Sol Invictus

Sotto il Sole

Religione e violenza sono facce della stessa medaglia

In un post precedente ho collegato la religione organizzata alla competizione economica. Qui allargo il discorso: le religioni organizzate sono originariamente legate intimamente alla violenza fra gruppi umani, anche militare, che poi è una conseguenza della gara per le risorse scarse. Sono il collante delle menti dei credenti.

Nell’antichità le difficoltà di vivere causavano scontri fra individui isolati e fra comunità primitive che finivano pure col mangiarsi a vicenda. L’avvento di nuove conoscenze come la pastorizia, l’agricoltura, la metallurgia miglioravano temporaneamente la qualità della vita provocando un aumento della ricchezza della popolazione fino a quando sempre più facilmente si verificavano situazioni di scarsità locale delle risorse necessarie per sopravvivere ed epidemie, con tutte le conseguenze. Inevitabilmente con l’addensarsi delle popolazioni sono andati aumentando la frequenza e l’intensità dei conflitti perché non si possono evitare i limiti naturali e lo scopo di tutti gli organismi di successo è quello di sopravvivere e di creare il maggior numero possibile di copie dei loro geni (1).

Man mano che i gruppi crescevano oltre le poche centinaia o migliaia di individui, la variabilità interpersonale nelle comunità aumentava così come anche la distanza geografica con la formazione di villaggi della stessa popolazione, rendendo difficile un riconoscimento di appartenenza e il coordinamento per la caccia, la predazione e la difesa. Occorreva dunque basarsi su altri metodi di comunicazione e coordinazione meno immediati, ma più efficaci.
Il linguaggio soprattutto nella sua forma scritta divenne sempre più determinante rispetto alla vista, fisico, ecc. e il potere si sbilanciò sempre più a favore degli individui aggressivi, solitamente maschi, più verbalmente dotati e più bravi a mentalizzare e manipolare grandi masse di ascoltatori facendo in modo che lottassero per le risorse e le cedessero in grandi quantità ai capi (2, 7). In pratica è emersa con l’evoluzione sociale una casta coordinata, manipolatrice e machiavellica dominante la casta dei guerrieri a sua volta capace di dominare il resto della popolazione di produttori meno abili. I dominanti capaci di formare gruppi coesi più grandi di persone, meglio riuscivano a prevaricare sugli altri individui e comunità accaparrandosi le risorse e riuscivano a difendersi e a condurre attacchi militari. Da un certo punto di vista l’uso della forza non è altro che una manipolazione palese di coloro che non sono manipolabili altrimenti per ragioni tecnologiche, genetiche e culturali. E la guerra non è altro che un atto di forza per costringere il nemico a fare la nostra volontà (estrapolando da Von Clausewitz).

Però organizzare la comunità e mantenere alta la coesione ogni volta è difficile con tante teste pensanti e l’estremo rimedio della costrizione fisica è temporaneo e spesso comporta un uso inefficiente di risorse. Per questo motivo questi gruppi organizzati non potevano essere costituiti da personalità simili e fortemente indipendenti: l’ottimale era una persona o comunque un gruppo di comando (3) più intelligente e coeso, con obiettivi comuni, e una o più classi di soggetti dominabili pronti ad eseguire gli ordini diligentemente e coscienziosamente con cui far fuori i competitori più indipendenti. Come in un esercito.

Per appropriarsi di una notevole quantità di risorse incluse le donne e mantenere il controllo sociale, i capi prospettano cinicamente agli individui psicologicamente predisposti il bastone e la carota (volontà divina, paradiso, inferno, ideologie varie, ecc.) e così motivano le persone più amichevoli, obbedienti e plasmabili. Si comportano come hacker dei cervelli più labili. Le regole sono solitamente dettate per interposta divinità che permette ai capi di scaricare gran parte della responsabilità in caso di errore e di godere dei premi in caso di successo. Inoltre mostrano platealmente di obbedire alla divinità per ridurre l’ansietà causata dalla dissonanza cognitiva nei seguaci manipolati e guadagnarne la fiducia, in modo che agiscano volontariamente e sentano giustificata la loro esistenza (post sulla fiducia). Parafrasando Von Clausewitz, i principi e le regole servono per fornire all’uomo pensante seguace e credente un quadro di riferimento per evitare di essere sviati da informazioni false, cioè incoerenti con lo scopo vero che è fare la volontà dei capi (6, 7, 8).

Per i capi, gente calcolatrice, intelligente, verbalmente dotata e probabilmente tendenzialmente narcisistica, la volontà della divinità è facile da interpretare perché in fin dei conti… è solo espressione della loro (5). Naturalmente quando possibile si tende verso forme meno democratiche come i monoteismi per evitare discussioni fra più caste sacerdotali e divisioni nel popolino. Secondo un articolo sulla violenza religiosa, Regina Schwartz argomenta che i monoteismi sono intrinsecamente violenti perché non ammettono estranei e Wechsler afferma che quelli abramitici favoriscono il genocidio.

Quanto sopra è una versione di come può essersi sviluppato il potere religioso basato sul soprannaturale e su realtà alternative inculcate nell’esercito dei credenti selezionati per una predisposizione per quelle particolari forme di quasi-plagio. La religione è allo stesso tempo espressione e causa di una selezione genetica. Funge da collante della comunità coordinandola per condurre operazioni vantaggiose in termini di risorse e aumentarne la potenza, promuovendo spesso anche natalità elevatissime alla lunga insostenibili senza impossessarsi delle risorse altrui. Le comunità più aggressive prevalgono eventualmente.

Si possono citare tanti esempi in cui si manifesta la natura conflittuale delle religioni organizzate, dalle crociate all’espansione islamica alla storia dei mormoni dello Utah. Però un fatto che mi sembra relativamente poco conosciuto può fare capire quanto camaleontiche possono essere le religioni “pacifiche”: cito la Jewish Encyclopedia secondo la quale l’invasione della penisola iberica da parte delle forze islamiche fu incoraggiata da ebrei che ne trassero un notevole vantaggio economico e sociale per un certo tempo. Poi nell’anno di (dis)grazia 709 il generale arabo Tarik condusse un esercito di berberi, in cui risulta che vi fossero molti ebrei “africani”, attraverso lo Stretto di Gibilterra (10). Insomma, se vero, nel Medio Evo, chiamando in loro aiuto i fratelli musulmani anche etnicamente più simili a loro con cui condividono tanto (poligamia), un gruppo religioso non numeroso, etnicamente estraneo, promosse uno dei più grandi disastri dell’Occidente che alterò e ritardò di alcuni secoli la ripresa dell’Europa dopo le invasioni barbariche.
Ricordo anche il dramma di Postville in cui una comunità rurale fu devastata. Disse Von Clausewitz: il conquistatore è un amante della pace; preferirebbe occupare un paese (altrui) senza opposizione. Insomma, se qualcuno dice di venire in pace e si riproduce, prepara la guerra.

P.S. Un libro sull’argomento sviluppa una tesi particolare sul perché le religioni sono altamente correlate con la violenza. La giustificazione addotta è la creazione di una segregazione sociale basata sulla creazione di risorse scarse nuove, come luoghi sacri, scritture, possibilità di salvezza, ecc. la cui scarsità non è legata alla realtà fisica (11). Si può dedurre che per i credenti accedere a queste risorse scarse ha un costo e genera un flusso economico controllato dalle gerarchie.

  1. Could biology explain the evolution of religion? – May 28, 2014 by Robert Young – phys.org
  2. The male sex drive is to blame for most of the world’s conflicts from football hooliganism to religious disputes and even world wars, according to scientists. – Telegraph.co.uk
  3. Prejudice May Have Evolutionary Basis, Say ‘Male Warrior’ Researchers – huffingtonpost.com
  4. Super males’ emerge from male-dominated populations, study finds May 5, 2016 – phys.org
  5. Study: Believers’ inferences about God’s beliefs are uniquely egocentric – Nov. 30, 2009 – Phys.org
  6. Why do some people always agree with others? The science of social conformity – February 8, 2016 – medical express.com – Link
  7. Common genetic influences underpin religiosity, community integration, and existential uncertainty – Gary J. Lewis, Timothy C. Bates – Journal of Research in Personality – Available online 27 March 2013 – doi:10.1016/j.jrp.2013.03.009
  8. Research shows belief in supernatural punishment, rather than ‘big gods’ of religion gave rise to complex societies – March 4, 2015 by Bob Yirka – phys.org
  9. Why are religion and violence now so closely linked? – Andrew Brown – Thursday 25 April 2013 – theguardian.com
  10. Isabella, the “Catholic Queen” and the Jews – William Thomas Walsh – LinkAmazon
  11. Fighting Words: The Origins Of Religious Violence – by Hector Avalos – Amazon

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 4, 2016 da con tag , , , , , , , , , .

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