Sol Invictus

Sotto il Sole

Enigma genomico di due nordafricani medievali

Oasi Ubari
The genomic enigma of two Medieval North Africans (35210)
– Torsten Günther et al. – Link – viene presentato alla Society for Molecular Biology and Evolution Conference 2016

Dall’astratto, traduzione libera:
…si dice che la sola tratta degli schiavi abbia trasportato più di 9 milioni di soldati e schiavi domestici utilizzando il percorso trans-sahariano In questo studio, i ricercatori presentano l’analisi genomica di due umani da un sito-grotta nell’attuale Marocco che sono stati direttamente datati al periodo medievale… Entrambi gli individui – che rappresentano i primi dati da sequenze genomiche antiche dal Nord Africa – non mostrano particolari affinità genetiche ai moderni nordafricani o a qualsiasi altra popolazione attuale nel set di dati genotipici pubblicati nonostante la mole relativamente vasta di dati prodotta da molte zone dell’Africa. In realtà, il modo più parsimonioso per modellarli geneticamente è come derivati da due fonti, europei mediterranei e africani del sud. La mancanza di contesto archeologico dei due individui apre diverse alternative per spiegare il loro profilo genomico. Entrambi gli individui potrebbero rappresentare una popolazione medievale africano senza parentela con popolazioni attuali. In alternativa, sia l’Europa mediterranea che l’Africa del Sud sono note come regioni sorgente nel commercio arabo degli schiavi e si potrebbe potenzialmente rappresentare gli individui esaminati come figli di schiavi di origine diversa. La tratta araba degli schiavi si protrasse per un periodo più lungo e potrebbe aver coinvolto più schiavi rispetto alla sua controparte transatlantica e i dati potrebbero fornire la prima visione genetica di questo processo storico e delle persone che ne hanno sofferto. I risultati evidenziano come la ricerca archeogenetica può gettare luce su eventi storici e movimenti di popolazione su lunga distanza e porre nuove domande per l’interpretazione dei dati.

Dai termini usati si capisce che si tratta di individui che sembrano il risultato di un incrocio fra gente di tipo San/Khoisan ed euro-mediterranei. Oppure potrebbero essere il risultato di un accoppiamento di schiavi. Tutto è possibile, ma non sarebbe tanto strano se si trattasse di discendenti di genti simile ai San/Khoisan viventi una volta molto più a nord e fusisi millenni fa con migranti mediterranei. C’è chi ritiene che le genti tipo San fossero molto più diffuse in Africa anticamente prima di essere relegati alle zone marginali dell’Africa meridionale. Si vedrà.

A questo proposito un commentatore di un blog (1) menziona una piccola popolazione, esistente almeno fino a pochi anni fa nella Libia meridionale e studiata poco, che si stima costituita da meno di 1000 persone. Vengono descritti come una fusione di arabi e africani subsahariani, forse per il loro aspetto. Si tratta dei Dawada/ Dawwāda, “mangiatori di vermi”, e risiedono nel Fezzan presso i laghi Ubari (2, con foto) che sono ciò che resta, dove l’acqua di falda raggiunge la superficie, di grandi laghi. Un tempo in quell’area esistette un enorme lago oggi evaporato chiamato Megafezzan che nel medio-tardo Pleistocene forse raggiungeva una superficie di 130.000 km quadrati (2 e 3). Questa gente che parla un dialetto arabo vive in condizioni ambientali estreme. Ottengono tradizionalmente la parte proteica della loro alimentazione dal crostaceo artemia salina che pescano setacciando le acque lacustri e a cui debbono il nome denigratorio. Loro si chiamano “i dimenticati da Dio” e potrebbero essere gli ultimi rimasti di una popolazione menzionata da Erodoto. Con questi crostacei preparano delle torte a lunga conservazione e la vendono ai berberi. Inoltre sfruttano i depositi di natron (carbonato idrato di sodio) sia per venderlo che come materiale per qualche costruzione.

Che i due cadaveri medievali appartengano ad una popolazione di san-mediterranei del Nordafrica oggi scomparsi, magari con qualche legame ancestrale con in Dawada?

D’altro canto, una ricerca di qualche anno fa trovò che i gruppi San/Khoisan hanno una componente eurasiatica occidentale che raggiunge il 14% di sangue nelle tribù Khoe-Kwadi (4 e 5). L’elemento eurasiatico è del tipo che si diffuse in Africa orientale 3000 anni fa e che introdusse il semitico. Si stima che l‘introgressione negli antenati dei Khoisan risalga a 900-1800 anni fa. La popolazione in Africa orientale dalla quale originarono ne ha il 50%. I San/Khoisan avrebbero per questo anche tracce di DNA di Neanderthal (4 e 5).

  1.  Interesting Genomes in Medieval North Africa (Gunther et al, 2016) – Tuesday, June 7, 2016 – bellbeakerblogger.blogspot.it – Link
  2. The Lakes of The Ubari (Awbari) Sand Sea of Fezzantemehu.com – Link
  3. The Sahara Megalakes Project – Kink’s College London – Link
  4. Ancient west Eurasian ancestry in southern and eastern Africa – Joseph K. Pickrell, et al. – 2014 – pnas.org – doi:10.1073/pnas.1313787111
  5. Humanity’s forgotten return to Africa revealed in DNA – 3 February 2014 – newscientist.com – Catherine Brahic – newscientist.com

Image: By Sfivat (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 13, 2016 da con tag , , , , , , , , .

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