Sol Invictus

Sotto il Sole

Analisi genomica di individui neolitici dall’Iran e diffusione del Neolitico in Asia

Aggiornamento 20/06/2016
Sostituzione dell’astratto della conferenza con quello del paper in preprint e aggiungo qualche oservazione:
The genetics of an early Neolithic pastoralist from the Zagros, Iran – Marcos Gallego Llorente et al. -Posted June 18, 2016 – doi: http://dx.doi.org/10.1101/059568

Dall’astratto, traduzione libera:
La transizione agricola ha cambiato profondamente le società umane. Abbiamo sequenziato e analizzato il primo genoma (1.39x) di una donna neolitica da Ganj Dareh, nei Monti Zagros dell’Iran (occidentale, ndr), un sito con le prove precoci di un’economia basata sulla pastorizia caprina, ca. 10.000 anni fa. I ricercatori hanno dimostrato che l’Iran occidentale era abitato da una popolazione geneticamente più simile a cacciatori-raccoglitori del Caucaso, ma distinto dalla gente neolitica dell’Anatolia che in seguito ha portato la produzione alimentare in Europa. Gli abitanti di Ganj Dareh hanno dato poco contributo genetico diretto alle moderne popolazioni europee, suggerendo che erano in qualche modo isolate dalle altre popolazioni della regione. I tratti/sequenze di omozigosi sono di lunghezza simile a quella dei neolitici anatolici, e più brevi rispetto a quelli del Caucaso e dei cacciatori-raccoglitori occidentali, suggerendo che gli abitanti di Ganj Dareh non furono sottoposti al notevole “collo di bottiglia” subito dai loro vicini del nord. Mentre un certo grado di diffusione culturale tra l’Anatolia, Iran occidentale e altre regioni limitrofe è possibile, la diversità genetica dei primi agricoltori anatolici e gli abitanti di Ganj Dareh supporta un modello in cui le società neolitiche di queste zone erano distinte.

L’individuo esaminato e indicato come GD13 in questo paper corrisponde all’individuo I1290 del paper in preprint Lazaridis et al. (vedere post). Stando ad un blogger però le sequenze esaminate sono diverse.
Un blogger (7) osserva che i ricercatori hanno testato se la componente eurasiatica occidentale che si trova nelle popolazioni indiane può essere meglio attribuita a una di due fonti, GD13a dall’Iran oppure Kotias (un cacciatore-raccoglitore del Caucaso), utilizzando la D-statistic per rilevare il flusso genico in una componente indiana ancestrale (rappresentata dal Onge). Per tutti i test in cui è stata rilevato una differenza, Kotias ha agito da proxy migliore rispetto a GD13a (Fig. S9 e Tabella S6). Questo risultato implica che la maggior parte della componente eurasiatica occidentale trovata in India deriva dalle migrazioni età bronzo; questa interpretazione è supportato dalla datazione dell’ultimo contatto sulla base di schemi di linkage disequilibrium (p. 4 PDF).

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Saioa López et al., The genetic landscape of Iran and the legacy of Zoroastrianism: Comparing haplotype sharing patterns among ancient and modern-day samples using a mixture model, poster presentation, Quantitative Genomics 2016, University College London (UCL) – (programma PDF n°4 pag.P4)

Dall’astratto, traduzione libera:
l’Iran è considerato una regione cardine nella Mezzaluna Fertile, occupando uno spazio centrale tra l’Africa e l’Eurasia, ed è quindi stato ampiamente studiato per dedurre lo sviluppo delle prime civiltà umane ed insediamenti agricoli. Dal punto di vista storico e culturale, questa regione è anche di grande interesse come culla dello zoroastrismo. Con radici stimate come risalenti al II millennio a.C. in Iran, lo Zoroastrismo è una delle più antiche religioni del mondo ed è ora concentrato principalmente in India, Iran e Pakistan meridionale. In questo lavoro i ricercatori presentano i dati genotipici nuovi da zoroastriani attuali da Iran e India, insieme ad un campione neolitico ad elevata copertura (10x) dall’Iran (7,455-7,082 aC), confrontando questi campioni con genotipi genome-wide da più di 200 gruppi antichi e moderni di tutto il mondo a disposizione del pubblico, per chiarire i modelli di ascendenza condivisa. Applicano un nuovo modello di mescolanza bayesiano per rappresentare il DNA da gruppi di antichi e moderni o di individui come mescolanze di quello di altri gruppi o individui campionati, utilizzando un approccio basato su aplotipi che è più potente degli algoritmi di uso comune. Il loro modello di mescolanza identifica quali gruppi campionati sono più connessi l’uno all’altro geneticamente, riflettendo la discendenza condivisa comune rispetto ad altri gruppi, per esempio a causa di mescolanze di gruppi geneticamente distinti o di altri processi storici. È interessante notare che l’analisi dei modelli di ascendenza ha rivelato forti affinità del campione iraniano neolitico alle moderne popolazioni pakistane e indiane, e in particolare a zoroastriani iraniani, in netto contrasto con i campioni del Neolitico dall’Europa. Individuano, descrivono e datano recenti eventi di mescolamento nei gruppi iraniani moderni che hanno subito modifiche del loro attuale make-up genetico rispetto a queste antiche origini.

Utilizzando soprattutto i commenti ad un post di blog che presenta il secondo paper (1) e ciò che si ricava da un post riassuntivo (2) e commenti relativi, si deduce che:

negli studi sono stati esaminati due individui del primo neolitico dai monti Zagros dell’Iran e pare che ce ne sia un terzo dell’età del ferro in arrivo che sarà probabilmente interessante perché potrebbe rivelare influssi anatolici successivi e l’arrivo di gente dalle steppe, probabilmente indoeuropei.

La componente genetica dei questi primi neolitici iranici è più simile a quella CHG del Caucaso, oggetto di altre ricerche, ma non uguale ed è molto diversa da quella neolitica anatolica. Si delinea un Medio Oriente abitato nel mesolitico da diverse popolazioni relativamente isolate per lungo tempo. Un commentatore osserva che anche la CHG arrivata in Europa non sarebbe proprio identica a quella originale di Kotias nel Causcaso, forse modificatasi nel tempo e mescolatasi. Inoltre non è chiarissimo come e quando si diffuse in Europa e c’è chi ipotizza gruppi dell’età del bronzo in Asia sudoccidentale poi spariti sotto l’avanzare dei semiti. Mi viene in mente la cultura gassuliana: che ci sia qualche collegamento? Alternativamente, un blogger presenta in un’analisi la possibilità di importanti influssi in sud Europa dal MO negli ultimi 3000 anni a causa dei greci e romani, ma il discorso per il momento non convince molti commentatori (3).

I neolitici iraniani sono i più basali di tutte le popolazioni esaminate, nel senso che avrebbero una più alta percentuale della componente Basal Eurasian, BE. A questo proposito qualche commentatore nei bei tempi andati ipotizzò una popolazione BE presente anticamente nell’area dell’attuale golfo Persico. Osservo che in qualche periodo utile il golfo è stato terraferma per migliaia di anni a causa dell’abbassamento del livello del mare.

La componente raggiunge livelli elevati nelle popolazioni iraniane indiane dravidiche e pakistane, soprattutto nei Balochi (c’è anche una mappa della regione in cui abitano). Crolla verticalmente a occidente dell’Iraq e dell’Iran nordoccidentale.

Si specula più o meno avventatamente che i primi neolitici iraniani parlassero il proto-elamico/ita e quelli che finirono in Asia meridionale il proto-dravidico. L’elamita fu ridotto all’area attuale dall’arrivo delle popolazioni steppiche IE.

Per quanto riguarda gli aplogruppi patrilineari dei neolitici iraniani è una lotteria e si accettano scommesse.

Secondo un commento, con gli influssi più occidentali pre-islamici gli iraniani attuali risultano più asiatici occidentali e con componente neolitica anatolica EEF. Gli zoroastriani sono visti potenzialmente come i sardi, cioè geneticamente conservatori.

In un commento si riporta un paper uscito di recente che riguarda l’addomesticamento delle capre che sarebbe avvenuto nel Caucaso meridionale già nel 6000-5500 a.C. e sarebbe consistente con l’arrivo “improvviso” di un nuovo modus vivendi legato all’agricoltura (i resti caprini sono da siti del Neoltico ceramico) e con collegamenti culturali con la Mesopotamia settentrionale (4 e 5). La capra poi giunse in occidente, ma non la gente di quelle parti dell’epoca, secondo un commento.

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The Near-Eastern Roots of the Neolithic in South Asia – Kavita Gangal , Graeme R. Sarson, Anvar Shukurov – PLOS – Published: May 7, 2014 – http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0095714

Dall’astratto, traduzione libera:
la Mezzaluna Fertile nel Vicino Oriente è una delle origini indipendenti del Neolitico, l’area da cui l’agricoltura e la fabbricazione della ceramica si diffusero in tutt’Europa fra i 9.000 e i 6.000 anni fa, ad un tasso medio di circa 1 km/anno. C’è anche una forte evidenza per i collegamenti causali tra il Neolitico del Vicino Oriente e quello più ad est, fino alla valle dell’Indo. Il Neolitico in Asia meridionale è stata molto meno esplorato rispetto alla sua controparte europea, soprattutto in termini di datazione assoluta (14C); di conseguenza, non ci sono stati tentativi precedenti per valutare quantitativamente la sua diffusione in Asia. I ricercatori uniscono i dati 14C disponibili con le testimonianze archeologiche dei primi siti neolitici in Asia meridionale per analizzare la continuità spazio-temporale della dispersione neolitica dal Vicino Oriente attraverso il Medio Oriente e il subcontinente indiano. Svelano una dipendenza quasi lineare tra l’età e la distanza geodetica dal Vicino Oriente, suggerendo una diffusione sistematica (ma non necessariamente uniforme) ad una velocità media di circa 0,65 km / anno.

Nello studio c’è qualche grafico che mostra la linearità della relazione fra età e distanza usando come punto di partenza Gesher, un sito archeologico in Israele settentrionale (Figura 2 e 3).

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Segnalo anche uno studio di metà 2016 sulla domesticazione e diffusione di parecchie specie di piante (6). Offre una panoramica e si parla di grano, miglio, albicocche, pesche, ecc. Per quanto riguarda questo post, riporto che vi si afferma che per il 7000 a.C. l’intero pacchetto agricolo occidentale aveva raggiunto l’Iran occidentale e, a giudicare anche dalla mappa di figura 2, la coltivazione di orzo e grano (Triticum sp.) raggiunse le zone più orientali del Pakistan verso il 4000-3000 a.C.

  1. Another ancient genome from Iran coming soon – June 13, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  2. Ancient Iranian genomes wrap up + speculation thread – June 15, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  3. Ancient Greeks and Romans may have imported a whole new genetic cline into Europe – January 30, 2016 – Link
  4. Ancient DNA analysis explains spread of domestic goats from fertile crescent into caucasus – June 13, 2016 – sciencedaily.com
  5. Mitochondrial DNA Analysis of Ancient Domestic Goats in the Southern Caucasus: A Preliminary Result from Neolithic Settlements at Göytepe and Hacı Elamxanlı Tepe. – S. Kadowaki, K. Ohnishi, S. Arai, F. Guliyev, Y. Nishiaki – International Journal of Osteoarchaeology, 2016; DOI: 10.1002/oa.2534
  6. Between China and South Asia: A Middle Asian corridor of crop dispersal and agricultural innovation in the Bronze Age – Chris J Stevens et al. – June 1, 2016, doi:10.1177/0959683616650268
  7. Genetics of an early Neolithic pastoralist from western Iran (Gallego Llorente et al. Preprint) – June 18, 2016 – Link

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 16, 2016 da con tag , , , , , , , , , .

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