Sol Invictus

Sotto il Sole

Il test SAT predice il successo economico, sociale ed accademico di 13enni molto intelligenti

Rivisto 01/10/2016
Si legge frequentemente che laurearsi ormai può rendere poco agli italiani (1) e agli abitanti di altri paesi (2). I costi per ottenere il “pezzo di carta” possono essere notevoli e spesso si finisce l’università con poca o nessuna esperienza lavorativa, ma soprattutto c’è molta offerta di lauree poco richieste perché le più numerose sono anche le più facili. Già questo fa capire che oltre un certo punto già raggiunto è poco utile pompare risorse e denaro per aumentare il numero di laureati.
Il numero delle lauree più utili e remunerative è limitato dalle persone intelligenti disponibili in una popolazione. In un artico si vede un grafico che mostra che pur aumentando di ben il 50% il numero di laureati statunitensi nel corso di 25 anni fra il 1984-85 e il 2008-2009, grazie probabilmente anche alla maggiore attenzione sociale, razziale e agli aiuti economici, il numero di laureati in materie STEM (Science, Technology, Engineering, Math), che mediamente sono più “dure” e paganti di tante altre richiedendo ottime capacità di analisi matematica, spaziale e ragionamento, è rimasto quasi costante e per qualche materia è pure leggermente calato (3, grafico). Quasi certamente questo indica che c’è un effetto “soffitto” dovuto alle capacità intellettive richieste che limita il numero di persone che possono avere successo nelle materie più utili ed innovative. Come si vede nel grafico, gran parte dell’incremento riguarda lauree considerate di solito più “facili” che a volte non ripagano nemmeno il tempo perso per soddisfare l’ego come arte, psicologia, comunicazioni (3). Notare che degli studi mostrano che andare all’università giova mediamente poco o niente al miglioramento delle capacità di ragionamento degli studenti (4). Forse perché è troppo tardi e anche perché intelligenti in buona parte ci si nasce.

Comprensibilmente individuare e favorire scolasticamente bambini e giovani che promettono di essere leader futuri nei vari settori economici e scientifici è molto importante per il bene della società che li genera, in modo da ottenere un rendimento ottimale delle loro capacità e non farli emigrare da adulti. Contrariamente a ciò che possono volere credere taluni, è possibile farlo quando sono piccoli con dei test e uno usato per degli studi pluridecennali è il famoso e antico SAT americano che serve per l’accesso all’università. Negli anni 70 campioni di (pre)adolescenti vi furono sottoposti perché ancora più duro selettivo per loro. Un’età precoce alla quale è utile testare i ragazzi risulta essere dopo i 10 anni perché la correlazione con l’intelligenza da adulti si stabilizza ad un livello elevato, forse addirittura 0,95 secondo qualche fonte (5). Questo spiega l’età di 12 -13 anni dei giovanetti molto dotati seguiti per decenni nei seguenti studi.

 

When Lightning Strikes Twice: Profoundly Gifted, Profoundly Accomplished – Matthew C. Makel et al. – Psychological Science 2016 – DOI:10.1177/0956797616644735

Dall’astratto, traduzione libera:
i successi educativi, professionali e creativi dei partecipanti allo studio sulla gioventù matematicamente precoce (SMPY) estremamente dotata (quoziente intellettivo> 160) sono sorprendenti, ma sono rappresentativi dei 12enni altrettanto capaci? Il Talent Identification Program della Duke University (TIP) individuò 259 giovani adolescenti che erano altrettanto dotati. All’età di 40 anni anche le loro realizzazioni di vita sono state straordinarie: il 37% aveva conseguito dottorati, il 7,5% aveva ottenuto un incarico accademico (il 4,3% nelle università ad alta intensità di ricerca), e il 9% deteneva brevetti; molti erano leader di alto livello in grandi organizzazioni. Come è avvenuto per il campione SMPY prima di loro, le diversa abilità hanno predetto le loro traiettorie di sviluppo contrastanti ed eventuali, però essenzialmente tutti i partecipanti possedevano entrambe le abilità di ragionamento matematico e verbali di gran lunga superiori a quelli dei destinatari di PhD tipici. Gli individui, anche quelli profondamente dotati, in primo luogo fanno ciò in cui sono migliori. Le differenze negli schemi di abilità, come le differenze di interessi, guidano nello sviluppo lungo percorsi diversi, ma il livello di abilità, insieme con l’impegno, determinano se e fino a che punto si conseguono realizzazioni degne di nota se si presenta l’occasione.
°°°

Who Rises to the Top? Early Indicators – Harrison J. Kell, David Lubinski, and Camilla P. Benbow – Vanderbilt University – Psychological Science, 2013 – DOI:10.1177/0956797612457784

Dall’astratto, traduzione libera:
dei giovani individuata prima dei 13 anni di età (N = 320) ed aventi capacità profonde di ragionamento matematico o verbale (nell’1/10.000 più alto) sono stati monitorati per quasi tre decenni. I loro premi e realizzazioni creative all’età di 38 anni, in combinazione con i dettagli specifici circa le loro responsabilità professionali, illuminano la grandezza del loro contributo e la statura professionale. A molti sono stati affidati obblighi e risorse per prendere decisioni critiche sul benessere individuale e organizzativo. Le loro posizioni di leadership nel mondo degli affari, dell’assistenza sanitaria, del diritto, del professorato, e STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) suggeriscono che molti sono creatori eccezionali di cultura moderna, che costituiscono una risorsa preziosa di capitale umano. L’identificazione del potenziale umano veramente capace e la previsione dello sviluppo differenziale all’interno di tali popolazioni richiede la valutazione di più capacità cognitive e l’utilizzo di procedure di misurazione atipiche. Questo studio illustra come criteri fondamentali possono essere aggregati e sequenziati longitudinalmente per convalidare tali misure.
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Life Paths and Accomplishments of Mathematically Precocious Males and Females Four Decades Later – 2014 – D. Lubinski C. P. Benbow H. J. KellDec 2014 – DOI:10.1177/0956797614551371PDF

Dall’astratto, traduzione libera:
due coorti di 13enni con talento intellettuale sono stati identificati nei 1970 (1972-1974 e 1976-1978), per essere nella top 1% della capacità di ragionamento matematico (1.037 maschi, 613 femmine). Circa quattro decenni più tardi, sono stati raccolti i dati sulle loro carriere, realizzazioni, benessere psicologico, famiglie, preferenze e priorità di vita. I loro risultati hanno superato di gran lunga le aspettative di base: Fra le due coorti, il 4,1% avevano ottenuto incarichi di ruolo in una delle principali università di ricerca, il 2,3% erano top manager in aziende rinomate o in compagnie Fortune 500, e il 2,4% erano avvocati in grandi imprese o organizzazioni ; i partecipanti avevano pubblicato 85 libri e 7.572 articoli sottoposti a peer review, ottenuto 681 brevetti, e accumulato $ 358 milioni in sovvenzioni/borse. Per entrambi i sessi la precocità matematica nei primi anni di vita predice contributi creativi in seguito e la leadership in ruoli professionali critici. In media, i maschi avevano redditi molto più alti rispetto ai loro coniugi, mentre le femmine avevano redditi leggermente inferiori rispetto ai loro coniugi. Sono state trovate differenze sessuali notevoli che erano parallele agli esiti di carriera differenti dei partecipanti maschili e femminili nelle preferenze dello stile di vita e priorità, e nell’allocazione del tempo.

Un risultato notevole decritto nel testo che la dice lunga è che nel follow-up avvenuto a circa 50 anni di età, dei 1650 individui dello studio circa il 30% aveva conseguito dottorati Ph.D. a fronte del 2% della popolazione americana. Quindi il test SAT matematica a 13 anni ha predetto bene chi sarebbero stati i futuri cervelli.

Un’altra ricerca (Robertson et al 2010) ha trovato che anche fra i ragazzini 13enni che nel SAT-math erano nell’1% più alto, quelli nel top 0,01% con punteggio massimo di 700 avevano ottenuto 3 volte più dottorati e 8 volte più incarichi di ruolo universitari di quelli con 450. Ne segue che anche fra gli molto dotati intellettualmente non sembra esserci un effetto soffitto (6).

Aggiornamento 01/10/2016
Questo post l’ho pubblicato con un certo tempismo visto che l’attuale governo sembra intenzionato a fare in piccola parte quanto suggerito dagli studi sopra. Pare che voglia investire 450 milioni per individuare e seguire 500 liceali o studenti dell scuole medie superiori al quarto o quinto anno che mostreranno di essere geniali (7).

  1. La crescita zero dei laureati: il primo salario per chi esce dall’università è a 1000 euro – Fderico Fubini – 10 settembre 2016 (modifica il 15 settembre 2016) – Corriere.it – Link
  2. Is college worth it? Goldman Sachs says maybe not – by Heather Long @byHeatherLong December 9, 2015 – money.cnn.com
  3. College has been oversold – by Alex Tabarrok November 2, 2011 – marginal.revolution.com
  4. Many students show no improvement in reasoning ability as a result of college. – Link
  5. Predictive power of early childhood IQ – August 01, 2011 – infoproc.blogspot.it – Link
  6. The Wiley Handbook of GeniusDean Keith Simonton – ISBN: 978-1-118-36740-7 – 680 pages – June 2014, Wiley-Blackwell Link delle pagine)
  7. Caccia a 500 geni nei licei, lo Stato li finanzia – di Roberto Petrini – 01 ottobre 2016 – repubblica.it

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 28, 2016 da con tag , , , , , , , .

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