Sol Invictus

Sotto il Sole

Storia genetica dell’Europa degli ultimi 45000 anni

Aggiornato e rivisto il 23/05/2016
È uscito un paper importante molto atteso che non sarà sfuggito agli interessati della materia:

The genetic history of Ice Age Europe – Qiaomei Fu et al. – Published online 02 May 2016 – Nature (2016) – doi:10.1038/nature17993PDF open access  – su Nature

Dall’astratto, traduzione libera:
Gli esseri umani moderni sono arrivati in Europa ~45.000 anni fa, ma poco si sa circa la loro composizione genetica prima dell’inizio dell’agricoltura ~8.500 anni fa. Qui i ricercatori analizzano i dati genomici da 51 eurasiatici di ~45 000-7 000 anni fa. Durante questo periodo, la percentuale di DNA di Neanderthal è scesa dal 3-6% a circa il 2%, in linea con la selezione naturale contro le varianti di Neanderthal negli esseri umani moderni. Mentre non ci sono prove che i primi esseri umani moderni in Europa abbiano contribuito alla composizione genetica degli attuali europei, tutti gli individui tra ~ 37.000 e circa 14000 anni fa, discendono da una singola popolazione fondatrice che fa parte dell’ascendenza degli europei odierni. Un individuo di 35.000 anni dall’Europa nord-occidentale rappresenta un ramo precoce di questa popolazione fondatrice che è stato poi sloggiato da una regione ampia, prima di riapparire in Europa sud-ovest al culmine dell’ultima era glaciale ~ 19.000 anni fa. Durante il maggiore periodo di riscaldamento dopo circa 14000 anni fa, una componente genetica imparentata agli attuali mediorientali si diffuse in Europa. Questi risultati documentano come i ricambi di popolazione e le migrazioni sono stati temi ricorrenti nella preistoria europea.

Dai supplementi del paper, da un articolo (1) e soprattutto da un blog che presenta molte informazioni (2), ricavo che ci sarebbero stati più ricambi della popolazione europea. Da quello che ho capito la prima ondata di Moderni del tipo Oase1 di circa 40 000 anni fa non ha lasciato tracce significative negli europei attuali. Invece le successive, sì, a partire da quella a cui apparteneva l’individuo GoyetQ116-1 di 35 000 anni fa trovato in Belgio (qualcuno ipotizza che fossero Aurignaciani). Questa popolazione fu sostituita da un’altra diversa, del tipo Vestonice, che pare essere gravettiana, che poi si diradò o sparì per il raffreddamento del clima 24 000 anni fa; una popolazione abbastanza simile a GoyetQ116-1, del tipo El Miron, magdeliano, si riespanse successivamente in Europa circa 19 000 anni da un rifugio nell’Europa sudoccidentale.
Poi ci fu un altro massiccio ricambio circa 14 000 anni fa con il diffondersi di gente del tipo dell’individuo Villabruna, Italia nord-orientale, di cultura epigravettiana, forse da sudest; un’area includente la Grecia e l’Anatolia (1 e 2)?  Essa mostra una parentela leggermente maggiore ai mediorientali attuali. Qualcuno dei molti individui di questo cluster, come Bichon, Svizzera,  pare mostrare una vicinanza leggermente maggiore anche agli asiatici orientali. I Villabruna corrispondono ai WHG del mesolitico già descritti in altri studi. La sorpresa è che l’aplogruppo Y dell’individuo di Villabruna è R1b1! La scoperta renderà felice un ricercatore-commentatore italiano che da tempo sosteneva un’antica presenza di R1b1 in Italia. Ricordo che un individuo neolitico R1b era stato trovato in Iberia.
Un commentatore trova notevole che un individuo di 33 000 anni fa trovato in Sud Italia Paglicci 133, risulti di aplogruppo I. Vedere la Extended Table 1 per le culture attribuite agli individui studiati.

Un commentatore avanza la possibilità di contatti “orientali” via Nordafrica; 15 000 anni fa il livello dei mari più basso lasciava una lingua di terra fra Malta e la Sicilia che poteva facilitare la traversata. Ci sono delle mappe (3 e 4). Un possibile antico contatto ipotizzato Medio Oriente-Yoruba (Africa sub-sahariana) potrebbe essere collegato a spostamenti nordafricani (2).
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Aggiornamento del 06/05/2016
Un elenco di informazioni da più fonti che riassumo:
– Dai campioni analizzati si vede che la percentuale di Neanderthal nelle popolazioni europee è andata diminuendo negli ultimi 45000 anni, da circa il 5% al 2% (figura 2). Forse qualcosa di simile è successo ai Neanderthal (8). Un caso particolare è Oase1 che ne aveva circa il 10%, grazie un recente antenato Neanderthal (post).

– Dalla extended table 1 si ricava che gli individui più antichi risalenti a più di 30 000 anni fa hanno aplogruppo maschile C1a o C1b che dopo sembra quasi scomparire: nella lista ricompare con il mesolitico LaBrana1 che ha C1a2 e risale a 8000 anni fa (5).

– S’è trovato che GoyetQ116-1 di 35000 anni fa e Ostuni1 di 27500 a.f. hanno l’aplogruppo mitocondriale M. Quindi M arrivò in Europa (post). Leggo che oggi è praticamente assente fra gli Europei etnici.

– L’individuo Muierii2, Romania, di 33.000 anni fa, porta l’aplogruppo mitocondriale U6 e ciò può sostenere l’ipotesi che questo aplogruppo sia arrivato in Nord Africa, dove oggi raggiunge una frequenza di circa il 9%,  in seguito di una migrazione dall’Eurasia occidentale e forse passando per l’Europa dove oggi è raro e arriva a poco più dell’1% in Spagna meridionale come afferma un paper sull’analisi di Peştera Muierii-1 (PM1) di 35.000 anni fa il cui U6 risulta essere basale (10). È possibile quindi che una parte degli U6 presenti in Europa oggi, non provenga dal Nordafrica.

– Come riportato per altri WHG in passato, in base alla extended table 5 e osservato da qualche commentatore, l’individuo di Villabruna risulta avere avuto occhi blu, pelle relativamente scura e probabilmente non era capace di digerire il latte da adulto.

Inoltre secondo commenti e alcune analisi statistiche dei commentatori di blog (6), si sospetta che i Villabruna fossero il risultato di una fusione fra una popolazione di WHG ( forse dai Balcani meridionali) e una porzione minoritaria (il 20%?) di gente precedente, del Paleolitico superiore. Si ipotizza che Vestonice possa essere una fusione dei tipi Kosteniki-14 e Villabruna (mi pare un 10%).
In effetti c’è chi propone un’Europa con tre popolazioni base che si sono espanse e mischiate nel corso del millenni, Kostenki, Goyet, e Villabruna (WHG). Per chiarire ulteriormente le cose sarebbe utile trovare un presunto proto-WHG dei Balcani meridionali meno mischiato. Vedere anche parte sui CHG sotto.

– Nessun individuo pre-neolitico europeo dopo 37.000 anni fa possiede la misteriosa componente Basal Eurasian, BE, presente nei primi agricoltori neolitici in Europa insieme a quella del tipo WHG.

– Il gruppo Satsurblia, Caucaso, di 13-10 000 anni fa, chiamati CHG in passato, condivide degli alleli con gli individui di Villabruna, WHG mesolitici, dimostrando che essi sono collegati alle persone che hanno contribuito geneticamente al gruppo Villabruna. Però Satsurblia non ha contribuito direttamente. Secondo i ricercatori del paper l’affinità potrebbe anche essere dovuta a strutturazione genetica molto antica presente in Europa.
Qualche commentatore suggerisce che possa trattarsi di un influsso di tipo ANE visto che i CHG sono ANE + BE e i Villabruna non hanno BE.
Però, in seguito a qualche analisi statistica, c’è chi pensa che i CHG in realtà non siano solo ANE + BE, ma che abbiano un poco di WHG Villabruna. Un commentatore dice che i beduini sembrano avere più Villabruna dei CHG. Le due cose fanno pensare ad una possibile migrazione anche verso est dei tipo Villabruna (6).
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Aggiornamento 08/05/2016
Nuovi risultati dalle analisi di un blogger che probabilmente chiariscono e correggono alcune informazioni e ipotesi riportate precedentemente (7):
– i Villabruna sembrano un incrocio Vestonice + Afontova Gora3, (pare circa un 20%). AG-3 risulta una popolazione di tipo ANE simile a Mal’ta-1, ma più recente. Questo forse spiega l’aplogruppo R1b1b di Villabruna Lo stesso tipo di input ci sarebbe stato nei Caucasici CHG e ciò spiegherebbe la vicinanza genetica osservata di questi ai Villabruna.
Ipotesi: questa stessa componente tip AG3 potrebbe avere impattato gli asiatici orientali e spiegare un’affinità leggermente maggiore fra alcuni Villabruna e gli asiatici orientali
Pare esserci qualche minimo influsso CHG nei Villabruna forse via Anatolia.

Dai commenti e altrove:
 La stragrande maggioranza degli antenati degli europei odierni discende dai: Villabruna, ANE (tipo Mal’ta), Anatolici neolitici, e Kotais (caucasici CHG). La percentuale di componente ancestrale Goyet Q116 o Kostenki non sarebbe significativa.

Dai grafici qualcuno nota una maggiore vicinanza dei WHG a Ostuni-1 del Paleolitico superiore che è vissuto in Sud d’Italia 27.000 anni fa. Secondo questo commentatore c’è un altro individuo femmina Sud italiana denominata Paglicci-71 che non mi pare sia fra quelli esaminati della tabella del paper, che è di circa 19.000 anni fa. Potrebbe essere una WHG ancora più antica che ha l’aplogruppo mitocondriale U52b2b, come Villabruna. Dice che è a copertura scadente, e andrebbe studiata meglio.

Per quanto riguarda l’potesi di R1b dal MO, secondo il blogger il problema è la mancanza di qualsiasi R1b nel Vicino Oriente prima della media età del bronzo.
Nei commenti si afferma che MA1 non è nemmeno più considerato un ramo eurasiatica occidentale, ma qualcosa che si separò in precedenza. Villabruna non discenderebbe direttamente da Mal’ta.


Villabruna sembra un composto di Vestonice, raccoglitori dei Balcani, post-Kostenki est europei, magari con qualche piccola componente di foraggiatori del Caucaso. Da alcuni risultati statistici c’è chi ipotizza una componente sconosciuta, forse Asiatica Occidentale.

Per sapere di più occorrerà trovare genomi di individui di popolazioni dei Balcani e dell’Anatolia di 25k anni fa.

Si descrive Loschbour come 7,7% in più di tipo AG3 rispetto a Villabruna. Link.
Loschbour mostra anche il 21,4% in più di AG3 rispetto a GoyetQ116-1.
Loschbour mostra il più alto spostamento verso amerindi e asiatici orientale tra i campioni WHG (si veda la Figura 4b del paper principale). Villabruna mostra circa la stessa quantità di Neanderthal dei Paleolitici superiori.

Per spiegare ciò dei commentatori osservano che Loschbour potrebbe avere una quantità minore di Neanderthal rispetto a Villabruna, causando la maggiore vicinanza a ANE e ENA (asiatici nordorientali). Infatti dal paper El Miron ne ha un poco meno di Vestonci16 e Kostenki14.

Viene confermato ulteriormente che gli EHG, i cacciatori-raccoglitori dell’Europa orientale descritti precedentemente in altre ricerche, sono un incrocio di ANE e un ramo di WHG.

Basal Eurasian misteriosi:
In questo come in altri studi e post si ricava che nel Vicino Oriente era presente una popolazione Basale Eurasiatica BE, forse nella penisola arabica o nell’area del golfo Persico il cui livello delle acque una volta era più basso, che si mescolò in MO con i WHGs durante la LGM dando origine poi ai Neolitici.

C’è chi pensa che il concetto di BE sia probabilmente un artefatto; altri suggeriscono che potrebbero esserci stati diversi tipi di BE.

Laghi e mammut siberiani:

Si è pensato che c’erano laghi interni giganti in Eurasia, ma qualcuno dice che il progetto di studio non sarebbe mai decollato. Una mappa mostra la presenza e scomparsa del mammut in Siberia occidentale in diversi periodi.
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Aggiornamento del 23/05/2016
In un altro post un blogger mette maggiormente in risalto il legame notato da qualche commentatore, fra le migrazioni dei mammut e spostamenti di popolazioni dalla Siberia verso ovest (9). Infatti nel post si parla di uno studio sul DNA mitocondriale dei mammut e come una popolazione di questi animali provenienti dalla Beringia sostituì nel corso di 30.000 anni altre due popolazioni di mammut più ad occidente che si estinsero. Si nota la coincidenza fra il periodo di diffusione in Europa di quegli animali 14-24.000 anni fa e la datazione di Villabruna a 14.000 anni fa che da qualche analisi del blogger sembra derivare da una mescolanza fra i precedenti europei e cacciatori-raccoglitori caucasici e siberiani. Quindi è possibile che il tipo Villabruna si diffuse in Europa seguendo e cacciando i mammut. Come detto, porta l’aplogruppo maschile R1b1 ed R è un clade fratello di Q che oggi domina nelle Americhe e in parti del Asia settentrionale. Per alcuni chiarimenti sullo studio riguardante i mammut ricordo questo post mappe.

  1. Genetic analysis of Ice Age European – May 2, 2016 – Phys.org
  2. The genetic history of Ice Age Europe – Monday, May 2, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  3. The Maltese Islands to Sicily: Malta-Ragusa Platform – mapmistress.blog.com – Link
  4. CentralMediterraneanSubmergedPrehistory. The Mesolithic-Neolithicpassagein Sicily throughIsland, Seawaysand MaritimeConnectivity – Alberto Mazza poster – PDF- Link
  5. Large Paleoeuropean DNA survey – May 4, 2016 – Forwhattheywereweare.blogspot.it – Link
  6. On the modern genetic affinities of Ice Age Europeans – Thursday, May 5, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  7. Villabruna cluster =/= Near Eastern migrants – Friday, May 6, 2016 – Link
  8. Earlier mixture from modern humans into Neandertal populations – 17 Feb 2016 – Link
  9. Following the mammoth herds? – May 12, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  10. The mitogenome of a 35,000-year-old Homo sapiens from Europe supports a Palaeolithic back-migration to Africa – M. Hervella, et al. – Published online:19 May 2016 – Nature.com – doi:10.1038/srep25501

2 commenti su “Storia genetica dell’Europa degli ultimi 45000 anni

  1. Vittorio
    maggio 14, 2016

    L’individuo Iberico con R1b era M18, quindi non di clade Europea, questo invece si sa a che subclade appartiene?

    • Darius
      maggio 14, 2016

      Villabruna: Y Chrom. haplogroup R1b1, mtDNA haplogroup U5b2b.
      Dalla Extended Data Table 1.

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