Sol Invictus

Sotto il Sole

Genomica delle popolazioni eurasiatiche dell’età del bronzo

Un nuovo studio è stato pubblicato di recente riguardante i genomi di 101 eurasiatici che ricostruisce il panorama genetico dell’età del bronzo (Allentoft et al., 1). Aggiunge molte informazioni al quadro generale con il quale si cerca di risalire all’origine e diffusione delle lingue indoeuropee. Risultato? Direi che i pareri dei commentatori sono cambiati poco rispetto a prima. Come dice qualcuno, tocca attendere ricerche future e campionamenti di altri antichi individui soprattutto del Medio Oriente (MO) per chiarire molte cose. Mi limiterò a riassumere alcuni fatti discussi in più blog che sembrano abbastanza condivisi. Per il resto potete andare alle fonti.

Occhi chiari – Dagli individui Yamnaya esaminati si è concluso che la popolazione delle steppe pontiche aveva gli occhi prevalentemente castani dovuti alla bassa frequenza dell’allele derivato Herc2 per occhi blu, come risultante anche da qualche altro studio. Addirittura la frequenza sarebbe stata maggiore più ad est, in Asia, che nelle steppe (2). Visto che i primi agricoltori neolitici europei EEF erano anche loro prevalentemente castani e probabilmente anche i mediorientali di allora, rimane che gli occhi blu si devono probabilmente soprattutto alle componenti mesolitica derivata dal cacciatori raccoglitori europei “occidentali” e “scandinavi” WHG e SHG che non parlavano indoeuropeo o comunque alla popolazione mista WHG-EEF pre-IE che abitava l’Europa centro-settentrionale. Fra l’altro i SHG avevano un elevata frequenza di SLC45A2 allele per la pelle chiara (2 commenti).

La cultura di Afanasievo negli Altai risulta derivata dalle steppe.

Aplogruppo maschile R1b – I risultati confermano che la cultura Yamanya era piena di aplogruppo R1b e a questo punto si pensa che l’R1a che oggi domina l’Europa orientale in realtà sia di origine un poco più occidentale, dall’area CW; c’è chi addirittura azzarda che non sarebbe sorpreso se un giorno si trovassero individui R1a della cultura Cucuteni-Trypillian anche se al momento ciò appare improbabile e si pensa che venga da più a nord. Comunque sia, hanno destato sorpresa gli individui della cultura Sintashta, non lontano da Andronovo, forse un migliaio di chilometri a nordest del Mar Caspio, che risultano avere una componente genetica di agricoltori neolitici europei EEF e quindi probabilmente derivarono da una migrazione vero oriente a partire dall’area Corded Ware,CW, secondo i ricercatori (oppure altri ipotizzano che è possibile che provenissero dalla cultura Cucuteni-Trypillian). Infatti avrebbero introdotte nell’area l’aplogruppo R1a (2 e 3, comm.). Secondo un commentatore i campioni di Sintashta sono risultati simili ai baltici nelle analisi e avrebbero una più alta frequenza di occhi blu, ulteriore indicazioni di un arrivo da occidente (2 comm.). Viene osservato che uno spostamento di questa entità è reso possibile o comunque molto più facile da cavalli e carri, come per Afansievo.

Rilevante il fatto che è stato trovato R1b in CW che ora presenta come prima soprattutto R1a, con R1 e R1b (2, comm.). Alcuni Bell Beaker (BB), cultura del vaso campaniforme, esaminati sono risultati anch’essi R1b, fra questi un paio di R1b -U152, e provengono da un’area a nord dell’Austria (figura 1). C’è chi ora accetta apertamente un’affinità fra CW e BB (2 commenti e vedere 4).

È stata riscontrata una modesta frequenza di lattasi persistenza nelle steppe anche se la LP continua ad apparire più un carattere euro-occidentale o centrale a giudicare anche da altri studi e a memoria ricordo che c’è chi ipotizza che fosse più alta nelle regioni atlantiche. Inoltre si propende per una selezione positiva nei millenni successivi in centro-nord Europa per raggiungere gli attuali livelli nei nord-europei etnici (2 e 3).

Segnalo un post che esprime pareri non a favore di un’origine dalle steppe della maggior parte delle lingue IE tranne forse per alcune come quelle baltiche e slave (5) e si ipotizza che gli Yamnaya parlassero uralico originariamente; quindi una risposta (6) in cui si osserva un’assenza della componente siberiana negli Yamnaya invece presente nelle popolazioni linguisticamente uraliche attuali come gli Estoni.

  1. Population genomics of Bronze Age Eurasia – Morten E. Allentoft et al. – Nature 522, 167–172 (11 June 2015) – doi:10.1038/nature14507
  2. Into, out of, and across the Eurasian steppe – June 13, 2015 – dienekes.blogspot.it
  3. 101 ancient Eurasian genomes (Allentoft et al. 2015) – Wednesday, June 10, 2015
  4. Beakers from Bavaria and Bohemia (Allentoft et al, 2015) – June 12, 2015 – bellbeakerblogger.blogspot.it
  5. Ancient DNA and the Indo-European Question – Posted on 2015/06/11 – by Paul Heggarty ( via Linear Population Model )
  6. Paul Heggarty: desperate or clueless? – June 18, 2015 – eurogenes.blogspot.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il giugno 21, 2015 da con tag , , , , , .

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: