Sol Invictus

Sotto il Sole

Slavi in Albania, arvaniti in Grecia, maltesi, J1c3(P58) in Medio Oriente

Rivisto 23/01/2016
In questo post presento alcune informazioni e osservazioni e che ho accumulato nel tempo.

In un paio di occasioni ho accennato che secondo una mappa dell’aplogruppo I2a ci sarebbe una sua concentrazione in Albania centro-meridionale più o meno all’altezza di Valona. Così ho trovato anche qualche mappa online che può essere ingrandita mostrante le località con i toponimi di origine slava in Albania elencati . Altre mappe si trovano in una pagina parte in inglese e parte in bosniaco. Si nota un diradamento nell’estremo sud dell’Albania che sembra corrispondere ad aree con presenza importante della minoranza greca. Si nota una sovrapposizione fra la concentrazione di I2a1 in Albania e i toponimi slavi. In un post precedente su selezione naturale e alimentazione ho riportato l’osservazione di commentatori che pensano che la diffusione di I2a1 nei Balcani si debba in buona parte ad un’espansione slava a partire da un’area fra la Polonia orientale e l’Ucraina occidentale, se non ricordo troppo male.
C’è una buona dose di I2a1 anche in Grecia, sembra un 10-15%, soprattutto nel nord del paese e nella descrizione di Eupedia si attribuisce la diffusione alle popolazioni all’età del bronzo, ma restano quella sovrapposizione di cui dico sopra, l’opinione di altri commentatori e il documentato flusso di slavi in Grecia nel Medioevo. Notare che secondo alcuni gli albanesi si sarebbero espansi provenendo da nordest, da una zona fra Kosovo e Serbia meridionale. In effetti il Kosovo appare con livelli molto bassi di I2a1 in questa mappa. C’è invece una concentrazione di E1b in quell’area che si espande verso l’Albania settentrionale. Queste informazioni vanno prese con cautela però possono dare un’indicazione di che cosa è successo.

Un’altra mappa che già conoscevo, ma che in seguito ad una domanda rivoltami sono andato a ritrovare è quella degli Arvaniti, che sono di origine albanese, presenti in Attica. Ebbene si vede che l’Attica e altre zone come quella di Corinto e la parte meridionale dell’isola di Eubea sono piene di insediamenti Arvaniti. Una delle zone che appaiono relativamente libere e non troppo distanti dall’Attica è la parte centro-settentrionale dell’isola di Eubea.
Un paper uscito a metà 2015, dopo avere esaminato il DNA di 800 persone da Eubea e Corinto oltre che di siciliani, concluse che i migranti che ellenizzarono la Sicilia giunsero da Eubea ed erano in prevalenza maschi, dell’ordine di qualche migliaio, più alcune centinaia di femmine (1 e 2). Mi domando quanto affidabile sia una conclusione del genere visto il tempo passato e la concentrazione di insediamenti arvaniti nell’area, a cui saranno da aggiungere anche altri influssi e movimenti di popolazioni che probabilmente hanno influito su Eubea in misura minore essendo un’isola. Non so quanto antica sia percentualmente la popolazione “greca” nella zona continentale considerata…
Il paper afferma che i migranti giunsero in Sicilia nel periodo fra l’8° e il 5° secolo a.C. e altre stime hanno valutato gli arrivi dalla Grecia in 20.000-60.000. Qualche critico osserva che per avere avuto l’impatto che risulta storicamente, un numero di migranti bassissimo come quello stimato nel paper avrebbe dovuto avere una crescita demografica impressionante paria circa l’1% annuo per diversi secoli, difficile da ottenere soprattutto da una popolazione monogama come quella greca. Comunque anche gli autori esprimono cautela nel trarre conclusioni definitive affrettate (2).

Passiamo a Malta. Secondo una fonte quest’isola risultata ripopolata da gente portata o deportata forse nel 1048-49 d.C. dai musulmani dalla Sicilia, forse in seguito a discordie interne, e geneticamente sono simili a Siciliani e Calabresi, ma a quanto pare con una percentuale più alta di componente nordafricana, circa il 7% a giudicando molto a occhio i grafici  di Lazaridis et al. 2013 da me consultati. Come paragone dagli stessi grafici i siciliani moderni sembrano averne circa la metà.
Speculando avventatamente, se guardando algerini e tunisini si parte dal presupposto che i nordafricani costieri fossero all’epoca per quasi metà costituiti da componente nordafricana, si potrebbe pensare che gli espulsi deportati derivassero per circa il 15% dagli invasori islamici, ignorando diluizioni successive. Forse è una cosa ragionevole se si parte dall’idea che al tempo della liberazione della Sicilia dagli occupanti afrosemitici e dai loro sostenitori locali gli espulsi erano un miscuglio di siculo-arabi filoislamici con prevalenza della prima componente .
Però secondo questo articolo nel 1240 una relazione inviata all’imperatore Federico II affermava che tre quarti degli abitanti dell’isola erano musulmani, che parlavano il loro dialetto arabo. Quasi un quarto erano cristiani e il resto ebrei. Mi domando da dove venissero i cristiani, se fossero in parte di origine semitica o nordafricana o portati lì per controllare i deportati musulmani. Sempre secondo l’articolo pare che i musulmani furono spostati in seguito, forse in Puglia, e Malta fu cristianizzata, ma allora anche i cristiani parlavano l’arabo che diede origine al maltese? Ad un certo punto vi fu deportata la popolazione di Celano in Abruzzo, ma alla stessa fu permesso poi di tornare a casa dall’esilio.
I maltesi moderni pur essendo cristiani parlano una lingua semitica di derivazione arabo-sicula. Secondo alcune stime circa il 50% dei vocaboli maltesi deriva dall’italiano e siciliano, il 6-20% deriva dall’inglese e la lingua è scritta in alfabeto latino in forma standard.

Comparazione fra genomi di europei antichi e moderni per affinità di aplotipi
Infine c’è la mappa da un paper (3, figura 3, descrizione in fondo a questo post) che ho presentato precedentemente mostrante una certa differenza nel MO fra l’Anatolia la cui popolazione è più vicina agli agricoltori neolitici e a popolazioni mediterranee più occidentali e un Levante abbastanza diverso che sembra avere popolazioni che presentano differenze con quelle immediatamente più a nord.

Per esempio si afferma su Eupedia che l’aplogruppo J1c3(P58), (The Genetic Atlas: mappa) si espanse dall’Anatolia 12000 anni fa verso sud (vedere anche 4 e 5). Poi migliaia di anni dopo, legato in MO all’espansione delle popolazioni semitiche/arabe, si diffuse da presso il Giordano nell’età del bronzo. Forse la forma che appare nella mappa del paper è dovuta all’espansione appena descritta.
Mi domando se tale diversità marcata non sia comunque il segno di popolazioni giunte secondo qualche teoria da molto più a sud oltre 5000 anni fa che diffusero il semitico in MO (vedere anche qui).

  1. The Greeks in the West: genetic signatures of the Hellenic colonisation in southern Italy and Sicily – Sergio Tofanelli et al. – European Journal of Human Genetics , (15 July 2015) – doi:10.1038/ejhg.2015.124
  2. DNA Study Pinpoints When The Ancient Greeks Colonized Sicily And Italy – Kristina Killgrove -JUL 23, 2015 – forbes.com
  3. Neolithic and Bronze Age migration to Ireland and establishment of the insular Atlantic genome – Lara M. Cassidy et al.- doi: 10.1073/pnas.1518445113
  4. The emergence of Y-chromosome haplogroup J1e among Arabic-speaking populations – Jacques Chiaroni et al. – European Journal of Human Genetics (2010) – doi:10.1038/ejhg.2009.166
  5. Genetics of Marsh Arabs (Iraq) – forwhattheywereweare.wordpress.com – Link

Image – Fig. 3 Comparison of Irish and Central European ancient genomes for haplotype-based affinity to modern populations. Interpolated heatmaps comparing relative haplotype donations by two Irish (Ballynahatty, Rathlin1) and two Hungarian (NE1, BR2) ancient genomes. –  doi: 10.1073/pnas.1518445113

3 commenti su “Slavi in Albania, arvaniti in Grecia, maltesi, J1c3(P58) in Medio Oriente

  1. Benassi
    gennaio 30, 2016

    Timoleonte ripopolò la Sicilia con nuovi immigrati di cultura greca dalla Grecia e dal sud dell’Italia, per cui le stime numeriche non possono essere così basse secondo me. E’ pur vero che in quel periodo vivevano anche 570.000 siculi e sicuramente anche i sicani avevano un loro impatto demografico e in misura minore anche gli elimi.
    Non pensi che il maggiore apporto nordafricano e mediorientale a Malta sia invece da ricercare alle origini?ovvero al fatto che Malta a differenza di gran parte della Sicilia e del meridione peninsulare non fu colonizzata dai greci ma dai fenici e soprattutto controllata da Cartagine per un lungo periodo?mentre i fenici in Sicilia ebbero delle deboli basi commerciali limitate in enclavi nelle estreme coste occidentali?

    • Darius
      gennaio 30, 2016

      Secondo Wikipedia inglese Malta risulta “praticamente disabitata” in seguito alle violenze degli invasori musulmani e poi questi vi trasferirono i loro correligionari dalla Sicilia nel 1048-1049 o forse prima. Altrimenti bisogna spiegare il siculo-arabo in altro modo:
      https://en.wikipedia.org/wiki/Malta

  2. Benassi
    gennaio 31, 2016

    Nel 1600 si pensava che il maltese derivasse dal neo-punico ma era una tesi alquanto ridicola. Comunque se gli attuali abitanti dell’arcipelago derivano da coloni islamici deportati dalla Sicilia allora la spiegazione sulla maggiore esoticità potrebbe invece essere vista in altro modo, come hai spiegato tu commentando lo studio di Fiorito, in Sicilia con i normanni emigrarono 200.000 italiani continentali (anche dal nord) mentre a Malta questi insediamenti saranno stati molto deboli o non ci sono proprio stati. Gli stessi celanesi furono parzialmente deportati in Calabria e Sicilia non solo a Malta, però dopo un anno furono invitati a tornare in Abruzzo per cui non ti so dire. Magari i cristiani maltesi erano semplicemente discendenti di musulmani convertiti alla cristianità durante l’epoca normanno-sveva.

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 19, 2016 da con tag , , , , , , , , , , , .

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