Sol Invictus

Sotto il Sole

I centroasiatici di una volta erano più occidentali

Aggiornato, anche con accenni all’India, il 25/11/2016
C
i fu una polemica a metà del 2016 causata dalla notizia che il noto attore L. DiCaprio avrebbe impersonato in un film Gialal al-Din Rumi, un famoso filosofo del tredicesimo secolo di lingua persiana (1); talmente famoso infatti che non credo che mi sia mai capitato di apprendere alcunché su di lui dai media italiani. Molti, politicamente corretti, mediorientali, immagino soprattutto iraniani, se la presero perché secondo loro era l’ennesimo tentativo di “sbiancare” ed europeizzare la Storia visto che l’aspetto dell’attore biondo è abbastanza diverso dall’iraniano e mediorientale medio. Infatti su Wikipedia si legge che è per metà di origine tedesca e anche di origine italiana e russa, un quarto per parte. Poi la notizia fu smentita da quel che mi risulta (2).
Coloro che erano critici avevano ragione di lamentarsi?
Secondo Wikipedia inglese Rumi nacque da genitori di lingua persiana originari della città di Balkh presso l’attuale confine nord dell’Afghanistan. Prendendo per buona questa informazione, ho trovato delle immagini online di gruppi di Tagiki, che di aspetto sembrano i meno orientaleggianti di quella regione dell’Asia e quindi probabilmente più vicini alla popolazione di 800 anni fa e dei secoli e millenni prima. Infatti molte altre genti dell’Asia centrale hanno un aspetto est-asiatico dovuti a invasioni di turchi e mongoli che alterarono profondamente il panorama genetico dell’area. L’espansione mongola avvenne durante la vita di Rumi.

Immagini: Link1Link2
Dalle seguenti ignorare quelle di Tagiki di aspetto nettamente asiatico-orientale: Link3.
Altre immagini di Tagiki da un forum i cui partecipanti per ironia confrontano “ariani” con donne punjabi più sud-asiatiche ed esteticamente non il massimo: Link

Gli Uiguri vivono nel nord-ovest della Cina ed ecco alcuni individui dall’aspetto particolarmente europeo: Link, Link, e anche (3).

Deduco che prima delle espansioni turche e mongole le popolazioni della parte centrale del continente eurasiatico erano probabilmente molto “europee”, anche nordeuropee, spesso con pelle, occhi, capelli, chiari. Di seguito elenco brevemente una serie di studi su resti umani di migliaia di anni fa dalla Siberia e Mongolia che confermano ciò.

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Ancient DNA provides new insights into the history of south Siberian Kurgan people – Christine Keyser et al. – Human Genetics – May 16, 2009 – doi:10.1007/s00439-009-0683-0 – Link

Dall’astratto, traduzione libera:
… Infine, i nostri dati indicano che nel lasso di tempo del bronzo e del ferro, i sud siberiani avevano occhi blu (o verde), la pelle e i capelli chiari e che potrebbero avere avuto un ruolo nello sviluppo iniziale della civiltà del bacino del Tarim…

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Pigment phenotype and biogeographical ancestry from ancient skeletal remains: inferences from multiplexed autosomal SNP analysis – Caroline Bouakaze et al. – First Online: 05 May 2009 – International Journal of Legal Medicine doi:10.1007/s00414-009-0348-5 – Link

Dall’astratto, traduzione libera:
… applicato al DNA recuperato dai resti archeologici di 25 umani dalla Siberia centromeridionale risalenti al Bronzo e al Ferro. La genotipizzazione SNP ha avuto successo per la maggior parte dei campioni antichi e ha rivelato che la maggior parte probabilmente aveva caratteristiche di pigmentazione tipicamente europee, vale a dire, il colore degli occhi blu o verde, capelli e pelle chiari, ed erano probabilmente di origini europee …

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Strong genetic admixture in the Altai at the Middle Bronze Age revealed by uniparental and ancestry informative markers – Hollard et al. – Forensic Science International: Genetics, published online 04 June 2014 – doi:10.1016/j.fsigen.2014.05.012 – link

Da un articolo di blog che riporta lo studio (4): quattro degli otto cromosomi Y dell’età del Bronzo in questo paper appartenevano all’aplogruppo R1a-Z93. Inoltre, uno dei campioni R1a-Z93 ha marcatori per gli occhi azzurri e capelli castani, e un altro per il biondo scuro o capelli castani. Il singolo individuo dell’Età del Rame (Eneolitico) apparteneva al cromosoma Y aplogruppo Q-M242 ed è stato dedotto che aveva capelli e occhi scuri…
Una delle femmine del Bronzo apparteneva a un lignaggio specifico europeo incluso nell’aplogruppo mitocondriale H1b, che combacia con cinque campioni moderni dalla Polonia e uno dal Portogallo (4).

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Un paper sul ritrovamento di individui maschi di aplogruppo Y R1b in tombe di circa 800 anni fa dalla Mongolia orientale.

Molecular Genealogy of a Mongol Queen’s Family and Her Possible Kinship with Genghis Khan – Gavaachimed Lkhagvasuren et al. – PloS ONE – Published: September 14, 2016 – http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0161622

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Un’indicazione dell’impatto sull’India delle migrazioni provenienti dalle steppe e da altrove viene da un’analisi fatta da un blogger (5). L’analisi TreeMix mostrata nel post usa un campione di indiani di casta elevata con forte frequenza di Y HG (cioè aplogruppo Y) R1-a z93. Il terzo grafico, con due migrazioni, ne mostra una stimata del 35% dai Brahui che risiedono soprattutto in Pakistan e che parlano una delle lingue dravidiche, forse portate dai migranti neolitici provenienti dal MO e oggi diffuse in India meridionale, e una migrazioni stimata pari al 45% da un popolazione da cui originano le popolazioni eurasiatiche occidentali del Caucaso e steppe pontiche.

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Aggiornamento 23/10/2016
Secondo una stima riportata da Wikipedia circa il 10% dei tagiki ha i capelli biondi. Suppongo che la frequenza fra i bambini sia maggiore.
Può darsi che una parte dei tratti europei in alcune popolazioni centroasiatiche sia dovuto ad un limitata introgressione di schiavi slavi. In un forum trovo che un milione di schiavi persiani e un numero sconosciuto di schiavi slavi furono deportati nei khanati dell’Asia centrale nella prima metà del 19esimo secolo (6). Ammesso che sia vero, però l’impatto genetico non sembra noto e un grafico riportato nei forum mostra che secondo un’analisi di 26 popolazioni l’elemento europeo curiosamente sembra aumentare verso sud e presso il confine afghano ed è alto in alcuni gruppi di tajiki (6, mappa: tratto dal paper 7)

Un commentatore riporta in un post di ottobre 2016 che alla American Society For Human Genetics, ASHG 2016, c’è un poster della presentazione di un nuovo studio sugli uiguri, 1167F – Population structure and admixture of Xinjiang’s Uyghurs : l’analisi di 951 individui da 13 regioni averebbe dato: 29-47% est-asiatici, 15-17% siberiani, 25-37% eurasiatici occidentali, 12-20% sud-asiatici. Inoltre pare che ci fu una fusione di occidentali sud-asiatici da una parte e asiatici orientali dall’altra con il primo mescolamento di questo tipo datato a circa 3750 anni fa e la più recente a750 anni fa (espansione mongola del 13° secolo?). Tuttavia la storia dei mescolamenti appare complessa (8).

Per i risultati di studi più vecchi vedere Wikipedia. Secondo qualche commento di forum gli uiguri non sembrano avere avuto schiavi europei (9). In ogni caso, deducendo a spanne, mi sembra che prima delle espansioni di orientali turchi e mongoli in Asia centrale, la popolazione dell’area fosse più o meno una fusione includente una forte componente, anche una maggioranza di genti di tipo europeo, e una minoranza sud-asiatica.

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Un sito archeologico interessante è descritto in un articolo del famoso “The Siberian Times” (10). Si parla dell’idolo di Ust-Taseyevsky, località sulla sponda sinistra del fiume Taseyeva, a 4 km dalla confluenza con l’Angara, 200-300 km a nord della capitale regionale Krasnoyarsk. Da una mappa il luogo sembra poco meno di mille chilometri più a nord del confine settentrionale della Mongolia occidentale.
L’idolo è la più vistosa di quattro sculture e un tavolo sacrificale per ritagliare orsi e cervi, ricavati dalle rocce che formano anche delle grotte. È stato dedotto che una volta aveva fattezze occidentali con naso prominente, narici ampie, baffi e barba, ma a causa dell’arrivo nella regione di popolazioni più asiatiche, la scultura fu modificata nel Medioevo in modo da avere fattezze più mongoloidi, per es. il naso fu appiattito. Infine con l’arrivo dei russi nella regione fu alterata ancora una volta con un buco in bocca forse per rappresentare l’uso di pipa di tabacco. I ricercatori pensano che le fattezze occidentali originarie furono dovute agli sciti, indoiranici, presenti nell’area fin quando non furono soppiantati.
Le quattro sculture sono: una divinità principale non ben definita con un occhio e barba, la scultura più vistosa chiamata l’aiutante, la donna/moglie a fianco e infine il guardiano. Questa specie di presepe sembra richiamare sorprendentemente analoghe figure religiose delle genti Khanty e Mansi che parlano lingue uraliche (10).


Aggiornamento del 25/11/2016
Nei commenti al post di un altro blogger (11) si discute ampiamente delle popolazioni preistoriche da cui derivano gli asiatici centromeridionali e meridionali, dai tagiki ai sud indiani. (Discorso a parte il grafico PCA del post raggruppa le varie genti euroasiatiche occidentali contornandole in modo da apprezzare meglio le distanze relative.)

Riassumendo, più commentatori concordano su quanto segue. Le informazioni non sono nuove, ma sono meglio elencate.

Nell’India a sud del Gujarat e dei monti Vindhya,dove sono diffuse le lingue dravidiche, la popolazione ha ereditato geneticamente poco niente dalle steppe dell’età del primo/medio bronzo (acronomino in inglese EMBA) e del medio/tardo bronzo (MLBA). Una cosa prevedibile se si considerano le steppe pontico-caspiche il centro di radiazione delle genti IE. Le popolazioni del sud dell’India risultano in maggioranza un mix di circa il 60% di Neolitico iraniano e 40% di tipo “Andamano” o forse più correttamente cacciatori-foraggiatori sud asiatici ancestrali. I Paniya, meno euro-occidentali, risultano con queste percentuali invertite. Fanno eccezione i bramini/brahmani, la casta sacerdotale, che hanno antichi legami di sangue più a nord.

Passando all’India settentrionale si ha un rapido aumento della componente delle steppe. La maggior parte degli indoariani più settentrionali dall’Uttar Pradesh in su hanno un 25-40% di elemento dalle steppe del medio bronzo con una componente minore del medio tardo bronzo del tipo Andronovo.

Le popolazioni linguisticamente iraniche orientali risultano avere un 30-50% dalle steppe dell’età del bronzo probabilmente Andronovo e sciti con un poco di indoariano.

Curiosamente risultano popolazioni dravdiche più euro-occidentali di alcune popolazioni indoariane, però l’occidentalità è tutta o quasi neolitico-iraniana.

Anche nella valle dell’Indo la popolazione deriverebbe tuttora autosomalmente dal Neolitico iraniano per un 60-70%.

Un commentatore presenta in data November 20, 2016 at 3:42 AM un modellamento interessante ottenuto con una correzione suggeritagli che mostra le percentuali delle componenti euroasiatiche considerate in individui/gruppi di varie epoche e culture. Da considerare indicativamente.

I tagiki risultano per circa metà provenienti dall’Europa orientale e dalla cultura euro-centrale di LBK_EN (Cultura della ceramica lineare _eneolitico), a cui si aggiunge una buona componente di cacciatori-raccoglitori di tipo CHG del Caucaso. Risultano modellati anche con alcuni punti percentuali di asiatico orientale e alcuni di cacciatori-raccoglitori indiani, come prevedibile.

Sintashta e Andronovo sono fondamentalmente Yamaha con un aggiunta sostanziale del 25-35% di compenente medio-neolitica europea.

Trovo interessanti le componenti per Scythian_IA cioè scita dell’età del ferro. Oltre alla maggioranza europea di varia origine il modello presenta un 11% del tipo Hotu, trovato nel Iran settentrionale mesolitico, e anche un 6% di asiatico nordorientale. Probabilmente alcune orde giunte in Europa centrale e danubiana nel Medioevo come bulgari e unni erano fondamentalmente sciti e altro asiatici occidentali con a capo nuclei di origine eurasiatico orientale. Visto la scarsa componente “orientale” rimasta in popoalzioni come Bulgaria e Ungheria e le vista le diluizione stimate dagli storici mi viene da pensare che quelle orde fossero asiatiche per un 5_10%. Sembra andare d’accordo in prima approssimazione con quanto risulta dal modellamento di Scythian_IA.

Un commentatore nota che secondo lui gli abitanti dell’altopiano del Pamir mostrano qualche somiglianza con il campione scita e questo lo colpisce in quanto si è ipotizzato che i tagiki del Pamir discendano dagli sciti. Qualcun altro riferisce che i tagiki del pamir risultano avere una componente neolitica occidentale che indica una differenza con Yamnaya e una maggiore vicinanza a Sintashta.

  1. Leonardo DiCaprio is being considered to play a Muslim poet, and people are outraged – Jason Guerrasio – Jun. 8, 2016 – uk.businessinsider.com
  2. Leonardo DiCaprio Will Not Pursue Movie About Poet Rumi – 01 July 2016 – http://www.justjared.com
  3. Repost: The Whites of Asia – The Uighurs – by Robert Lindsay – September 4, 2016 – Link
  4. R1a-Z93 from Bronze Age Mongolia – June 4, 2014 – Eurogenes Blog – Link
  5. Indian genetic history in three simple graphs – May 28, 2016 –Link
  6. Forum – Uzbekistan: GENETICS of Uzbeks and Tajiks and ethnic Turks Mongoloid and Caucasoid groups. – theapricty.com – Link
  7. In the heartland of Eurasia: the multilocus genetic landscape of Central Asian populations – Begoña Martínez-Cruz et al. – European Journal of Human Genetics – Published online 2010, Sep 8 – doi:10.1038/ejhg.2010.153 – Link
  8. Poster abstracts ASHG 2016 – Link
  9. Forum . Why Tajiks have more Dodecad North European autosomal component than South Italians? – forumbiodiversity.com – Link
  10. Siberia’s stone idols – By Tamara Zubchuk – 19 October 2016 – Link
  11. Days of high adventure – Eurogenes Blog – November 12, 2016Link

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