi moderni di alcune decine di migliaia di di anni e che non risultano Neanderthal così ad oriente. Si specula che possa trattarsi di resti di Erectus o di Denisova di cui si conosce il DNA, ma al momento non si hanno resti ossei al di fuori di un osso di mignolo (3 e 4).
La cosa che incuriosisce di più è che i crani richiamano la morfologia degli asiatici orientali. In passato si è speculato che tali fattezze si sono sviluppate nel corso di centinaia di migliaia di anni. Così come si è teorizzato che le fattezze occidentali fossero già visibili nei Neanderthal. Può essere che morfologia degli eurasiatici moderni è stata influenzata dagli arcaici.

  1. Histoire génétique des populations Sibériennes – Par Bernard Sécher – 20 février 2017 – Généalogie génétique – Link
  2. Scythians and Sarmatians in the Global 10 – March 5, 2017 – Eurogenes blog – Link
  3. Incipient Mongoloids (or elusive Denisovans) 105-125kya in China?- 03, 2017 – Dienekes Pontikos – Link
  4. Denisovan(?) remains in the garden – March 5, 2017 – by Steve Drury – earth-pages.co.uk – Link
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Questa voce è stata pubblicata il marzo 7, 2017 da con tag , , , , , , , , , , .

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