Sol Invictus

Sotto il Sole

Ancora informazioni sul Toxoplasma gondii

Ho trovato altro materiale riguardante il Toxoplasma gondii e di seguito ho fatto un elenco delle cose più interessanti di un documento riassuntivo che ho usato come riferimento (1). Questo post è in un certo senso la continuazione di un altro scritto tempo fa. È bene ricordarsi che correlazione non vuol dire necessariamente causalità.

Come accennato precedentemente, il protozoo influisce in maniera più o meno subdola sulle personalità di persone e animali: per esempio sia le donne che gli uomini infetti tendono ad avere più sensi di colpa, ad essere più apprensivi, dubbiosi, insicuri. È stato proposto che il neuroticismo medio di una popolazione possa dipendere dal T. gondii. Un ricercatore ha analizzato i dati pubblicati sulle dimensioni culturali e personalità tipiche riguardanti più nazioni di ognuna delle quali si conosce la prevalenza dell’infezione da T. gondii nelle donne in età riproduttiva. Ha trovato che le nazioni con prevalenze più elevate erano anche quelle che tendevano ad essere più neurotiche. Ha riscontrato anche una positiva, ma debole correlazione fra la l’infezione da T.gondii e ruoli sessuali maschili e l’evitare situazioni d’incertezza. Escludendo le nazioni non-occidentali come Cina, Indonesia ecc. la correlazione è risultata molto più forte (2 e 3). Come osservato da più parti, ci si domanda quanto dello spirito di un popolo è in realtà espressione della cultura e intelligenza dei suoi parassiti. – (Forse mettendo insieme i dati riguardanti alcuni microbi con la frequenza di qualche gene come quello descritto in un precedente post si riesce spiegare molto del carattere nazionale e della cultura di un popolo.)

Per quanto riguarda la schizofrenia, ho già riferito di uno studio che calcola che il 21,4% dei casi diagnosticati è attribuibile al T. gondii. Negli schizofrenici con infezione latente la densità della materia grigia del cervello è significativamente ridotta in diverse parti del cervello. Si è visto che le madri con un alto titolo anticorpale per il protozoo hanno un rischio significativamente più alto per disturbi dello spettro schizofrenico (1).
Il T. gondii consiste di 3 genotipi principali denominati I, II,e III che differiscono per la virulenza e caratteristiche epidemiologiche. C’è l’evidenza che a causa di infezioni materne e prenatali ci sono seri rischi di schizofrenia nei figli adulti. Si è anche visto che i figli di madri infettate dal genotipo I avevano un rischio molto più alto di sviluppare la malattia rispetto ai figli delle donne del gruppo di controllo (1).
Il tasso anticorpale in 42 pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo era del 47, 62 per cento, molto più alto di quello di 100 persone sane esaminate che era del 19%; inoltre sono stati documentati casi di bambini con toxoplasmosi e OCD (1).

Negli studi si è evidenziato un legame con gli incidenti stradali i quali sono 2,65 volte più frequenti fra le persone con infezione latente. Cosa molto interessante, il dato appena menzionato pare nascondere un’altra verità: in uno studio si è visto che la probabilità di incidenti automobilistici in pazienti RhD-negativi infetti era più alto di 6 volte rispetto a quello delle persone RhD-positive (1). Nel complesso il fattore Rh sembra avere un effetto parzialmente protettivo nei confronti di alcune conseguenze dell’infezione da T.gondii.

In uno studio condotto su 1803 bambini nati nella Repubblica Ceca fra il 1996 e il 2004 fra i figli di madri sieropositive si trovò un rapporto di maschietti/totale di 0,60 contro i 0,52 dei figli di madri negative; inoltre la probabilità della nascita di un maschietto aumentava con l’aumentare del titolo anticorpale per T.gondii fino ad un valore di 0,72 per 111 madri infette, in pratica un rapporto di 260 maschietti ogni 100 femmine e si è proposto che ciò possa essere dovuto all’effetto immunosoppressivo del protozoo (1). Un articolo riporta che fra degli studenti di college quelli infetti  sono risultati più alti di 3 cm (4). È possibile che tutto questo incida sull’irrequietezza e bellicosità di una popolazione?
L’immunosoppressione potrebbe essere una spiegazione per quanto trovato da una ricerca del 1957, ma tutt’ora riportato negli articoli, secondo la quale l’84% delle madri di bambini Down esaminate sono risultate infette contro il 32% delle madri di bambini non-Down (5). Ammesso che i risultati siano ancora validi, mi domando se questo non spieghi in piccola parte l’aumento della probabilità di avere figli Down nelle donne più avanti con gli anni dato che risulta che con l’avanzare dell’età aumenta anche la probabilità di avere contratto l’infezione.

E’ stata trovata una correlazione significativa fra sieropositività a T. gondii e Alzheimer (1), però ho scovato uno studio interessante condotto su topi da laboratorio predisposti per l’Alzheimer in cui i topi infettati da T.gondii invecchiavano meglio di quelli non infetti e come i topi di controllo non modificati. Questo è stato attribuito ad un effetto antiinfiammatorio del protozoo installatosi nel cervello. I ricercatori sospettano che la correlazione trovata con l’Alzheimer esista perché i vecchi con la malattia mentale rimasti chiusi in casa con i loro gatti si infettano di più e quindi la causalità è inversa rispetto a quanto apparentemente intuibile. Non raccomandano di infettare i malati Alzheimer ovviamente, e non è detto che ciò che avviene nei topi avvenga anche negli umani, ma i risultati indicano una strada da seguire nella ricerca di una cura per la malattia mentale (6).

  1. Latent Toxoplasmosis and Human – A Dalimi, A Abdoli – PMCID: PMC3488815
  2. Study: Cat Parasite Affects Human Culture – m.livescience.com
  3. A Nation of Neurotics? Blame the Puppet Masters? : The Loom
  4. Toxoplasma: A Common Parasite that Affects Height, Personality, and Lots More – Posted by Teisha ⋅ May 15, 2014 – biology-bytes.com
  5. The role of toxoplasmosis in the mother in the development of mongolism in the child (in Czech). Českosl. Pediatr. – Hostomská, L., Jírovec, O., Horáčková, M., Hrubcová, M. (1957)
  6. It’s all in your head – Mar 27th 2012 – by L.R. – economist.com

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 21, 2015 da con tag , , , , , , , .

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