Sol Invictus

Sotto il Sole

Mescolanza “recente” nelle popolazioni eurasiatiche occidentali

Rivisto 09/10/2015

Un paper liberamente accessibile ha attirato interesse e alcune critiche dovute a risultati ritenuti strani da alcuni commentatori (1 e 2). Per esempio pare esserci qualche dubbio sugli individui russi campionati. Si sospetta che ce ne siano alcuni con mescolanza siberiana eccessiva e quindi non propriamente russi che sviano i risultati. C’è chi si aspetta chiarimenti futuri da parte degli autori.
Analizzo il paper in due parti.

A) La sezione che trovo più leggibile ed affidabile riguarda il diagramma di Admixture, “mescolanza”, della figura S2 che mostra le componenti genetiche nelle diverse popolazioni eurasiatche considerate.

Misurando le lunghezze dei colori nelle colonne l’elemento nordafricano visibile da K=10 in poi mi risulta circa il 5% nel Sud Italia e in gran parte della Spagna e trovo un poco meno, circa il 4% per la Sicilia. Per una possibile spiegazione di questo risultato controintuitivo leggere la seconda parte. Comunque i risultati mi sembrano simili a quelli del post sulla Spagna. La componente nordafricana è nettamente minore nel resto d’Italia e in Grecia. Osservo anche che la linea sottile di componente che sembra sub-sahariana (circa 1%?) che compare nella colonna per i sud italiani praticamente scompare con l’emergere di quella nordafricana a K=10  e penso che significhi che è giunta nel Sud inclusa nella nordfricana, ammesso che esista davvero e non sia un artefatto. Invece la linea non scompare del tutto nei siciliani e nemmeno negli spagnoli il che fa pensare che una frazioncina sia giunta separatamente.

Interpreto le componenti “mediorientali” di Admixture presenti in tutta Italia in percentuale calante verso nord come riferentesi a quelle giunte nell’età del bronzo e successivamente (per distinguerle da quella molto diversa degli agricoltori neolitici). Le percentuali complessive sembrano molto simili per greci, siciliani e sud-italiani.

Interessante anche se forse non corretto osservare la differenza fra la componente blu nord europea che per k=10 mi sembra intorno all’11% in un campione di turchi, 15% nei siculi e meridionali e 24% nei Greci. Se la differenza con i Greci fosse attribuibile quasi tutta agli slavi medievali, allora supponendo che questi fossero al loro volta blu per il 60%, come i tedeschi attuali per k=10, si potrebbe ipotizzare che i Greci moderni derivino per circa il 15% da slavi.

B) Curiosità e forse anche un poco d’incredulità è stata espressa per quanto emerge in alcuni casi dal grafico della figura S3 che indica i tempi di arrivo delle componenti definite non eurasiatiche occidentali, le “World Region source components” in colore nella colonna destra.

I risultati degli italiani meridionali hanno destato qualche sorpresa: infatti a giudicare dai colori risultano avere un 30+% di elemento mediorientale e nordafricano giunto mediamente nel terzo secolo d.C.

Oltre a quelli possibili di attribuzione e valutazione, un altro problema è che se non erro tale data stimata è una media calcolata da quello che in realtà è stata probabilmente una serie di flussi storici magari avvenuti secoli prima e dopo come per esempio i “greci” medievali da varie zone dell’Egeo che si spostavano oppure fuggivano da arabi e turchi. Inoltre già in passato lo studio Hellenthal et al. (2014) (vedere 3 e qui) aveva dato risultati curiosi per quanto riguarda i greci che risultavano avere un 37% di elemento “slavo” medievale e attribuiva una componente asiatica nordorientale ai bulgari e ungheresi che mi risulta nettamente superiore a quella di alcuni calcolatori.

Più importante è il fatto che, se ho capito bene lo studio, per creare i vari campioni rappresentanti le regioni analizzate i ricercatori hanno utilizzato un metodo in cui gli individui campionati dalla varie zone si raggruppano per vicinanza genetica. Questo ha avuto l’effetto notevole di fare in modo che i 18 individui presi dal Sud Italia si siano divisi in tre gruppi (tabella S1 e S2). Addirittura quello più grande di 9 individui s’è unito al campione della Sicilia e un soggetto addirittura risulta fare gruppo a sé e sembra quasi mezzo sardo dal grafico di Admixture. Mi domando da dove vengano gli individui campionati. Hanno campionato il Meridione come qui? Alla fine solo 8 su 18 hanno formato il gruppo sud-italiano che risulta avere quel 30+% circa di componenti arrivate nel terzo secolo d.C. Il gruppo siciliano invece pare curiosamente poco misto con regioni definite non eurasiatiche occidentali negli ultimi 3000 anni, il periodo preso in considerazione dal grafico.

Dopo averci pensato mi è venuta l’idea che il campione del Sud Italia si sia diviso in un gruppo apparentemente mescolatosi mediamente durante l’impero romano, ammesso che sia vero, ed uno di individui magari provenienti dall’entroterra e zone più isolate che mi sembrano meno mescolati negli ultimi 3 millenni e che si sono statisticamente uniti ai siciliani forse allo stesso tempo riducendogli un poco anche la componente nordafricana (aggiunta 05/05/2016: dopo avere visto un altro studio penso che il gruppo Sud Italia, più mescolato, sia composto prevalentemente da individui da una zona come la Calabria meridionale). Sospetto che se si rimettessero insieme i meridionali, le componenti assorbite medie ricavate dallo studio si abbasserebbero notevolmente, dimezzandosi. Ricordo che nel paper Hallenthal et al. (2014) già citato sopra, che pure sembra esagerare alcuni dati per altri paesi, il Meridione mi risulta avere avuto un 10% di mescolanza extraeuropea nel primo millennio, quindi molto meno.
Per le altre zone d’Italia campionate non ho notato cose particolari, forse il risultato per TSI 70 .

  1. The Role of Recent Admixture in Forming the Contemporary West Eurasian Genomic Landscape, Current Biology -Busby et al. – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2015.08.007Link PDF
  2. Recent admixture in West Eurasia (including Europe) – September 18, 2015 – Polishgenes Blog – Link
  3. Mapping the history of human admixture (paper + website) – February 14, 2014 Eurogenes Blog – Link

5 commenti su “Mescolanza “recente” nelle popolazioni eurasiatiche occidentali

  1. Benassi
    ottobre 17, 2015

    L’altra volta mi sono imbattuto sul blog genetico (che detto tra noi preferisco di gran lunga il tuo) di un curioso individuo basco-spagnolo il quale ovviamente negava qualsiasi influenza fenicio-cartaginese, ebrea e moresca in Spagna (non l’ho visto commentare sul Portogallo quindi non posso dire nulla) additando qualsiasi admixture africana (la più alta in Europa dopo il Portogallo) a tempi remoti e preistorici cosa che invece qualsiasi studio genetico fatto da ricercatori seri sembra invece dimostrare il contrario. Nello stesso blog però dipingeva gli agrigentini come discendenti dei fenici commentando lo studio di Sarno et al. Al che gli ho fatto notare che probabilmente la posizione intermedia di Agrigento tra la Grecia continentale e il Libano è dovuto invece al fatto che la cittadina fu una grossa colonia cretese i quali portano, insieme agli altri greci delle isole egee Cipro e Rodi in primis (si può guardare questo in Paschou et al.), input levantini più alti dei greci continentali anche perché Akragas fu si espugnata dall’esercito cartaginese ma riconquistata immediatamente dai sicelioti. Voglio dire, facile negare qualsiasi commistione esotica scomoda del proprio paese ma inventarne invece in altre zone. Anche perché presso molti iberici dei forum antropologici e dei blog genetici sembra una prassi negare qualsiasi intrusione di sangue fenicio-cartaginese, ebreo e saraceno ed usare l’Italia meridionale come capro espiatorio. Cosa ne pensi in merito?

    • Darius
      ottobre 17, 2015

      Se si riferisce al paper “An Ancient Mediterranean…” di Sarno et al. (2014) ho un paio osservazioni da fare.
      1) Come altri, penso che gli studi che utilizzano solo aplogruppi parentali vadano considerati con una certa cautela. Per conoscere meglio una popolazione ci vorrebbe qualche analisi autosomale.

      2) Nella ricerca di Sarno et al usano campioni di circa 40 individui, anche per Agrigento. Questi piccoli campioni hanno un senso per rendere il quadro generale che credo sia lo scopo dello studio. Però per valutare una singola località penso siano pochi e ci sono molti aplogruppi a basse percentuali. Ho dato un’occhiata veloce ai YDNA e mtDNA di Agrigento e non ho notato differenze rilevanti rispetto ad altre località esaminate tranne una percentuale più alta di J1 che può avere diverse spiegazioni.
      La città di Agrigento è di origine greca e fu importante e dalla storia è tormentata. Però se non vedo delle altre prove non ho ragione di ritenere che la popolazione sia significativamente diversa da quella di altre aree della Sicilia viste le conclusioni del paper.
      Risultati descritti nello studio: Similarly to Y-chromosome, mtDNA does not reveal any kind of population sub-structure both within Sicily (East vs. West Sicily) …

    • Benassi
      ottobre 18, 2015

      Esattamente, ho notato solo una percentuale più alta di J1 e una subclade strana di E1b1b1 ma quello studio tuttavia mostra una forte correlazione tra tutte le località studiate nell’insieme sia per i rami paterni che per quelli materni. Ho fatto una comparazione tra gli aplogruppi di Creta e quelli di Agrigento ed anche l’isola greca ha un’alta percentuale di J1, ora, vedendo che Sarno ha datato il J1 siciliano, calabrese, lucano e salentino come risalente più o meno nell’ultimo periodo dell’età del bronzo potrei pure pensare che sia arrivato tramite colonizzazione cretese o appunto durante il periodo del collasso dell’età della stessa età con forti movimenti migratori dal vicino oriente verso il mediterraneo centro-occidentale. Parlando di autosomi, che è più importante secondo me: ho visto i risultati di alcuni miei conoscenti dell’agrigentino e non ho notato particolari esoticità rispetto ad altre popolazioni siciliane e meridionali. In Oracle hanno Est Sicilia al primo posto (e qui si spiega anche la correlazione della colonizzazione greca in ambedue i territori) ma hanno subito dopo Ovest Sicilia, Sud Italia e Abruzzo su Eurogenes. Per cui non ho motivo di credere a una discendenza fenicia che non è esistita d’altronde. Forse si potrebbe trovare del DNA punico in certe zone della Sardegna costiera e verso Marsala dove sorgeva Mozia. Comunque bello il giochino degli iberici di questi ambienti: negare e minimizzare le loro influenze esotiche (mi pare che prima di Roma buona parte dell’Iberia era sotto il dominio fenicio di Cartagine e Cadice e Cartagena sono tra le più antiche colonie fenicie del Mediterraneo) e rendere più esotici i posti altrui. Continua così Darius ti seguo sempre con grande piacere.

  2. Benassi
    ottobre 18, 2015

    Qui c’è un’analisi autosomica degli italiani, gli unici che non fanno parte del mega-plot italiano (col classico gradiente nord-sud) sono i sardi perché isolati dal resto d’Italia. Ma nella grande mappa non ci sono sovrapposizioni genetiche tra il macrogruppo meridionale in verde e le popolazioni del vicino oriente.

    http://italianthro.blogspot.it/2012/10/population-structure-within-italy.html

  3. Benassi
    ottobre 22, 2015

    Darius a proposito di Italia Meridionale, vorrei sapere la tua opinione su questo studio:

    http://www.focus.it/ambiente/ecologia/dna-greco-nei-siciliani-arriva-dalla-migrazione-dall-isola-di-eubea

    A quanto pare sembra che la colonizzazione greca in Magna Grecia non sia stata così intensa come si credeva ma solo uno spostamento di poche migliaia di persone. Hai letto lo studio completo?

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 5, 2015 da con tag , , , , .

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