Sol Invictus

Sotto il Sole

La coscienza ha meno controllo di quanto si credesse, secondo una nuova teoria

Aggiornato 01/10/2016
La coscienza non è così potente e importante secondo la Passive Frame Theory sviluppata per più di un decennio da ricercatori psicologi della San Francisco State University. Invece che essere una forza che esercita un controllo attivo essa svolgerebbe la funzione di interprete e di condotto passivo presentando le informazioni e permettendo la comunicazione fra le diverse parti del cervello (1, 2). Le decisioni che percepiamo come frutto della nostra coscienza sono già state prese subconsciamente.

La coscienza semplicemente trasmette le informazioni per le azioni volontarie che coinvolgono il sistema muscolo-scheletrico. Sarebbe un sistema evolutosi anticamente per sviluppare azioni che richiedono esecuzioni rapide di movimenti, per esempio durante una caccia. Il ricercatore la paragona ad internet che di per sé non fa niente tranne mettere in comunicazione computer, server ed altro (1 e 2). Credo che in questa interpretazione ciò che chiamiamo coscienza si possa considerare una registrazione delle cose decise precedentemente dal cervello.
Tutto ciò è controintuitivo come  lo è anche che  per questa teoria è sbagliato ritenere che un pensiero porti ad uno successivo (1,2). Suppongo che ciò voglia dire che tutto è già elaborato e la sequenza che attribuiamo è semplicemente una ricostruzione delle decisioni prese.

Secondo il filosofo Daniel Dennett quello che consideriamo coscienza è semplicemente il processo risultato vincente e dominante dal confronto avvenuto fra i diversi sottosistemi cerebrali (3 video). Non è qualcosa di superiore separato dal resto del cervello (3). Tutto ciò spiegherebbe perché si hanno pensieri e impulsi che avvengono spontaneamente senza avere attinenza con quello che si sta facendo o pensando. Un esempio dato è quando all’angolo di una strada una persona improvvisamente si mette a pensare a cosa succederebbe se spingesse una persona sotto un veicolo che si avvicina (3). L’azione fisica non avviene perché il cervello (sano) ha già scartato l’idea, ma il pensiero risulta esserci stato.

Si osserva che questa idea di coscienza passiva è una teoria meno radicale dell’epifenomenismo (3). Il rapporto fra coscienza e processi mentali c’è, ma è passivo ed essa non ha uno scopo. Immagino che se questo fosse vero allora si potrebbe dedurre che il livello di coscienza dipenda dalle capacità funzionali del cervello, e quindi potrebbe essere correlato all’intelligenza o alcuni aspetti di essa. Mi è venuto in mente che questo sarebbe in contraddizione con alcuni studi fatti in passato che mostravano una certa correlazione negativa fra coscienziosità e QI, cosa di per sé strana a pensarci bene. Però un recente studio (5) ha ribaltato i risultati mostrando una correlazione pari a zero o positiva fra coscienziosità e QI attribuendo i risultati degli studi precedenti ad errori vari che distorcevano i campioni di persone.

Altra osservazione è che la Passive Frame Theory non contempla il libero arbitrio (2 e 4) però trovo interessante che ciò dipende dalla definizione che si dà. Una spiegazione compatibile con la PFT c’è in questo video (4) in cui Dennett lo definisce come la capacità di prevedere i futuri probabili che pensiamo possano accadere in modo da potere prendere provvedimenti in modo che avvenga ciò che conviene. Il filosofo sottolinea che il fatto che una cosa sia determinata non vuol dire che sia inevitabile. Occorre aver un approccio biologico non fisico. Dice che l’evoluzione biologica avvenuta nel corso d miliardi di anni si può vedere come l’evoluzione dell’evitare conseguenze indesiderate come essere mangiati, morire di fame, ecc. Una selezione che favorisce chi evita meglio le conseguenze negative, abilità che viene interpretata come libero arbitrio?
Nel video (4) sul libero arbitrio Dennett termina con un breve accenno al fatto che bisogna liberarsi del concetto di colpa, peccato, responsabilità – che nella PFT ha poco senso. Non credo che voglia dire che non ci debbano essere punizioni o prezzi da pagare nella vita di tutti i giorni.

Aggiornamento 01/10/2016
In un esperimento a dei soggetti è stato chiesto di predire quale di 5 cerchi bianchi mostrati sarebbe rapidamente cambiato diventando rosso. Avrebbero dovuto riportare di avere indovinato correttamente un quinto delle volte in base alle probabilità, e questo in effetti avveniva se veniva dato loro un tempo per pensare che si avvicinava al secondo d’orologio, ma se il tempo era sensibilmente minore riportavano ai ricercatori di avere indovinato più del 20% delle volte (6).
Secondo l’interpretazione data, ciò vuol dire che non stavano mentendo per compiacere i ricercatori, ma che nella loro mente l’ordine degli eventi veniva invertito: percepivano subconsciamente il colore rosso prima di indovinare quale cerchio sarebbe diventato rosso. Col passare del tempo si correggevano. Quindi la coscienza della scelta viene costruita dopo che agiamo anche quando pensiamo che sia la causa del nostro comportamento, dicono i ricercatori. Anche altre ricerche suggeriscono che le nostre decisioni appaiono più controllate dalla coscienza di quanto lo siano effettivamente e la coscienza sembra essere più che altro un’illusione. Ci si domanda quale impatto questo effetto abbia sulla vita reale di tutti i giorni e il libero arbitrio (6).

  1. Consciousness has less control than believed, according to new theory – June 23, 2015   – news.sfsu.edu
  2. “Passive Frame Theory” Argues Consciousness Does Not Control Man’s Actions – Hibz Yousrina – June 26 2015 – news.islandcrisis.net
  3. Passive Frame Theory, a new theory on consciousness, is pretty explicit that there’s no free will – – rebrn.com
  4. In light of the Passive Frame Theory, here’s a debate between Daniel Dennett and Robert Wright over epiphenomenalism and what follows from it – rebrn.com
  5. How are conscientiousness and cognitive ability related to one another? A re-examination of the intelligence compensation hypothesis – Aja L. Murray et al. – doi:10.1016/j.paid.2014.06.014 link a PDF
  6. Research suggests the conscious experience of choice may be constructed after we act – May 3, 2016 – by Bill Hathaway – medicalxpress.com – Link –  paper desritto: A. Bear et al. A Simple Task Uncovers a Postdictive Illusion of Choice, Psychological Science (2016). DOI:10.1177/0956797616641943 

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 5, 2015 da con tag , , , , .

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