Sol Invictus

Sotto il Sole

Prosopagnosia – 2ª parte

Solitamente nei prosopagnosici, che sono incapaci di riconoscere i volti, non vi sono delle grosse lesioni al cervello (che possono essere dovute a ictus, cancro, Alzheimer, ecc.). Spesso si tratta di prosopagnosia congenita severa che si stima affligga il 2-2,5% della popolazione statunitense par a 6-8miioni di persone. Per esempio è stata descritta una famiglia di 10 persone in cui i due i genitori e 7 degli otto figli (l’ottavo non è stato testato) avevano la malattia così come anche lo zio materno *. Un altro 3%, corrispondente a circa 9 milioni di americani, è considerato molto al di sotto dell’abilità media di riconoscere i volti (1). Sommando i due numeri si arriva al 5%, però non esiste veramente un limite perché da quel che so l’abilità forma uno spettro continuo che va dal non riconoscere le facce di persone viste anche frequentemente ai super riconoscitori di cui parlai l’altra volta.

Fino a tempi recenti la prosopagnosia era poco conosciuta e a volte misinterpretata da alcuni curanti che manifestavano anche incredulità stando ad alcuni aneddoti (1). Dopo le ricerche di alcuni anni fa che identificarono il problema nel mancato collegamento dei circuiti neurali predisposti (2 e 3), per la prima volta degli scienziati della Stanford University hanno mostrato che certe proprietà strutturali dalla materia bianca in zone precise differiscono da individuo a individuo e da queste differenze si può predire la malattia. Per arrivare a tale risultato degli scienziati hanno ottimizzato un nuovo software che mostra la direzione in cui l’acqua che normalmente si trova il cervello si diffonde nella materia bianca e così sono stati ricostruiti degli schemi, patterns, che permettono di predire l’abilità riconoscere facce. Per le persone con capacità di riconoscimento “normale” i cablaggi in queste aree sono correlati con l’abilità, ma negli adulti con prosopagnosia il cablaggio è diverso da quello dell’adulto tipico e correla con il deficit (4). Purtroppo non è stato possibile scendere nei particolari per vedere se la causa è il numero degli assoni, il loro spessore o altro. Ci vorranno ulteriori studi e altre tecniche in via di sperimentazione. I ricercatori vogliono studiare l’evoluzione della malattia nei bambini anche per trovare un modo per curarla.

Si pensa che sia possibile che la prosopagnosia abbia qualcosa in comune con la dislessia, un malattia simile in cui l’individuo ha difficoltà a leggere perché fatica riconoscere i caratteri (4). Il problema del riconoscimento può colpire altre categorie di oggetti simili. Le aree cerebrali che servono per il riconoscimento facciale e per riconoscere i luoghi sono situate una vicino all’altra e si può soffrire di agnosia topografica.  C’è chi non distingue le  auto e chi ha problemi tanto gravi da non riconoscere oggetti di uso quotidiano come cappelli e guanti (vedere il saggio: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello).

Il riconoscimento dei visi non comporta solo l’abilità visiva ma anche quella di richiamare memorie e sentimenti associati al viso e le persone con prosopagnosia almeno si rendono conto del loro problema e che dipende da come funziona il loro cervello. Questa è una differenza con la sindrome di Capgras nella quale i volti seppur riconosciuti non generano familiarità emotiva e le persone che ne soffrono non si rendono conto di avere un problema. Rimangono invece perfettamente convinte di essere normali e che c’è qualcosa di sinistro nelle persone che considerano dei sosia (1 e 3).
Al contrario esistono persone che provano molta familiarità per persone totalmente estranee che non hanno mai visto al punto da avere l’impulso costante di chiedere dove le hanno già incontrate. Questa malattia è stata chiamata iperfamiliarità (1). Il fatto è che il circuito del riconoscimento dei volti è diverso da quello che permette la familiarità e le diverse combinazioni finiscono col creare fra i tanti problemi anche situazioni socialmente imbarazzanti e comiche.

* Un articolo afferma che l’attore Brad Pitt è prosopagnosico (4).

  1. Face-Blind – Why are some of us terrible at recognizing faces? – By Oliver Sacks – 30, 2010 Issue  — newyorker.com/magazine/2010/08/30/face-blind
  2. The Wiring is Not Right: Congenital Prosopagnosia – Marlene Behrmann, Carnegie Mellon University
  3. Prosopagnosia, l’incapacità di riconoscere un volto – Andrea Piccoli – 10/09/2013  — italiasalute.it/copertina.asp?Articolo_id=10528
  4. Face blindness predicted by differences in the brain, scientists discover – February 2, 2015 – by Dan Stober  — medicalxpress.com/news/2015-02-differences-brain-scientists.html

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 28, 2015 da con tag , , , , .

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