Sol Invictus

Sotto il Sole

Continuità genetica in Armenia e migrazioni maschili dalle steppe in Europa centrale

Post aggiornato il 17/03/2017
7800 years of Mitochondrial genetic continuity in Armenia, 6th DNA Polymorphisms in Human Populations
– Margaryan et al. – Talk Workhsop Genomic Demography, Musee de l’Homme, Paris, 7-10 December, 2016
Dall’astratto, traduzione libera:

l‘origine del popolo armeno è fortemente dibattuta tra gli storici e archeologi. Nonostante una lunga storia e testimonianze archeologiche ampie in Armenia, è stato molto impegnativo dedurre gli eventi demografici che hanno portato alla formazione di armeni come gruppo etnico-culturale distinto. Per ottenere una comprensione dettagliata degli eventi demografici in Armenia attraverso millenni, si sono studiati genomi mitocondriali completi da 49 individui antichi che coprono 7800 anni e sono stati confrontati con quella degli armeni moderni (n = 206) e sette popolazioni vicine (n = 482). In questo contesto, è stata osservata la distanza genetica più bassa tra gli armeni antichi e moderni, e questo si riflette anche nell’analisi di network e nell’analisi discriminante delle componenti principali (DAPC) che mostra la vicinanza genetica tra gli antichi individui e gli armeni moderni. I ricercatori hanno usato la Approximate Bayesian Computation (ABC) per testare cinque scenari demografici diversi della popolazione armena, e le simulazioni hanno favorito un modello in cui entrambi gli armeni antichi e moderni derivano dalla stessa popolazione originaria. Concludiamo che vi è un forte segnale di continuità nel pool genico materno armeno nel corso degli ultimi 7800 anni.

È probabile che alla fine i neolitici del Caucaso meridionale risulteranno simili agli armeni moderni (1). Apparentemente questo gioca a favore di un’origine in Anatolia orientale delle lingue IE.
Però un blogger ha fatto qualche test con un bel numero di popolazioni occidentali ed è venuto fuori che se gli armeni o i Kura-Araxes (parlanti la lingua urrita secondo una tesi) della prima età del bronzo sembrano mostrare affinità particolare per le popolazioni del Caucaso nordorientale, quelli della media e tarda età del bronzo sembrano mostrare un’affinità aumentata per le popolazioni del Baltico e ciò gli fa sospettare un influsso di genti che un’altra analisi sembra collegare a Sintashta (2). Questo possibile influsso da nord fa pensare ad un gruppo indoeuropeo portante la lingua armena.
Un commentatore (2) riferisce di un paper del 2012 (3) sui maiali e sull’introduzione di quelli europei in Anatolia circa nel 2000 a.C. e che sembra corrispondere temporalmente al primo Sintashta (2, commenti).

°°°

Aggiornamento del 24/02/2017
Sostituisco la versione preprint del 2016 (conservata al 5) con la versione definitiva del seguente paper su PNAS.org. Cambia anche il titolo.
Ancient X chromosomes reveal contrasting sex bias in Neolithic and Bronze Age Eurasian migrations – Amy Goldberg et al. – 2016 – PNAS.org – doi: 10.1073/pnas.1616392114 (per il PDF ancora accessibile della versione preprint vedere 5)
Dall’astratto, traduzione libera.
Eventi drammatici nella preistoria umana, come la diffusione dell’agricoltura in Europa dall’Anatolia e la migrazione dalla steppa Ponto-Caspica nel Tardo Neolitico/Età del Bronzo (LNBA), possono essere indagati utilizzando modelli di variazione genetica tra le genti che hanno vissuto in quei tempi. In particolare, gli studi di storie demografiche maschili e femminili differenti sulla base di genomi antichi in grado di fornire informazioni sulla complessità delle strutture sociali e le interazioni culturali in popolazioni preistoriche. Usiamo un modello meccanicistico additivo per confrontare il cromosoma X sesso-specificamente-ereditato agli autosomi in 20 resti umani dell’inizio del Neolitico e 16 del LNBA. Contrariamente alle ipotesi precedenti suggerite dalla patrilocalità di molte popolazioni agricole, non troviamo alcuna evidenza di mescolamento sessopolarizzato durante la migrazione che diffuse l’agricoltura in tutta Europa durante il Neolitico. Per le successive migrazioni dalla steppa pontica durante il LNBA, tuttavia, si stima un prevalenza maschile drammatica, con ~ 5-14 maschi che migrano per ogni femmina migrante. Troviamo l‘evidenza di una continua migrazione, soprattutto di sesso maschile, dalla steppa verso l’Europa centrale, per un periodo di più generazioni, con un livello di polarizzazione (bias) sessuale che esclude una migrazione a impulso (singolo, ndr) nel corso di una sola generazione.

Per alcuni commenti e osservazioni non proprio favorevoli a migrazioni di popolazioni da Yamnaya verso l’Europa occidentale vedere l’articolo di un blog che discute lo stesso paper (4). L’autore fa varie ipotesi e sospetta che verrà eventualmente scoperta una popolazione magari con molto R1b (forse più a occidente di Yamnaya?) che spiegherà alcune strane, secondo lui, differenze nelle frequenze alleliche delle popolazioni europee attuali rispetto a Yamnaya.

°°°
Aggiornamento 17/03/2017
Preprint, non peer-reviewed. Non conferma e getta dubbi su Goldberg et al. visto sopra:
Failure to Replicate a Genetic Signal for Sex Bias in the Steppe Migration into Central Europe – March 14, 2017 – Iosif Lazaridis, David Reich – biorxiv.org – doi:https://doi.org/10.1101/114124
Astratto, traduzione libera.
Non riusciamo a replicare un segnale genetico di bias del sesso nella migrazione dalle steppe verso l’Europa centrale, dopo ~ 5.000 anni (tracorsi, ndr) proposto da Goldberg et al. PNAS 114 (10): 2657-2662. La stima dell’ascendenza dalle steppe sul cromosoma X d nella popolazione dell’Europa centrale dell’età del bronzo con il metodo qpAdm (Haak et al. Nature 522, 207-11) non indica una minore ascendenza dalle steppa sul cromosoma X rispetto agli autosomi. Eseguiamo una simulazione che indica la presenza di bias di stima di -19.5% nell’inferenza delle proporzioni di commistione del cromosoma X con il metodo usato da Goldberg et al., in gran parte eliminando il bias del sesso osservato.

Si critica l’uso nello studio di Goldberg et al. presentato in questo post di Admixture per determinare il bias (distorsione) di sesso, strumento che appare dubbio. Invece questo studio “Failure to…” usa qpAdm. Si osserva che l’evidenza di bias di sesso trovato da Goldberg et al. non viene escluso, ma rientra nell’errore ampio (6).
Poi si afferma che l’unico studio con risultati solidi di bias di sesso è quello sui sardi di Chiang et al. 2016 (7) che trova più ascendenza dagli agricoltori neolitici EEF (Anatolico + Loschbour) sul cromosoma X dei sardi rispetto agli autosomi.
Per molti casi come CWC e WHG baltici (buona frequenza di aplogruppo U) oppure nordeuropei con forse l’80-90% di X EEF e 50-60% di autosomi dalle steppe l’evidenza circostanziale punta ad un bias di sesso, ma va verificato meglio, secondo un commentatore (6).
Qualcuno fa osservare che se tutti i maschi sono di una popolazione e tutte le femmine di un’altra, alla fine gli X di questa seconda dovrebbero essere circa 2/3 del totale. E questo è un caso estremo ed improbabile. Quindi la quasi completa sostituzione di linee maschili in alcuni casi probabilmente implica un forte tasso riproduttivo di alcune gruppi di maschi imparentati, probabilmente i nuovi dominatori che accaparrandosi in qualche modo ricchezze e potere si riproducono di più per un certo numero di generazioni (6, comm.).

  1. Strong mitogenomic continuity on the Armenian Plateau since the early Neolithic – Eurogenes Blog – October 27, 2016 – Link
  2. Hurrians and the others – October 4, 2016-Eurogenes Blog – Link
  3. Pig domestication and human-mediated dispersal in western Eurasia revealed through ancient DNA and geometric morphometrics – Claudio Ottoni et al. – 2012 – doi:10.1093/molbev/mss261
  4. Amy Goldberg, Torsten Günther, Noah A Rosenberg, and Mattias Jakobsson on steppe migration – October 1, 2016 – Blog: The Human Story So Far – Link
  5. Verisone preprint del paper nel testo – Familial migration of the Neolithic contrasts massive male migration during Bronze Age in Europe inferred from ancient X chromosomes – Goldberg et al. – bioRxiv – Posted September 30 – 2016, doi:http://dx.doi.org/10.1101/078360
  6. Failure to replicate – March 15, 2017 – Eurogenes Blog – Link
  7. Population history of the Sardinian people inferred from whole-genome sequencing – Charleston W.K. Chiang, et al. – Posted December 7, 2016 – Non peer reviewed biorxiv.org – doi:https://doi.org/10.1101/092148
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Questa voce è stata pubblicata il novembre 1, 2016 da con tag , , , , , , , , .

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