Sol Invictus

Sotto il Sole

I cani moderni originarono in Asia orientale meridionale e in Europa e si affezionarono agli uomini

Aggiornato il 26/06/2016
Ecco alcuni studi recenti sui cani:
Out of southern East Asia: the natural history of domestic dogs across the world – Guo-Dong Wang et al. – Cell Research (2016) 26:21–33 – doi:10.1038/cr.2015.147 – published online 15 December 2015

Dall’astratto, traduzione libera:
L’origine e l’evoluzione del cane domestico rimane una questione controversa per la comunità scientifica, con aspetti fondamentali come il luogo, la data di origine e il numero di volte in cui i cani sono stati addomesticati, incerti. Utilizzando intere sequenze di genomi da un totale di 58 canidi (12 lupi grigi, 27 cani primitivi provenienti da Asia e Africa, e una collezione di 19 razze diverse provenienti da tutto il mondo), i ricercatori trovano che i cani dell’Asia orientale meridionale hanno una diversità genetica significativamente più alta rispetto ad altre popolazioni, e sono il gruppo più basale in relazione ai lupi grigi e ciò indica un’origine antica dei cani domestici, risalente a 33 000 anni fa in quella regione. Circa 15 000 anni fa, un sottoinsieme di cani ancestrali iniziò la migrazione verso il Medio Oriente, l’Africa e l’Europa, arrivando in quest’ultima circa 10 000 anni fa. Una delle linee dall’Asia migrò di nuovo verso est ( dall’Eurasia occidentale, vedere figura 2D), creando una serie di popolazioni mescolate con le linee asiatiche endemiche nel nord della Cina prima di migrare verso il Nuovo Mondo. Per la prima volta, il nostro studio svela un viaggio straordinario che il cane domestico ha compiuto sulla terra.

La ricerca pare contrastare almeno in parte alcuni studi che indicavano i cani come originati in Europa (post). Può darsi che quei risultati si debbano ad incroci con lupi locali e acquisizione anche di DNA mitocondriale di lupi eurasiatici occidentali.
Sempre dalla ricerca si legge che se ci fossero state origini multiple da popolazioni diverse di lupi i discendenti tenderebbero a creare gruppi separati sul grafico PCA (Componenti Principali) Invece così non è come si vede nel riquadro minore della figura 1G. Da notare che nei lupi grigi est-asiatici usati per lo studio non viene rilevata un strutturazione e quindi si tratta di una popolazione omogenea probabilmente grazie alla geografia del territorio (figura 1 D). Si afferma che in qualche studio precedente erano state notate strutturazioni e maggiore vicinanza ai cani delle popolazioni di lupi eurasiatici occidentali dal MO e Croazia, forse dovute a incroci con cani o una recente divergenza.

Il documento afferma che i cani indigeni cinesi (figura S1: morfologia di cani indigeni cinesi) rappresentano una forma intermedia fra lupi e i cani di razza e non hanno subito un’intensa selezione artificiale. Analizzandoli usando metodi statistici i ricercatori hanno identificato il top 1% del genoma mostrante una forte selezione positiva e una lista di geni si trova nella tabella 1. Sono quelli collegati al metabolismo e motilità, riproduzione sessuale. Inoltre, come ci si aspetterebbe, c’è anche una classe di geni collegati al Potenziamento a Lungo Termine, LPT, quindi importanti per la memoria e l’apprendimento.

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Bottlenecks and selective sweeps during domestication have increased deleterious genetic variation in dogs – Clare D. Marsden et al. – approved November 16, 2015 – doi:10.1073/pnas.1512501113

Dall’astratto, traduzione libera:
Qui, valutiamo modelli genomici di variazione deleterie in 90 sequenze dell’intero genoma di cani di razza, cani rurali, e lupi grigi. Troviamo che il rapporto di eterozigosi aminoacido-mutante rispetto all’eterozigosità silente è più alto nei cani che nei lupi e, in media, i cani hanno un 2-3% in più di carico genetico dei lupi grigi. Più prove indicano che questo modello è guidato dalla selezione naturale meno efficiente a causa di colli di bottiglia associati alla domesticazione e la formazione di razza, piuttosto che di recente consanguineità. Inoltre, troviamo che regioni del genoma implicate in selective sweeps (ondate selettive), sono arricchite da varianti che cambiano gli aminoacidi e geni di malattie mendeliane. A nostra conoscenza, questi risultati forniscono le prime stime quantitative del maggiore onere dovuto a varianti deleterie direttamente connesse alla domesticazione e hanno importanti implicazioni per programmi di allevamento selettivo e la conservazione delle specie rare e minacciate. In particolare, si evidenziano i costi connessi con l’allevamento selettivo e si mette in discussione la pratica che favorisce l’allevamento di individui che meglio si avvicinano a standard di razza. I nostri risultati suggeriscono anche che mantenere una grande dimensione della popolazione, piuttosto che evitare solamente incroci fra consanguinei, è un fattore critico per prevenire l’accumulo di varianti deleterie.

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Testing the myth: tolerant dogs and aggressive wolves – Friederike Range, Caroline Ritter, Zsófia Virányi – Published 22 April 2015 – rspb.royalsocietypublishing.org – DOI:10.1098/rspb.2015.0220

Questo studio del 2015 mostra delle differenze fra lupi e cani. Mentre i lupi di rango più basso tendono a difendere il loro cibo dagli esemplari di rango superiore del gruppo ne cani ciò non avviene e i cani di rango più basso “accettano” le minacce del superiore cedendo il pasto. Secondo i ricercatori questo probabilmente è dovuta al fatto che i cani sono stati selezionati per essere più sottomessi ed obbedienti verso il dominante umano. Tuttavia si osserva che sia lupi che cani tendono a mostrare un’aggressività ridotta verso i conspecifici e questo è un’indicazione di un’evoluzione favorente la collaborazione con gli altri membri che poi è il fattore che ha favorito l’addomesticamento.

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Oxytocin-gaze positive loop and the coevolution of human-dog bonds – Miho Nagasawa, et al. – Science, 17 Apr 2015 – DOI:10.1126/science.1261022

Da parte dell’astratto, traduzione libera:
Modalità di comunicazione simile a quella umana, tra cui lo sguardo reciproco, possono essere stati acquisiti dai cani durante l’addomesticamento. Abbiamo dimostrato che lo sguardo dei cani, ma non dei lupi, ha aumentato le concentrazioni urinarie di ossitocina nei proprietari, cosa che a sua volta ha facilitato il legame dei proprietari e una maggiore concentrazione di ossitocina nei cani. Inoltre, l’ossitocina somministrati per via nasale ha aumentato lo sguardo fissante nei cani, che a sua volta ha causato un aumento delle concentrazioni urinarie di ossitocina nei proprietari. Questi risultati sostengono l’esistenza di un ciclo positivo rinforzante interspecie ossitocina-mediato, facilitato e modulato dallo sguardo, che può aver sostenuto l’evoluzione del legame uomo-cane attivando modi comuni di comunicare l’attaccamento sociale.

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Secondo un ricercatore, però il legame biochimico è solo una parte della storia. Una simbiosi unica che ha determinato da tempo anche la condivisione del modo di vivere per convenienza reciproca come già avevo riportato in un post sulla caccia con canidi, probabilmente non diretti antenati dei cani moderni. Il ricercatore è coinvolto nello scavo di resti di cani risalenti a 5.000-8.000 anni fa presso il lago Baikal, in Siberia, il lago d’acqua dolce più profondo del mondo. Ciò che colpisce dei ritrovamenti è che rivelano che i cani furono sepolti insieme a esseri umani nei cimiteri, con doni come collari e anche cucchiai forse segno della credenza che avessero un’anima e una vita dopo la morte. Il ricercatore osserva che a livello globale si può vedere che nella preistoria ci furono più sepolture di cani che di altri animali, inclusi gatti o cavalli. I cani sembrano avere avuto un posto molto speciale nelle comunità umane del passato. Non appena si trovano resti scheletrici che sembrano di cani moderni, risalenti a circa 14.000 anni fa, si vedono sepolture di cani  (1).

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Aggiornamento del 26/06/2016
Genomic and archaeological evidence suggest a dual origin of domestic dogs – Laurent A. F. Frantz et al. – Science – 03 Jun 2016 – DOI: 10.1126/science.aaf3161

Dall’astratto traduzione libera:
le origini geografiche e temporali dei cani rimangono controverse. I ricercatori hanno generato sequenze genetiche da 59 cani antichi e un genoma completo (28x) di un cane tardo neolitico (datato a ~ 4800 anni prima del presente) dall’Irlanda. Le loro analisi hanno rivelato una spaccatura profonda che separa i cani eurasiatici moderni dell’Asia orientale e occidentale. Sorprendentemente, la data di questa divergenza (da circa 14.000 a 6400 anni fa) si verificò in corrispondenza, o diversi millenni dopo, la prima apparizione di cani in Europa e Asia orientale. Ulteriori analisi del DNA mitocondriale antico e moderno hanno rivelato una netta discontinuità nelle frequenze aplotipiche in Europa. Insieme, questi risultati suggeriscono che i cani potrebbero essere stati addomesticati indipendentemente in Eurasia orientale e occidentale da popolazioni di lupi distinti. I cani eurasiatici orientali sono stati poi eventualmente trasferiti in Europa con le persone, dove hanno sostituito in parte i cani europeo paleolitici europei.

Ci fu una divergenza nei cani antichi che pare essere avvenuta dopo i primi addomesticamenti da popolazioni di lupi possibilmente estinti. Stando ai ritrovamenti archeologici i cani furono addomesticati separatamente in Occidente e Oriente oltre 12.000 anni fa, ma in Asia centrale non prima di 8000 anni fa (2). Poi i cani orientali giunsero in occidente e in parte soppiantarono e in parte si fusero con i cani paleolitici europei. La maggior parte dei cani oggi esistenti sono il risultato di questo mescolamento. Sono pochissime le razze di pura origine asiatica o europea. Tra i primi c’è il mastino tibetano, tra i secondi il pastore tedesco (3).

Ricordo che canidi sono utilizzati da decine di migliaia di anni (post su caccia con canidi nel Paleolitico). Anche in Belgio a Goyet e sui monti Altai sono stati trovati i resti di un canide di oltre 30.000 anni fa (4, 5, 6).

  1. Researcher explores close prehistoric relationship between humans and dogs – by Geoff Mcmaster – March 2, 2016 – Phys.org
  2. Dogs were domesticated not once, but twice… in different parts of the world, research shows – June 2, 2016 – phys.org
  3. I cani furono addomesticati due volte. In Estremo oriente e in Europa – di Paolo Virtuani – 2 giugno 2016 – corriere.it
  4. Fossil dogs and wolves from Palaeolithic sites in Belgium, the Ukraine and Russia: osteometry, ancient DNA and stable isotopes. – Germonpré M.et al. – 2009. Journal of Archaeological Science 36(2): 473-490 – doi:10.1016/j.jas.2008.09.033
  5. Lupi neri: geni di cane aiutano la sopravvivenza del lupo – Canislupus Italia Forum – Link
  6. Il cane è nostro amico da 33mila anni – 03/08/2011 – lastampa.it

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 10, 2016 da con tag , , , , , , , , , , .

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