Sol Invictus

Sotto il Sole

Continuità genetica in Armenia e migrazioni maschili dalle steppe in Europa centrale

7800 years of Mitochondrial genetic continuity in Armenia, 6th DNA Polymorphisms in Human Populations – Margaryan et al. – Talk Workhsop Genomic Demography, Musee de l’Homme, Paris, 7-10 December, 2016

Dall’astratto, traduzione libera:
l‘origine del popolo armeno è fortemente dibattuta tra gli storici e archeologi. Nonostante una lunga storia e testimonianze archeologiche ampie in Armenia, è stato molto impegnativo dedurre gli eventi demografici che hanno portato alla formazione di armeni come gruppo etnico-culturale distinto. Per ottenere una comprensione dettagliata degli eventi demografici in Armenia attraverso millenni, si sono studiati genomi mitocondriali completi da 49 individui antichi che coprono 7800 anni e sono stati confrontati con quella degli armeni moderni (n = 206) e sette popolazioni vicine (n = 482). In questo contesto, è stata osservata la distanza genetica più bassa tra gli armeni antichi e moderni, e questo si riflette anche nell’analisi di network e nell’analisi discriminante delle componenti principali (DAPC) che mostra la vicinanza genetica tra gli antichi individui e gli armeni moderni. I ricercatori hanno usato la Approximate Bayesian Computation (ABC) per testare cinque scenari demografici diversi della popolazione armena, e le simulazioni hanno favorito un modello in cui entrambi gli armeni antichi e moderni derivano dalla stessa popolazione di origine. Concludiamo che vi è un forte segnale di continuità nel pool genico materno armena nel corso degli ultimi 7800 anni.

È probabile che alla fine i neolitici del Caucaso meridionale risulteranno simili agli armeni moderni (1). Apparentemente questo gioca a favore di un’origine in Anatolia orientale delle lingue IE.
Però un blogger ha fatto qualche test con un bel numero di popolazioni occidentali ed è venuto fuori che se gli armeni o i Kura-Araxes (parlanti la lingua urrita secondo una tesi) della prima età del bronzo sembrano mostrare affinità particolare per le popolazioni del Caucaso nordorientale, quelli della media e tarda età del bronzo sembrano mostrare un’affinità aumentata per le popolazioni del Baltico e ciò gli fa sospettare un influsso di genti che un’altra analisi sembra collegare a Sintashta (2). Questo possibile influsso da nord fa pensare ad un gruppo indoeuropeo portante la lingua armena.
Un commentatore (2) riferisce di un paper del 2012 (3) sui maiali e sull’introduzione di quelli europei in Anatolia circa nel 2000 a.C. e che sembra corrispondere temporalmente al primo Sintashta (2, commenti).

°°°
Familial migration of the Neolithic contrasts massive male migration during Bronze Age in Europe inferred from ancient X chromosomes – Goldberg et al. – bioRxiv – Posted September 30 – 2016, doi:http://dx.doi.org/10.1101/078360

Dall’astratto, traduzione libera:
eventi drammatici nella preistoria umana, come la diffusione dell’agricoltura in Europa dall’Anatolia e la migrazione dalla steppa Ponto-Caspica nel Tardo Neolitico/Età del Bronzo (LNBA), possono essere indagati utilizzando modelli di variazione genetica tra le genti che hanno vissuto in quei tempi. In particolare, gli studi di storie demografiche maschili e femminili differenti sulla base di genomi antichi in grado di fornire informazioni sulla complessità delle strutture sociali e le interazioni culturali in popolazioni preistoriche. Usiamo un modello meccanicistico additivo per confrontare il cromosoma X sesso-specificamente-ereditato agli autosomi in 20 resti umani dell’inizio del Neolitico e 16 del LNBA. Contrariamente alle ipotesi precedenti suggerite dalla patrilocalità di molte popolazioni agricole, non troviamo alcuna evidenza di mescolamento sessopolarizzato durante la migrazione che diffuse l’agricoltura in tutta Europa durante il Neolitico. Per le successive migrazioni dalla steppa pontica durante il LNBA, tuttavia, si stima un prevalenza maschile drammatica, con ~ 5-14 maschi che migrano per ogni femmina migrante. Troviamo l‘evidenza di una continua migrazione, soprattutto di sesso maschile, dalla steppa verso l’Europa centrale, per un periodo di più generazioni, con un livello di polarizzazione (bias) sessuale che esclude una migrazione a impulso (singolo, ndr) nel corso di una sola generazione.

Per alcuni commenti e osservazioni non proprio favorevoli a migrazioni di popolazioni da Yamnaya verso l’Europa occidentale vedere l’articolo di un blog che discute lo stesso paper (4). L’autore fa varie ipotesi e sospetta che verrà eventualmente scoperta una popolazione magari con molto R1b (forse più a occidente di Yamnaya?) che spiegherà alcune strane, secondo lui, differenze nelle frequenze alleliche delle popolazioni europee attuali rispetto a Yamnaya.

  1. Strong mitogenomic continuity on the Armenian Plateau since the early Neolithic – Eurogenes Blog – October 27, 2016 – Link
  2. Hurrians and the others – October 4, 2016-Eurogenes Blog – Link
  3. Pig domestication and human-mediated dispersal in western Eurasia revealed through ancient DNA and geometric morphometrics – Claudio Ottoni et al. – 2012 – doi:10.1093/molbev/mss261
  4. Amy Goldberg, Torsten Günther, Noah A Rosenberg, and Mattias Jakobsson on steppe migration – October 1, 2016 – Blog: The Human Story So Far – Link

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 1, 2016 da con tag , , , , , , , .

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