Sol Invictus

Sotto il Sole

Alcuni tratti genetici degli abitanti della penisola iberica

Aggiornato il 20/06/2016

A common genetic origin for early farmers from Mediterranean Cardial and Central European LBK cultures – Iñigo Olalde et al. – 2015 – doi: 10.1093/molbev/msv181 – link

Questo studio uscito a metà 2015 esamina le affinità genetiche delle prime migrazioni di agricoltori del Neolitico e i ricercatori hanno analizzato 6 individui con datazioni certe comprese fra il 5470 a.C. e il 5220 a.C. provenienti da alcuni siti di cultura cardiale iberica. Di uno dei sei, CB13, una femmina del sito di Cova Bonica presso Barcellona, è stato generato l’intero genoma.
CB13 ha alleli derivati per SLC24A5 e appare eterozigote per SLC45A2, ambedue associati a pelle chiara neglli europei. Nonostante alcune incertezze è probabile che l’individuo avesse capelli scuri secondo Hirisplex pigmentation prediction. Non è stato possibile determinare il colore degli occhi. CB13 ha la variante ancestrale associata all’incapacità di digerire il latte da adulta tipica dei neolitici. [Da alcuni studi diversi cacciatori-raccoglitori mesolitici europei, denominati WHG, invece risultano avere avuto alleli per pelle più scura e occhi chiari come l’individuo WHG di La Brana 1 in Spagna nordoccidentale datato anche lui a 7000 anni fa e quello di Loschbour .(4)]
L’esame rivela che CB13 è simile geneticamente ad altri agricoltori neolitici esaminati e vicino ai sud europei attuali e in particolare ai sardi seguiti dai baschi. I ricercatori affermano che questo mostra che i sardi e i baschi hanno preservato più di altre popolazioni la componente genetica appartenente a questi primi neolitici.
Parte della componente ancestrale materna di CB13 risulta di origine WHG (mesolitica).
I ricercatori hanno voluto esaminare se la componente WHG di CB13 è più simile ai WHG iberici come uno potrebbe sospettare o a quelli di qualche altra regione europea. Hanno visto che CB13 è più vicino all’individuo KO1 trovato in Ungheria che all’individuo di La Brana che pure è geograficamente più vicino. I ricercatori hanno concluso che sia la gente della cultura della ceramica lineare (LBK) che quelli della impressa e cardiale originarono dalla stessa metapopolazione balcanica relativamente omogenea percorrendo due strade diverse, danubiana verso il centro Europa la prima e costiera verso la penisola iberica la seconda, diffondendosi nel continente europeo. La componente WHG generalmente riscontrata nei primi neolitici risulta essere simile a quella est-europea e quindi la fusione con la componente definita “basale” si ebbe forse nei Balcani, più probabilmente nella regione intorno al Bosforo che pare avesse precedentemente una buona popolazione mesolitica oppure in altra regione. L’esame del individuo di Barcin in Turchia occidentale ha rivelato la componente WHG (2 commenti e 3).
Da quanto si dice altrove e nei commenti si pensa che altro elemento WHG arrivò in Spagna successivamente portato probabilmente da popolazioni settentrionali dal medio Neolitico in poi e giunse nella penisola iberica anche un elemento “caucasico” che risulta praticamente assente nei baschi. La lingua basca è non-indoeuropea e di origine sconosciuta, ma a questo punto qualcuno la ritiene neolitica .

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Ancient genomes link early farmers from Atapuerca in Spain to modern-day Basques – Torsten Günther et al. – 2015 – Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America PNAS.org – doi: 10.1073/pnas.1509851112 – link

Il documento uscito nella seconda metà del 2015 riguarda l’analisi del genoma estratto dai resti di 8 individui, 4 maschi e 4 femmine, datati a 5500 e i 3500 anni fa, rinvenuti nella caverna di El Portalón nella Sierra de Atapuerca Spagna (la sierra si trova nella provincia di Burgos, Castiglia León e non lontano dai Paesi Baschi). I ricercatori mostrano che gli individui emersero dallo stesso pool genetico ancestrale dei primi agricoltori neolitici il che supporta l’idea che in Eurasia occidentale l’agricoltura si diffuse soprattutto per diffusione demica (9). Col tempo i primi agricoltori neolitici si mescolarono con i cacciatori-raccoglitori WHG locali e in particolare la popolazione a cui appartengono quelli di El Portalón si fuse con i WHG sudoccidentali presenti nella penisola iberica. Infatti gli individui esaminati rivelano come fonte ancestrale di mescolamento WHG aggiuntivo i mesolitici di La Brana e di Loschbour (Lussemburgo). Nei supplementi a pag.23 si afferma che comunque la maggior parte della componente mesolitica sembra simile a quella dei mesolitici dell’Europa centrale (Loschbour e KO1) e non al più vicino La Brana. La percentuale di WHG aumentò nel corso di due millenni. Gli individui calcolitici di El Portalón mostrano maggiore vicinanza genetica ai baschi moderni e poi ai sardi mentre gli altri primi agricoltori europei mostrano l’opposto (9) così come l’individuo iberico di circa 7000 anni fa del paper citato sopra (vedere 1).
Secondo il paper gli agricoltori raggiunsero prima le coste mediterranee della penisola iberica 7640-7550 anni fa poi le regioni interne iberiche 7350-7250 anni fa e la costa della Cantabria 7300-6800 anni fa (costa settentrionale della Spagna). IL DNA mitocondriale degli otto individui è sia di tipi associati ai WHG che ai neolitici. Si afferma la stessa cosa per per i due YDNA ottenuti, H2 e I2a2a (9). A pagina 20 si danno le percentuali di admixture di WHG in 4 agricoltori europei e i valori variano dal 20% al 32%. Uno degli otto di questo paper è ATP2 di 4700 anni fa e ha il 28%.

A questo punto ci si chiede dove i baschi abbiano preso l’aplogruppo Y percentualmente maggioritario R1b che non risulta tipico dei primi agricoltori e come si sia diffusa fra loro la lattasi persistenza che secondo una ricerca era già al 27% nell’area del Paesi Baschi 5000 anni fa (post).

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Gene flow from North Africa contributes to differential human genetic diversity in southern Europe – Laura R. Botigué et al. – 2013 – Proceedings of the National Academy of Sciences Online – PNAS.org – doi:10.1073/pnas.1306223110

Questo paper del 2013 afferma che praticamente tutti gli iberici non-baschi hanno una quantità non trascurabile di componente genetica nordafricana (5). Nella figura 1 vengono presentati grafici con diversi numeri di componenti e quelli k=5 e K=6 mostrano in arancio-marrone la componente nordafricana che arriva a circa il 10% utilizzando 6 componenti contro qualche punto percentuale per il sudest Europa. Osservo che forse a giudicare da K=5 la parte più propriamente geneticamente nordafricana mi sembra essere mediamente circa il 5% per la Spagna, se interpreto la componente tipicamente tunisina che appare con K=6 come includente una “remota” componente dal MO poi passata alla Spagna grazie ad influssi tunisini. Questo risulta anche da altro grafico del 2011 (7). Una parte della componente nordafricana sarebbe arrivata con i musulmani durante il Medioevo come risulta dalle stime cronologiche (da 300 anni fa e precedentemente). Qualche commentatore pensa che lo spostamento di nordafricani nelle zone di confine durante l’occupazione della penisola iberica potrebbe spiegare i valori Galizia che sono pari a quelli in Andalusia non rispettando un gradiente sud-nord (6). Una fonte stima che intorno al 1100 d.C. quasi l’80% della popolazione iberica fosse musulmana grazie a mescolamenti e conversioni il che non è poi tanto strano se si considera che gran parte della Spagna fu controllata dagli islamici per oltre 400 anni (6). I portoghesi appaiono mediamente non molto diversi da parte degli spagnoli per la componente nordafricana (vedere f. 1 e 2) che sembra essere praticamente assente nei baschi e direi ai minimi termini pure negli italiani stando al grafico. I risultati della ricerca escludono un modello alternativo di flussi dal MO in Nordafrica ed Europa che spieghino le componente genetica in comune.
Il paper osserva che l’inclusione della componente nordafricana riduce a meno dell’1% la componente subsahariana nei paesi europei il che indicherebbe che una buona fetta di questa pur minima componente presente in Spagna è arrivata portata dai nordafricani. La subsahariana trovata in questo studio correla bene con la componente nordafricana quindi probabilmente è arrivata in Spagna e altrove soprattutto con l’invasione islamica (5 e 6 commenti). L’unica regione spagnola che continua a presentarla in maniera separata e visibile nel grafico sono le Canarie.
La componente europea è presente in Nordafrica con percentuali dal 4% al 16% con forti variazioni fra le popolazioni ed è assente nella maggior parte dei magrebini tunisini e del Sahara occidentale (5).

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Aggiornamento del 20/06/2016
Uno studio sull’Andalusia orientale e occidentale:
Early Holocenic and Historic mtDNA African Signatures in the Iberian Peninsula: The Andalusian Region as a Paradigm – Candela L. Hernández et al. – Published: October 28, 2015 – DOI: 10.1371/journal.pone.0139784

Dalla discussione:
I recenti picchi migratori identificati dalla FA (Frequency Analysis) degli aplogruppi U6 e L possono essere associati rispettivamente al dominio islamico dell’Iberia e al periodo della tratta degli schiavi.
La HVS-IFA (Hypervariable Segment Frequency Analysis) attribuisce una proporzione comparativamente più bassa di queste sequenze all’introduzione recente in Iberia rispetto a quella postglaciale, con 1/3 e 2/3 rispettivamente.
Però l’analisi fatta da un’altra ricerca sulla filogenia delle sequenze di L osservate in Iberia e il resto d’Europa indica che il 65% è stato introdotto recentemente (periodo romano, espansione islamica e tratta atlantica degli schiavi) e il 35% in periodi più antichi, forse anche 11.000 anni fa.
La FA di U6 basata sulla sequenza completa, mostrante una risoluzione più alta dei mitogenomi completi, è d’accordo più con questi risultati attribuendo un 50% rispettivamente a ambedue i periodi.
L’aspettativa basata sugli avvenimenti storici di una più alta proporzione di linee U6 nuove introdotte in Andalusia è stata confermata con il 70% di esse introdotte più recentemente e il 30% più anticamente.

 

  1. A common genetic origin for early farmers from Mediterranean Cardial and Central European LBK cultures – Iñigo Olalde et al. – 2015 – doi: 10.1093/molbev/msv181 – link
  2. Spaniards Are the Descendants of the First Farmers – Razib Khan – September 3, 2015 – link
  3. First look at an ancient genome from Neolithic Anatolia – June 22, 2015 Eurogenes Blog – link
  4. Brown-skinned, blue-eyed, Y-haplogroup C-bearing European hunter-gatherer from Spain (Olalde et al. 2014) – January 26, 2014 – Dienekes Pontikos – link
  5. Gene flow from North Africa contributes to differential human genetic diversity in southern Europe – Laura R. Botigué et al. – 2013 – Proceedings of the National Academy of Sciences Online – PNAS.org – doi: 10.1073/pnas.1306223110
  6. All Non-Basque Spaniards Do Have Moorish Admixture – Razib khan – The Unz Review: An Alternative Media Selection – unz.com – link
  7. First assessment of 1000 Genomes Iberian Spanish (IBS) sub-populations – Dienekes Pontikos – December 16, 2011 – link
  8. Relatedness among Basques, Portuguese, Spaniards, and Algerians studied by HLA allelic frequencies and haplotypes. – Arnaiz-Villena A. et al. – PubMed.gov – Immunogenetics. 1997;47(1):37-43. – link
  9. Ancient genomes link early farmers from Atapuerca in Spain to modern-day Basques – Torsten Günther et al. – 2015 – Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America PNAS.org – doi: 10.1073/pnas.1509851112 – link

2 commenti su “Alcuni tratti genetici degli abitanti della penisola iberica

  1. Benassi
    settembre 10, 2015

    Solitamente i portoghesi hanno più geni magrebini e sub-sahariani degli spagnoli.

  2. Benassi
    ottobre 18, 2015

    A proposito, la più alta percentuale di geni nordafricani in Spagna occidentale (loro a differenza dell’Italia hanno il gradiente genetico Est-Ovest noi Nord-Sud) pare sia dovuto alla dispersione e deportazione dei moriscos che intaccò maggiormente la parte montana occidentale e non i territori orientali (penso ai Pirenei e ai monti della Castiglia).

    Un estudio de 2008 sobre el cromosoma Y de 1.140 individuos de la península Ibérica y las Islas Baleares concluye que el 10% coincide con la población del norte de África y el 20 con la del Mediterráneo oriental, rasgo este último que puede atribuirse a un gran conjunto de poblaciones, desde los judíos sefarditas hasta los que las fuentes medievales andalusíes denominaban como sirios o incluso movimientos de población más antiguos, como los protagonizadas por los fenicios. En este estudio elaborado por la Universitat Pompeu Fabra de Barcelona y la Universidad de Leicester (Reino Unido) se concluye que a nivel nacional, Castilla y La Mancha es la comunidad autónoma con menos características genéticas propias de la población del norte de África mientras que Galicia y Baleares lideran este particular ranquin. Los marcadores genéticos permiten situar a partir del siglo VIII la inclusión de determinados linajes norteafricanos, y detectan una mayor presencia de los mismos en la mitad occidental de la península (León, Salamanca o Zamora) que en la oriental (Granada), lo que puede interpretarse como una consecuencia de la dispersión de los moriscos tras la revuelta de las Alpujarras de 1568.

    https://es.wikipedia.org/wiki/Etnograf%C3%ADa_de_Espa%C3%B1a#Huellas_gen.C3.A9ticas_medievales

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 7, 2015 da con tag , , , , , , , .

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