Sol Invictus

Sotto il Sole

Successo dei corsi online massivi MOOC

Novità e statistiche dal mondo dei corsi online massivi più noti come MOOC. In un sommario per il 2015 Class Central, un sito web che dal 2011 aggrega i corsi MOOC offerti nel mondo e relative statistiche, riporta che il numero degli studenti che si sono iscritti ad almeno un corso nel 2015 ha superato i 35 milioni più del doppio dei 16 milioni del 2014 . Si ricorda che nel 2011 erano 160 000 iscritti ad una università (1, 2, 3).
Il numero delle università offrenti MOOC ha raggiunto ~570 nel 2015 mentre erano 400 l’anno prima.
Nel 2015 sono stati offerti 1800 corsi nuovi portando i corsi introdotti dal 2011 a 4200. (Ho ricalcolato utilizzando i dati del sito Class Central e mi risulta un totale di 4929 corsi in data 21/032016; sembra un vero boom).
Si prevede che il mercato dei MOOC valutato di 1,83 miliardi di dollari nel 2015 e sarà di 8,5 miliardi nel 2020, con un tasso di crescita annuo del 36% (4). Un bell’investimento.

Aumenta il numero di corsi in lingue diverse dall’inglese la quale scende dall’80% al 75% del totale, segno di un mercato sempre più internazionale. Aumentano anche le piattaforme/portali non in inglese come il governativo France Université Numerique (FUN) e la piattaforma spagnola Miriada X.

Si nota soprattutto uno spostamento generale del mercato e in particolare delle 3 piattaforme/portali principali, EDX, Coursera e Udacity, da un’offerta che esaltava i corsi gratuiti che continuano ad esserci verso una che si concentra di più su crediti a pagamento e diplomi universitari riconosciuti ufficialmente come per esempio un MBA da 20 000 dollari, un affare rispetto al corso sul campus (2), con un coordinamento fra i corsi, qualità maggiore e controlli migliori degli esami, come richiesto dal mercato del lavoro. La cosa ha successo anche perché i prezzi dei corsi online sono comunque stracciati rispetto a quelli dal vivo. Alcuni costano anche solo un centesimo del prezzo normale per credito; quelli più richiesti e prestigiosi come MBA e corsi tecnologici tendono ad avere prezzi relativamente più alti della media, talvolta anche a causa dei laboratori, pur consentendo notevoli risparmi. Indicativo il fatto che i corsi umanistici sono calati dal 20% nel 2013 al 10% nel 2015: nessuno vuole guadagnare poco e fare il disoccupato.

Il costo per produrre corsi online MOOC di qualità è notevole (3): dopo alcuni anni di esperimenti si vede una netta concentrazione dell’offerta in mano agli atenei più grandi, ricchi e prestigiosi. Il 20% dei corsi MOOC offerti dalle università nazionali elencate nella lista di “U.S. News and World Report’s Top 100 National Universities” sono offerti dalle prime 5. Il 56% dalle prime 20 e quasi il 90% dalle prime 50. Qua e là leggo che si nota un certo affanno da parte degli istituti più piccoli e meno prestigiosi e più in generale qualche timore da parte di alcune categorie di professori che magari preferiscono le microclassi con maggiore interazione personale. Prima o poi verranno per la maggior parte eliminati da reti neurali che costano pochi dollari all’ora.

Apprendo che vengono distinti due tipi principali di MOOC (5):
-gli xMOOC (alcuni dicono che x stia per “extended”, estensione dei corsi in classe) che utilizzano il classico modo di insegnare prevalentemente “dall’alto” con con un programma solido stabilito in anticipo e uno o più professori che conducono
– cMOOC ( dove c starebbe per “connectivity”) dove c’è molta interattività, collaborazione e apprendimento dall’esperienza di ogni partecipante. Qualche commentatore non li ha trovati molto funzionali pur essendo interessanti concettualmente. Immagino che il problema sia la qualità dei partecipanti e l’utilità dei singoli apporti.

Emerge un mercato fiorente in ambito aziendale e nelle organizzazioni dove c’è una forte richiesta di corsi per preparare e aggiornare i propri dipendenti efficientemente e a basso costo.
Una piccola rivoluzione si sta avendo in alcuni paesi e tipi di società, in particolare quelle più “chiuse”. In Arabia Saudita, a causa della disoccupazione e relativa carenza di istituti del tipo necessario, il portale Doroob voluto dal ministero del lavoro ha permesso in 2 anni di fornire un’educazione tecnica a 400 000 persone e oltre la metà degli iscritti del primo anno erano femmine; in Giordania la piattaforma Edraak creato grazie alla Queen Rania Foundation ha visto 131 000 iscritti il primo anno di cui il 40% erano femmine (6). Inoltre i MOOC hanno permesso a persone che devono abbandonare temporaneamente gli studi, per esempio per problemi familiari, di poter continuare ed eventualmente tornare all’università e laurearsi.

  1. By The Numbers: MOOCS in 2015 – 5 minute read written by
    Dhawal Shah – class-central.com
  2. MOOC enrolment surpassed 35 million in 2015 -ICEF Monitor – 5 Jan 2016
  3. State of the MOOC 2016: A Year of Massive Landscape Change For Massive Open Online Courses – onlinecoursereport.com
  4. Massive Open Online Course (MOOC) Market Size to Grow From USD 1.83 Billion in 2015 to USD 8.50 Billion by 2020 – Dec 11, 2015 – prnewswire.com
  5. xMOOC vs. cMOOC – By DegreeofFreedom on April 29, 2013 – degreeoffreedom.org
  6. The Global MOOC Movement – By Anant Agarwal – Feb. 1, 2016 – usnews.com

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il marzo 22, 2016 da con tag , , , , , , , .

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: