Sol Invictus

Sotto il Sole

Visione genomica del popolamento delle Americhe

A genomic view of the peopling of the Americas – Pontus Skoglund, David Reich – Posted June 15, 2016 – biorxiv.org – doi: http://dx.doi.org/10.1101/058966

Dall’astratto, traduzione libera:
studi sull’intero genoma hanno documentato che la maggior parte dell’ascendenza dei nativi americani deriva da una singola popolazione che si diversificò all’interno del continente più di 12.000 anni fa. Tuttavia, questa ascendenza condivisa nasconde una storia più complessa per cui almeno quattro flussi migratori eurasiatici distinti hanno contribuito alle popolazioni native americane attuali e preistoriche. Studi del genoma intero arricchiti da innovazioni tecnologiche riguardanti il DNA antico ora forniscono la prova di una sequenza di eventi che coinvolgono la migrazione iniziale di una popolazione di origine asiatica nordorientale strutturata, seguita da una divergenza dei lignaggi dei nativi americani del nord e del sud. Durante l’Olocene, nuove migrazioni dall’Asia introdussero la popolazione paleoeschimese Saqqaq/Dorset nel Nord America Artico ~ 4.500 anni fa, ascendenza che è potenzialmente connessa con quella trovata oggi nei parlanti le lingue atabasche. Questo fatto è stato poi seguito da un importante nuovo cambiamento di popolazione nell’ Artico settentrionale che coinvolge la gente di cultura Thule, che sono gli antenati degli Inuit di oggi. Si evidenziano diverse questioni aperte che potrebbero essere affrontate attraverso la ricerca genomica futura.

Il paper riporta quanto ricostruito della preistoria nordamericana. La parte più intrigante è quella a pagina 7 e 8 riguardante una possibile connessione australasiana già menzionata in un altro post. Discutono del rilevamento di un segnale genetico che mostra una qualche affinità degli amerindi dell’Amazzonia brasiliana, inclusi i parlanti lingue tupi, agli australasiani e soprattutto agli isolani andamani (che se ricordo ben non hanno una componente attribuita ai Denisova). Chiamano questa misteriosa popolazione popolazione Y.

Secondo gli autori la traccia genetica può essere spiegata da anche solo un 2% di una popolazione di tipo australasiana penetrata in profondità nel territorio sudamericano. Sottolineano però che l’ipotesi di un collegamento di altri amerindi della Baja California e Tierra del Fuego con questa popolazione Y misteriosa è stata dimostrata falsa grazie ad analisi genomiche.

Alternativamente, la traccia può essere spiegata da una componente ancestrale più grande, stimata del 2-85%, derivante da una popolazione simile agli antenati principali degli amerindi, ma che conservava una maggiore affinità australasiana, che esistette anticamente in un’Asia nordorientale con sottostruttura genetica.

A questo proposito ricordano che esistette una popolazione presso il lago Bajkal circa 20.000 anni fa di tipo Ancient North Eurasian, ANE, rappresentata da Mal’ta e Afontova Gora3, molto diversa dagli asiatici attuali e che la parte non-ANE nei Nativi americani non risulta decentemente rappresentata dagli andamani il che porta ad almeno tre componenti ancestrali degli amerindi di cui due completamente fuse insieme.

I commentatori di un blog (1) rammentano quanto trovato altrove di una differenza fra Mal’ta, un tipo di ANE che risulta una linea divergente e che sembra aver avuto poco successo, e l’individuo Afontova Gora3 che sembra un ottimo rappresentante della componente ANE che poi si è diffusa dappertutto (post). Che questa differenza possa spiegare alcune cose? Gli amerindi dell’Amazzonia brasiliana potrebbero derivare parzialmente da una linea divergente ANE oppure c’era un’altra popolazione sconosciuta?

Un commentatore ricorda che nell’ultimo paper di Lazaridis et al. 2016 si trova che i cinesi sono per un 5-10% ANE e il resto di tipo Onge (andamano). Sempre collegato alla componente ANE si ricorda che l’apogruppo Q tipico degli amerinidi è diffuso a bassi livelli in Asia settentrionale, con circa un 5% in Cina settentrionale.

Si ricorda nei commenti del blog che la linguista Joanna Nichols affermò di aver trovato un substrato linguistico australo-melanesiano, anche se la cosa non è ritenuta convincente da altri (1).

  1. Who’s on first? – by gcochran9 – June 19, 2016 – West Hunter – Link

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: