Sol Invictus

Sotto il Sole

Statura, indice di massa corporea, intelligenza e status socioeconomico

Aggiornato il 18/09/2016
Height, body mass index, and socioeconomic status: mendelian randomisation study in UK Biobank
– Jessica Tyrrell et al. – (Published 08 March 2016) –
BMJ 2016;352:i582

Da parte dell’astratto, traduzione libera:
In uno studio è stato usata la randomizzazione mendeliana per verificare gli effetti causali delle differenze nella statura e nell’indice di massa corporea, BMI, su cinque misure di status socio-economico. La randomizzazione mendeliana sfrutta il fatto che i genotipi sono assegnati in modo casuale al momento del concepimento e quindi non confusi da fattori non genetici.
I partecipanti sono stati 119 669 uomini e donne di origine britannica, di età compresa tra i 37 e i 73 anni.
Le misure principali considerate nei risultati sono: età del completamento dell’istruzione a tempo pieno, livello di istruzione, categoria di lavoro, reddito annuo famigliare, e l’indice di deprivazione Townsend.

Risultati: nello studio, statura più corta e indice di massa corporea più alto sono stati associati osservativamente a diverse misure di status socio-economico basso. Le associazioni tra statura più corta e basso status socio-economico tendevano ad essere più forti negli uomini, e le associazioni tra indice di massa corporea più alto e basso status socio-economico tendevano ad essere più forti nelle donne. Ad esempio, un indice di massa corporea più elevato di 1 deviazione standard (SD) è stato associato a £ 210 (€ 276, $ 300; 95% intervallo di confidenza £ 84 a £ 420; P = 6 × 10-3) di minore reddito familiare annuo negli uomini e £ 1890 (£ 1680 a £ 2100; P = 6 × 10-15) di minore reddito familiare annuo nelle donne. L’analisi genetica ha dimostrato che queste associazioni sono state in parte causali. Una statura maggiore geneticamente determinata di 1 deviazione standard (6.3 cm)  ha causato 0,06 (,02-0,09) anni in più di età per portare a termine l’istruzione a tempo pieno (P = 0,01), e odds 1,12 (1,07-1,18) volte più alto di lavorare in una professione qualificata ( P = 6 × 10-7), e un reddito familiare annuo aumentato di £ 1.130 (£ 680 a £ 1.580) (p = 4 × 10-8). Le associazioni erano più forti negli uomini. Un indice di massa corporea più elevato geneticamente determinato di 1 deviazione standard  (4,6 kg / m2)  ha causato nelle sole donne un reddito familiare annuo diminuito di £ 2.940 (£ 1.680 a £ 4200; P = 1 × 10-5) e un livello di privazione più alto di 0,10 (0,04-,16) SD (P = 0,001).

Conclusioni: questi dati sostengono l’evidenza che l’altezza e BMI svolgono un ruolo importante nel determinare parzialmente diversi aspetti della condizione socio-economica di una persona, in particolare il BMI delle donne per il reddito e la privazione, e la statura degli uomini per l’istruzione, il reddito, e la categoria lavorativa. Questi risultati hanno importanti implicazioni sociali e sanitarie essendo elementi di prova che le persone in sovrappeso, soprattutto donne, sono in condizioni di svantaggio e che le persone più alte, soprattutto uomini, sono in vantaggio.

Questo studio evidenzia che i sistemi di tassazione del reddito diretti ed indiretti, soprattutto quelli progressivi che ci vengono propinati come giusti o equi, tali non sono, anche ignorando il fatto che le due parole sono quasi prive di significato pratico e che si tratta spesso di fumo politico. Infatti si tiene conto soprattutto del reddito evitando di bilanciare tanti altri fattori, alcuni anche intuibili, fra cui il BMI e l’altezza. Una persona più “pesante”, brutta, ecc. può avere bisogno di più reddito per bilanciare il proprio “svantaggio” sociale, per compensare un eventuale  minore appeal e per esempio potersi fare una famiglia e invece si trova costretto a versare più denaro a favore di bellocci/e dal peso ed estetica ottimali che magari lavorano meno.

Esaminando le ragioni che portano ai risultati dello studio sopra può essere intuitivo attribuire gli effetti a diversi fattori come dominanza sociale e autostima. A questo proposito uno studio ha trovato una relazione tra carisma e statura:

Big’ men: Male leaders’ height positively relates to followers’ perception of charismaMelvyn R.W. Hamstra – doi:10.1016/j.paid.2013.08.014PDF

Dall’astratto, traduzione libera:
L’altezza fisica è stata associata ad effetti positivi per l’individuo attribuita alla presenza di una polarizzazione sociale-percettiva positiva evolutasi per le persone alte nelle società ancestrali, esiste poca evidenza diretta di questa affermazione. L’altezza fisica implica letteralmente la possibilità di raggiungere più in alto, vedere più lontano, e avere una maggiore panoramica; essa promuove anche una dominanza, che altri possono equiparare all’abilità. Quindi, nei leader l’altezza fisica può essere correlato positivamente alla convinzione dei seguaci che un leader ha talenti straordinari, cioè carisma. Tuttavia, poiché nelle società ancestrali le posizioni di leadership sono state occupati da maschi, una prospettiva evoluzionistica potrebbe suggerire anche che l’altezza è meno rilevante per la percezione di carisma nei capi femmine. In linea con questo ragionamento, lo studio ha trovato una relazione positiva tra l’altezza dei capi maschi e percezione di carisma da parte dei loro seguaci , mentre tale relazione non è stata trovata per capi femmine.

Lo studio utilizzando 82 maschi e 40 femmine dai 21 ai 63 anni di età ha trovato una correlazione significativa fra statura e percezione di carisma pari a 0,26 nei i maschi, ma non significativa nelle femmine, anche dopo aver controllato per altri attributi di leadership come forme di management e valutazione dell’efficacia generale percepita.

Però anni fa uscì un interessante studio di due ricercatrici che, come riportato da un articolo, furono oggetto di critiche ed offese, forse anche perché erano donne, quando lo pubblicarono (1). Eccolo.

Stature and status: Height, ability, and labor market outcomes – Anne Case and Christina Paxson – Princeton University – J Polit Econ. 2008; 116(3): 499–532 – doi: 10.1086/589524

Dall’astratto, traduzione libera:
Si è spesso pensato che l’associazione nota tra statura e guadagni rifletta fattori come l’autostima, dominanza sociale e discriminazione. Le ricercatrici offrono una spiegazione più semplice: la statura è positivamente associata con la capacità cognitiva, che viene premiata nel mercato del lavoro. Utilizzando i dati provenienti dagli Stati Uniti e Regno Unito, mostrano che i bambini più alti hanno medie dei punteggi nei test cognitivi più alte e che questi punteggi dei test spiegano gran parte dell’aumento nei guadagni dovuto alla statura. I bambini che hanno i punteggi dei test più alti sostengono anticipatamente di scatti di crescita adolescenziale , così che la statura in adolescenza serve come marcatore di abilità cognitiva.

Nella letteratura recente si vede che in occidente l’80% della variazione nella statura è determinato geneticamente. Fra i dati più interessanti del paper: nel Regno Unito quelli nelle professioni manageriali sono 0,6 pollici (circa 1,5 cm) più alti di quelli impiegati in lavori manuali. Negli USA fra il 25° percentile e il 75° percentile della popolazione c’è una differenza di 4 pollici (circa 10 cm) di statura e una differenza del 9,2% di reddito.
Le ricercatrici affermano che quindi è poco probabile che la somministrazione dell’ormone della crescita ai bambini abbia un effetto sui redditi da adulti se non influenza anche l’intelligenza dei bambini.

Successivamente ci fu anche il seguente studio a confermare qualche aspetto del precedente:

Common Genetic Variants Explain the Majority of the Correlation Between Height and Intelligence: The Generation Scotland Study – Riccardo E. Marioni et al. Behavior Genetics, March 2014 DOI: 10.1007/s10519-014-9644-z

Dall’astratto, traduzione libera:
La maggiore statura e i punteggi più elevati dei test d’intelligenza sono predittori di migliore salute. Qui, abbiamo utilizzato i dati molecolari (polimorfismi a singolo nucleotide) per stimare la correlazione genetica tra altezza e intelligenza generale (g) in 6.815 soggetti non imparentati (età mediana 57, IQR 49-63) dalla coorte “Scozia Generation: scozzese Family Health Study”. La correlazione fenotipica tra altezza e g era 0,16 (SE 0,01). La correlazione genetica tra altezza e g – intelligenza generale – era 0,28 (SE 0,09), con una stima di ereditabilità bivariata di 0,71. La comprensione delle basi molecolari della correlazione tra altezza e intelligenza può aiutare a spiegare qualsiasi ruolo condiviso nel determinare gli esiti di salute. Questo studio ha identificato una correlazione genetica modesta tra statura e intelligenza con la maggioranza della correlazione fenotipica spiegabile da influenze genetiche condivise.

°°°°°°

Aggiornamento del 18/09/2016
Height, Income and Voting – Raj Arunachalam, Sara Watson – Published online: 24 June 2016 – DOI:http://dx.doi.org/10.1017/S0007123416000211

Dall’astratto, traduzione libera:
L’affermazione che il reddito determina preferenze politiche è al centro della teoria dell’economia politica, però le stime empiriche dell’effetto del reddito sul comportamento politico variano ampiamente. Basandosi sulle tradizioni della storia economica e dell’antropologia, si propone di utilizzare l’altezza come un proxy per il benessere economico. Utilizzando i dati del British Household Panel Study, questo studio rileva che gli individui più alti sono più propensi a sostenere il partito conservatore, sostenere le politiche conservatrici e votare per i conservatori; un aumento di un pollice di altezza aumenta il supporto per i conservatori dello 0,6 per cento. Come estensione, lo studio si avvale della statura come variabile strumentale per il reddito, e scopre che ogni mille sterline di reddito annuo in più si traducono in un aumento del 2-3% della probabilità di sostenere i conservatori, e che il reddito spinge le convinzioni politiche e il voto nella stessa direzione.

Sono risultati robusti secondo gli autori. I risultati dicono che l’effetto della maggiore statura sul voto per i conservatori (corrispondente più o meno al centrodestra in Italia) è circa doppi per i maschi (0.8%) anche se la differenza fra i sessi non è significativa.
Seguendo i soggetti negli anni hanno visto che c’erano variazioni, ma l’effetto non scompare (2).

La statura è utile in contesto economico anche perché predice mediamente abbastanza bene il reddito (sempre che l’effetto sia mediato solamente dal reddito e non per esempio dal tipo di intelligenza o salute mentale, ndr). Gli autori infatti hanno trovato che ogni pollice, 2,54 cm, di altezza in più era associato a circa 350 sterline di reddito in più e che un aumento di del reddito del 10% aumentava la probabilità di votare per il centrodestra del 5,5% (2).

  1. Shortchanged – By Mark Borden – October 2, 2006 Issue –  – newyorker.com

  2. Hey, tall guy! What’s the politics like up there? – Jeff Grabmeier – August 16, 2016 – The Ohio State University News Room – Link

 

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 20, 2016 da con tag , , , , , , , , , .

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