Sol Invictus

Sotto il Sole

L’uomo non esiste

L’uomo non esiste come inteso comunemente. Invece del pronome “io” forse sarebbe il caso di usare il “noi”. Come si capisce da tanti studi alcuni dei quali ho citato in precedenza, “una persona” è più un complesso sistema di esseri simbiotici di cui è visibile l’entità più grande che non un individuo a sé stante perfettamente autonomo e separabile dagli altri.
Addirittura c’è chi vede le persone come “reti biomolecolari” includenti secondo le stime miliardi di microbi invisibili che costituirebbero il 90% delle cellule in un corpo umano [anche se ci sono dubbi seri e alcuni parlano di quasi parità, ma poi si osserva che gran parte delle cellule umane sono (non?)cellule rosse senza nucleo (6)], più di 1.000 tipi diversi di batteri, che hanno collettivamente circa 3 milioni o più geni contro i circa 23.000 nel genoma umano (1 e 4). I microbi hanno un effetto significativo su come l’entità più grande si sviluppa, le malattie di cui è vittima, come si comporta e anche le sue interazioni sociali. I microbi simbiotici svolgono un ruolo fondamentale persino nel determinare l’origine di nuove specie e ovviamente l’evoluzione tramite la selezione naturale e la deriva può agire sull’intero ologenoma (1).

Gli esperimenti sugli animali e vegetali che non tengono conto di ciò che sta accadendo a livello microbiologico saranno incompleti  e potenzialmente ingannevoli. Per esempio c’è il problema “dell’ereditabilità mancante”: è stata trovata solo una piccola porzione delle cause genetiche di una serie di condizioni più complesse come le malattie autoimmuni e metaboliche. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che molto dipende dalla complessa interazione con i microbi. La teoria dell’igiene afferma che i miglioramenti nei livelli d’igiene necessariamente portano ad un contatto ridotto con microbi utili che è accompagnato da un aumento dell’incidenza delle malattie allergiche e autoimmuni come il diabete di tipo 1. È noto che una perdita di simbionti batterici promuove lo sviluppo di allergie. Gli scienziati del Helmholtz Zentrum di Monaco di Baviera, presso l’Università Tecnica di Monaco (TUM), e dell’Istituto Pasteur di Parigi sono riusciti a spiegare questo fenomeno e a dimostrare come agiscono i microbi e in particolare come regolano le cellule responsabili dell’attivazione delle allergie e del sistema immunitario (2). D’altra parte s‘è visto che i bambini che vivono a contatto con gli animali e quindi con più agenti microbici sviluppano meno allergie durante la loro vita.

Uno studio su topi di laboratorio ha dimostrato che il comportamento ansioso e depressivo causato da esposizione a stress all’inizio della vita pare essere attivato solo se sono presenti microbi nell’intestino. Ma quando topi priva di germi, senza batteri intestinali, sono esposti ad una simile esperienza stressante da neonati, non mostrano alcun segno d’ansia o depressione in età avanzata anche se hanno livelli simili di ormoni dello stress nel sangue e marcatori di disfunzione nel loro intestino (3).

Gli scienziati hanno scoperto indizi mostranti che i tipi di microbi che vivono nell’intestino delle persone con autismo differiscono da quelli delle persone senza la condizione. Un bambino autistico che soffriva di violenti dolori addominali è migliorato notevolmente con trapianti fecali dal padre e le sue interazioni sociali sono aumentate sensibilmente.
Nel frattempo, alcuni ricercatori stanno esplorando un’idea ancora più controversa: che il microbioma intestinale possa anche contribuire a formare il cervello ed essere una causa importante delle caratteristiche principali dell’autismo. Secondo un’ipotesi un intestino permeabile consente a composti prodotti dai batteri intestinali di sfuggire dall’intestino; questi composti alterano il funzionamento del cervello e contribuiscono ai problemi sociali e comportamenti ripetitivi caratteristici dell’autismo (4).

Comunqu, finora trovare un collegamento tra microbi e funzioni mentali nelle persone è stato più difficile che nei topi. Un piccolo studio senza gruppo di controllo nel 2000 si è concentrato su 11 bambini i cui genitori avevano notato sintomi di autismo dopo che il loro bambini avevano preso antibiotici. Questi bambini avevano ricevuto diagnosi di autismo “regressivo”. Gli antibiotici hanno permesso all’intestino dei bimbi di essere invaso da un gruppo di batteri chiamati Clostridia che producono neurotossine, causando problemi comportamentali. I bambini sono stati trattati per otto settimane con un secondo antibiotico in grado di spazzare via i batteri nocivi, e in molti bambini c’è stato un sensibile miglioramento. Occorre ricordare che ci possono essere fattori confondenti: tutti i bambini con autismo hanno palati esigenti e ciò significa che le differenze microbiche potrebbero semplicemente riflettere le abitudini alimentari di questi bambini, piuttosto che qualcosa di fondamentale che influisce sull’autismo (4).

Ricordo infine che si è visto che i vermi, che con una certa frequenza partecipano alle “reti biomolecolari” umane, possono effettivamente regolare con risultati benefici il sistema immunitario dei loro ospiti perché è un modo indiretto di proteggere sé stessi. Ad esempio gli elminti possono migliorare malattie come l’asma allergica. Tuttavia poco si sa su come gli elminti modulino il sistema immunitario e se siamo in grado di sfruttare questa caratteristica nella lotta contro le malattie causate dall’infiammazione. Un laboratorio ha ora dimostrato che l’attività antinfiammatoria degi elminti intestinali comporta inaspettatamente un’interazione con i batteri dell’intestino (5).

  1. The pronoun ‘I’ is becoming obsolete – August 19, 2015 – by David Salisbury – phys.org
  2. The role of the microbiota in preventing allergies- July 10, 2015 – medicalexpress.com
  3. Anxiety and depression caused by stress linked to gut bacteria living in intestines, scientists find- Steve Connor – 14 August 2015 – independent.co.uk
  4. Autism’s Microbiome – Nicholette Zeliadt – Nov 19, 2015 theatlantic.com
  5. Intestinal worms ‘talk’ to gut bacteria to boost immune system – October 27, 2015 – medicalexpress.com
  6. You’re Probably Not Mostly Microbes – Ed Yong  – Jan 8, 2016 – theatlantic.com

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 6, 2015 da con tag , , , , , , .

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