Sol Invictus

Sotto il Sole

Manipolando lo sguardo e il battito cardiaco cambiano le scelte morali

In uno studio del 2003 si era visto che, nel decidere sulla piacevolezza dei visi mostrati, i partecipanti ad un esperimento avevano inizialmente fissato con lo sguardo una coppia di facce per periodi di tempo paragonabili, poi lo sguardo era stato rivolto sempre più verso quella che avrebbero finito col scegliere. Si era visto che lo stesso succedeva anche per oggetti astratti e che la manipolazione della durata degli sguardi aveva alterato le preferenze. Lo studio aveva suggerito che lo sguardo contribuisce attivamente ad un feedback loop positivo con le preferenze che termina con la scelta cosciente di un viso od oggetto.

1) Più recentemente dei ricercatori hanno voluto vedere se oltre alla possibilità di manipolare scelte estetiche esistesse anche un legame fra sguardo e scelte morali e se fosse possibile influenzarle. 20 studenti dotati di sensore di movimenti oculari di cui non conoscevano lo scopo vero hanno dovuto rispondere a domande di carattere morale scegliendo poi fra due risposte che venivano presentate sullo schermo di un computer. A loro era stato detto diversamente per fuorviarli, ma i ricercatori tenevano conto del tempo che i partecipanti passavano ad osservare l’una o l’altra risposta. Quando le avevano osservate per almeno 750 ms l’una e 250 ms l’altra chiedevano una decisione immediata. In questo esperimento è stato confermato quanto osservato nel primo studio menzionato cioè la scelta era a favore della risposta osservata liberamente più a lungo col 59,6% di probabilità.
Nel secondo esperimento i ricercatori hanno scelto prime dei test una delle due risposte e imposto al soggetto di prendere una decisione quando i tempi in ms citati prima favorivano la risposta selezionata come bersaglio. Il risultato è stato che sono riusciti a pilotare un maggior numero di risposte verso di essa in maniera statisticamente significativa col 58,2% di preferenze. La probabilità di scelta a favore aumentava se la guardavano più a lungo e se era quella a cui stavano guardando al momento della decisione.
Un terzo esperimento è servito a confermare che vi era stato un’effettiva interruzione del processo decisionale in corso e che i risultati non erano dovuti a disinteresse o non comprensione delle domande da parte dei soggetti.
Tutto ciò indica che manipolando il momento della decisione è possibile influenzare il giudizio delle persone anche per questioni importanti.

2) Un altro paper descrive un esperimento in cui si esamina l’efficacia nel modellare il processo decisionale morale da parte dell’Attention Drift-Diffusion Model (ADDM) con e senza prendere in considerazione lo sguardo dei soggetti. Il DDM è in effetti di un modello statistico analogo al Random Walk. Viene confermato che c’è un netto miglioramento delle versioni del modello se s’include lo sguardo.

3) Durnte una ricerca a 86 studenti giunti ad un laboratorio di psicologia (chissà perché) è stato chiesto di testare un equipaggiamento per il monitoraggio del cuore e mentre ascoltavano un falso battito cardiaco tramite delle cuffie che poteva essere di 60 o 96 battiti al minuto – è stato chiesto loro se volevano partecipare ad un altro esperimento comprendente una lettura su una questione morale con la scusa di voler sfruttare meglio la loro disponibilità. 40 degli studenti che ascoltavano il battito accelerato hanno deciso di partecipare contro solo 17 degli altri.
In un secondo esperimento della ricerca a 65 studenti con l’equipaggiamento finto per monitorare il cuore è stato chiesto di partecipare ad un gioco di condivisione, ripartizione di denaro con altri giocatori. Il risultato è stato che quelli che ascoltavano il cuore accelerato hanno mentito meno (31%) di quelli con il battito “normale” (58%). Quelli che si erano insospettiti sono stati scartati, ma erano in linea con gli altri per quanto riguarda i risultati.
I risultati mostrano l’effetto di feedback somatici, in questo caso falsi, possono alterare le scelte morali. Ulteriori test hanno rivelato che le persone più coscienti/riflessive non erano influenzate dal battito cardiaco. Così come non lo erano le persone a cui veniva detto che il gioco di condivisione di denaro era decisionale a differenza di quelle a cui veniva detto che era basato sull’intuizione. Quest’ultimo risultato può essere controintuitivo perché mostra che almeno in alcune circostanze il pensare deliberatamente rende meno morali.

Biasing moral decisions by exploiting the dynamics of eye gaze- Philip Pärnamets et al. – doi: 10.1073/pnas.1415250112

Psychologists can influence people’s moral choices by tracking their gaze – 13 April 2015 – The British Psychological Society – digest.bps.org.uk

Modelling moral choice as a diffusion processdependent on visual fixations – Philip Pärnamets Daniel C. Richardson, Christian Balkenius – 2014 – Lund University Cognitive Science, Lund University, Kungshuset, Lundagård, 222 22, Lund, Sweden – Link

People make more moral decisions when they think their heart is racing – The British Psychological Society – 9 July 2015 – digest.bps.org.uk/

Gu J, Zhong CB, and Page-Gould E (2012). Listen to Your Heart: When False Somatic Feedback Shapes Moral Behavior. Journal of experimental psychology. General PMID: 22889162

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 10, 2015 da con tag , , , .

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