Sol Invictus

Sotto il Sole

Il ruolo della fiducia nella società e nell’evoluzione umana

In God We TrustIl potere è una causa delle variazioni nella fiducia verso gli altri ed è stato oggetto di poca attenzione da parte degli studiosi. La cosa sorprende perché le differenze di questo fattore fra le persone influenzano gran parte delle relazioni umane (1).
Razionalmente le persone dovrebbero provare fiducia per qualcuno solo se è strumentale a mantenere la relazione e la maggior parte dovrebbe dire di avere scarsa fiducia verso persone di potere che avrebbero poche problemi a tradire gli inferiori evitando le conseguenze. In effetti le statistiche americane, ma spesso anche quelle di altri paesi, mostrano poca fiducia, magari pure in diminuzione, verso i rappresentanti del potere centrale. Però curiosamente spesso mostrano che la gente continua ad averne per figure politicamente più vicine come i sindaci oppure per nuovi contendenti semisconosciuti pur non essendoci nessuna ragione.

In una serie di quattro interessanti esperimenti/giochi dei ricercatori hanno visto che:
– i soggetti in posizione di maggiore potere nutrivano meno fiducia nei subalterni nell’affidargli un bene mentre quelli senza potere si fidavano di più.
-Più facilmente questi ultimi prestavano denaro da investire ai giocatori con più potere
– l’avere meno potere amplificava la speranza di essere trattati benevolmente da più potenti

La conclusione tratta è che quelli con meno potere sono più fiduciosi in modo da evitare l’ansia dovuta al loro stato di dipendenza (1). Ciò è conosciuto come motivated cognition, cognizione giustificata, un processo mentale che porta ad una determinata conclusione indipendentemente dalla veridicità della conclusione. Come dire che gli inferiori se ne fanno una ragione per difendersi e negano inconsciamente una realtà indesiderata senza basarsi su un calcolo razionale.
E così spesso le persone provano fiducia per potenti sentiti vicini come ad esempio politici locali e provano meno fiducia nei centri di potere lontani quindi apparentemente meno capaci di ritorsioni- viene in mente “Roma ladrona”; questo spiegherebbe spesso anche la fiducia espressa nei nuovi contendenti politici, gli scalatori esterni, pur non essendoci un vero motivo come mostra la delusione che può seguire a distanza di tempo.

La cosa si può vedere come un modo di gestire lo stress che altrimenti sarebbe costante e alla lunga diventerebbe dannoso per la sopravvivenza.
Pensandoci, questo processo è alla base anche di alcune manifestazioni religiose. Ci si convince che la propria divinità, pù forte di tutti, è con i credenti e li protegge dai potenti corporei di questo mondo. Allo stesso tempo il potente mostra pubblicamente di sottomettersi alla divinità in cui forse nemmeno crede per cercare di guadagnare la fiducia di parte della popolazione. Quando poi va tutto storto, se non si crolla psicologicamente, si giustifica l’accaduto con la scusa del progetto divino imperscrutabile, ma sicuramente in svolgimento che porterà il Bene. Si ottiene la tranquillità e l’autoassoluzione dai propri errori e dall’incapacità di eliminare i pericolosi potenti.

Ma cosa succede se uno o più individui non sono disposti a sottostare alle regole sociali o dei potenti (che possono coincidere)? Il loro carattere rende una situazione di forte dipendenza ingestibile e li mette in conflitto con gli altri che avranno scarsa fiducia e quindi la loro vita o libertà sarà in pericolo. Nell’antichità, e fino a tempi molto recenti nei paesi occidentali, le risorse disponibili per la sopravvivenza erano scarse o difficili da ottenere, chi le aveva faceva di tutto per tenersele per non rischiare di rimanerne senza e di conseguenza il poter fare affidamento sul prossimo era vitale. In caso di necessità il debole era facilmente oggetto di abusi e violenze.
Secondo una ricercatrice questa scarsa fiducia è stato il motore della diffusione degli uomini nel mondo. Afferma che il carattere delle migrazioni degli uomini cambiò in maniera importante circa 100.000 anni fa (2). Prima di allora gli spostamenti erano stati dettati da mutamenti ambientali dovuti ad aumenti demografici o cambiamenti ecologici. Le specie umane si erano adattate ad ambienti diversi. Per esempio i Neanderthal a quelli relativamente freddi. Dopo, l’espansione diventò più rapida anche con l’attraversamento di grandi barriere ambientali.
La ricercatrice giustifica il cambio di passo con la situazione emotiva mutata. Non furono la curiosità o l’ingegno umano a favorire l’avventura, ma le emozioni, anche quelle basse come la rabbia e la dedizione a punire gli altri per le trasgressioni delle regole morali del gruppo che potevano portava alla disgregazione dei gruppi sociali sempre più complessi basati sulla cooperazione necessaria alla sopravvivenza e alla difesa. Gli individui ostracizzati a torto o a ragione che rischiavano le punizioni si allontanavano con le loro famiglie anche formando bande di individui più simili a loro caratterialmente e si disperdevano in ambienti anche inospitali dove le basse probabilità di sopravvivenza erano comunque superiori a quelle presenti nella società che lasciavano (2).
Il paper riporta un esempio di un individuo dal comportamento criminale che fuggito con la moglie la prima volta, ritornato e riaccettato dopo anni, per la seconda volta compie dei crimini decidendo però di rimanere nel gruppo e viene ucciso a tradimento.

Anche in questo caso osservo che tale comportamento si nota nelle comunità religiose comunemente intese, che tendono ad essere piene di regole con sette varie che non potendo coesistere vanno a vivere lontano in luoghi isolati, possibilmente disabitati. Inoltre facilmente allontanano gli individui non cooperanti con le buone o le cattive. Per esempio, mi vengono in mente i mormoni che entrarono diverse volte in conflitto con i vicini e poi migrarono nello Utah .

Infine la ricercatrice fa presente però che le società primitive come quelle dei Neanderthal possono essere state emotivamente complesse a modo loro e avere avuto altri modi di collaborare basati su relazioni emotive che sarebbero da studiare (2).

  1. Who you gonna trust? How power affects our faith in others – October 6, 2015 – by Martin Reimann And Oliver Schilke, The Conversation – phys.org
  2. ‘The geography of trust and betrayal: moral disputes and Late Pleistocene dispersal’ Open Quaternary, doi.org/10.5334/oq.ai
  3. Betrayals of trust helped the rapid spread of human species around the world – November 24, 2015 – phys.org

Image: By The original uploader was Themanwithoutapast at English Wikipedia [Public domain], via Wikimedia Commons – Page

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 1, 2015 da con tag , , , , , .

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