Sol Invictus

Sotto il Sole

Nuovi esperimenti inficiano alcuni presupposti dei giochi economici

Da una ricerca (1):
Esperimenti economici sono spesso usati per studiare se gli esseri umani valutano altruisticamente il benessere degli altri. Un risultato solitamente accettato dei giochi del tipo “Bene Pubblico” è che gli esseri umani differiscono nel modo in cui valutano tale benessere, dividendosi in cooperatori condizionali equi, che collaborano con somme circa equivalenti a quelle dei compagni, facendo anche sacrifici, e sono circa il 50% della popolazione, e non-cooperatori egoistici che sono circa il 25%. Il restante quarto sono cooperatori non-condizionali che giocano una quota fissa oppure di altri tipi con comportamenti complessi. Questa conclusione è stata utilizzata per sfidare la teoria evolutiva e la teoria economica e per guidare la politica sociale.

I ricercatori hanno dimostrato che le differenze del comportamento nei giochi “Bene Pubblico” sono meglio spiegate da variazioni nella comprensione e che l’incomprensione conduce alla cooperazione. Nello studio si dimostra che:

(i) le persone si dividono negli stessi tipi comportamentali quando giocano con i computer pur non avendo gli umani alcun interesse nel “benessere” degli strumenti informatici;
(ii) il comportamento in tutti i giochi fra computer ed esseri umani mostra una correlazione che può essere spiegata con variazioni nella comprensione su come massimizzare il reddito;
(iii) incomprensione correla con livelli più elevati  di cooperazione;
(iv) domande di controllo standardizzate non garantiscono la comprensione da parte degli individui. 

Il gioco pubblico usato era basato su quattro giocatori che contribuivano delle quote. Quanto dato veniva moltiplicato per 1,6 e ridiviso equamente così ogni giocatore perdeva il 60% di quello che aveva offerto. Facendo un calcolo si capisce che per massimizzare conviene essere egoisti e dare niente. La generosità di molti, apparentemente giustificabile a mio avviso con un volere apparire migliori oppure un qualche credo personale, si è rivelata falsa quando all’incirca gli stessi giocatori si sono comportati alla stessa maniera con il computer. (In effetti non mi pare che ci siano religioni che promuovano generosità e altruismo verso gli strumenti informatici, fra l’altro privi di IA). Dal gioco è risultato che circa il 21% degli individui sono egoisti.

Fra tanti altri aspetti interessanti e dettagli che salto, sottolineo che hanno anche trovato:
– che come in studi precedenti il contributo dei singoli giocatori era correlato positivamente col contributo che prevedevano dagli altri compagni.
-inoltre le domande di controllo per verificare se i giocatori avessero compreso il gioco si sono rivelate relativamente poco utili. Alla domanda se la quantità da giocare per massimizzare le entrate dipendesse da quanto contribuito dagli altri giocatori solo il 21% ha risposto correttamente “no” e tendevano ad essere giocatori non-cooperanti.

Quindi pur essendo avvisate, le persone che comprendevano meno continuavano sbagliare. Direi una questione d’intelligenza, non di attenzione. I ricercatori concludono che questi risultati mettono in dubbio alcuni metodi sperimentali e dimostrano che non è necessariamente vero il presupposto, comune negli esperimenti di economia comportamentale, che le scelte rivelano le motivazioni.

Penso che le implicazioni siano rilevanti. Si potrebbe dedurre che veri altruisti non esistono e che nel mondo reale molte persone di intelletto medio o scarso vengono manipolate (sempre a fin di bene!) da politici e soprattutto esponenti religiosi carismatici per ottenere il sostegno per lo scopo che perseguono, solitamente il potere personale o del gruppo, più o meno nascosto da ideologie e simboli.
Facendo dei collegamenti ricordo  che in qualche post riportai conclusioni basate su spiegazioni logiche riguardanti le cause della correlazione intelligenza-generosità e accennai agli studi che mostrano che gli atei/non-religiosi sono mediamente più intelligenti dei religiosi; essi sono forse quantitativamente meno generosi, ma più compassionevoli ed equi verso estranei. Quindi questo studio non contraddice quanto ho riportato in precedenza.

Le persone religiose appaiono più “robotiche” e tendono ad aiutare il loro gruppo oppure a farsi indirizzare dai propri capi nella loro generosità, che può significare anche il dare la vita in alcuni gruppi estremistici. Rispondono prevalentemente per dovere (forse dovuto al plagio); magari sono convinti di essere ripagati in futuro col paradiso. Costo poco prometterlo, tanto quando si è morti è troppo tardi per accorgersi della possibile fregatura.
D’altra parte l’evoluzione naturale non può alla lunga avere favorito dei veri altruisti disinteressati che fornirebbero risorse agli egoisti e calcolatori: alla lunga verrebbero geneticamente rimpiazzati da quelli che valutano meglio i costi e i benefici per sé stessi.

  1. Conditional cooperation and confusion in public-goods experiments – Maxwell N. Burton-Chellew, Claire El Moudena, and Stuart A. West – pnas.org –  doi: 10.1073/pnas.1509740113

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 31, 2016 da con tag , , , , , , .

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