Sol Invictus

Sotto il Sole

Melting pot: esame della struttura genetica uniparentale delle popolazioni della Sicilia e Italia meridionale.

Analisi delle componenti principali basata sulle frequenze degli aplogruppi del cromosoma Y

Un’altra ricerca per esaminare la struttura genetica uniparentale delle regioni meridionali italiane (1). In realtà, questa ricerca non esamina tutto il Sud: infatti oltre a campioni da 5 province siciliane prende in considerazione Cosenza, Matera e Lecce tralasciando il Sud “settentrionale” come la Campania. Campobasso, come avviene talvolta anche per altre questioni, è accorpato al gruppo centro-nord. Però si sa che nella penisola c’è un sensibile gradiente genetico che varia approssimativamente da nordovest a sudest e quindi il concentrarsi solo sull’estremo meridione geografico ha un senso: è anche la parte della penisola che insieme alla Sicilia fu più interessata dalla colonizzazione greca. Inoltre credo che l’espressione “melting pot” sia leggermente fuorviante.

Sono state utilizzate le informazioni ottenute da oltre 300 cromosomi Y e oltre 300 DNA mitocondriali. I dati di 5 province (Agrigento, Catania, Ragusa-Siracusa, Matera, Lecce) provengono da una ricerca del 2013 svolta da alcuni degli stessi autori (2) mentre quelli delle restanti 3, Trapani, Enna e Cosenza, sono stati analizzati in questa ricerca.

I risultati hanno rivelato una notevole variabilità all’interno delle popolazioni e la mancanza di differenziazione strutturale significativa fra la Sicilia occidentale e orientale e fra l’isola e il resto dell’estremo Sud. Questo contrasta con quanto ottenuto altrove come in Di Gaetano et al. (2009) che per esempio aveva trovato una differenza fra la Sicilia occidentale e quella orientale attribuibile soprattutto alla colonizzazione greca che storicamente è stata molto intensa nella parte est. [In quello studio si stimò che circa il 37% dei cromosomi Y siciliani fossero di origine “greca” ed un 6% arrivati con influssi “nordafricani”, per esempio all’epoca dei fenici e dell’invasione “araba” (3). È bene tenere presente che la popolazione nordafricana è cambiata sensibilmente nel tempo, anche a causa dei contatti sub-sahariani e dei numerosi schiavi importati da quella regione, pare soprattutto dopo l’arabizzazione.] Nel documento oggetto di questo post gli autori dicono che non hanno rilevato differenze significative nemmeno dopo avere messo insieme i dati dei due studi (1) .
Ho indagato un poco guardando nelle tabelle quanti individui maschi sono risultati di aplogruppo I1-M253 che in altri due studi sono stati trovati in percentuale sensibilmente maggiore in Sicilia occidentale che in quella orientale e nel Meridione. Se ho letto bene, invece di un 8-10 %, in questo studio si ottiene nessun I1 e un solo un caso di I2 per la provincia di Trapani : una bella discrepanza forse dovuta al campione limitato ad una trentina di soggetti da quella provincia oppure erano esagerati i valori di I1 nei campioni di Trapani e della Sicilia occidentale dagli altri e due studi (3 e 4). Qual è la verità? Forse una via di mezzo.

Come visto altrove, secondo i ricercatori la popolazione dell’estremo Meridione e Sicilia si colloca in una posizione intermedia nel Mediterraneo con una tendenza a riflettere la composizione genetica del mediterraneo orientale e dei Balcani in particolare (figura S3), in accordo con il paper Di Gaetano et al. Le frequenze degli aplogruppi maschili delle regioni confrontate, italiane e mediterranee, mostrano un netto cline da nordovest verso sudest in Europa meridionale; unica eccezione Catania che per gli aplogruppi maschili tende a ricadere nel gruppo di Nordovest e forse anche in questo caso per una questione di campionamento. Nella figura 1 riportata sopra la scala dei valori va dai quadratini neri e più grandi ai bianchi negativi più grandi (1). La componente uniparentale femminile invece mostra una maggiore uniformità nella penisola e nel Mediterraneo questo era già stato rilevato altrove per quanto riguarda l’Italia (1, figura 3). Mentre le linee materne nell’insieme risultano molto antiche, anche preneolitiche, quelle paterne mostrano maggiormente segni di stratificazioni protostoriche e storiche (1 e 2).

Secondo i ricercatori a giudicare dal Y DNA il contributo nordafricano/berbero è marginale e mi pare di capire dell’ordine di alcuni percentuali dato che l’E-M81 di origine nordafricana è circa l’1,5%. Ho guardato nella tabella S2 di questo studio gli aplogruppi mitocondriali U6, M1 e L considerati di provenienza prevalentemente nordafricana e ho calcolato che sono circa il 2,5%.

La presenza dell’aplogruppo J1-M267 la cui presenza nel Mediterraneo è attribuita ad una diffusione dal MO, avrebbe anche potuto avere una provenienza dovuta ad arrivi più o meno diretti nordafricani o levantini del tempo dell’invasione araba, però per i tipi trovati in Sicilia e nel Sud è stata calcolata un’età di 3261 anni ± 1345 corrispondente alla fine dell’Età del Bronzo e quindi è possibile che siano arrivati almeno in parte molto tempo prima dell’invasione araba, con i fenici o prima e magari anche per via indiretta.

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  1. An Ancient Mediterranean Melting Pot: Investigating the Uniparental Genetic Structure and Population History of Sicily and Southern Italy – Stefania Sarno, Alessio Boattini, et al. – Published: April 30, 2014 – DOI: 10.1371/journal.pone.0096074
  2. Uniparental Markers in Italy Reveal a Sex-Biased Genetic Structure and Different Historical Strata – Alessio Boattini, Stefania Sarno et al. – Published: May 29, 2013 – DOI: 10.1371/journal.pone.0065441
  3. Differential Greek and northern African migrations to Sicily are supported by genetic evidence from the Y chromosome – Cornelia Di Gaetano et al. – European Journal of Human Genetics (2009) 17, 91–99; doi:10.1038/ejhg.2008.120; published online 6 August 2008
  4. Uniparental Markers of Contemporary Italian Population Reveals Details on Its Pre-Roman Heritage – Francesca Brisighelli – Published: December 10, 2012 – DOI: 10.1371/journal.pone.0050794

Image: Figure 1. Spatial Principal Component Analysis (sPCA) based on Y-chromosome haplogroups frequencies. The first two global components, sPC1 (a) and sPC2 (b), are depicted. source: (1)  DOI: 10.1371/journal.pone.0096074

5 commenti su “Melting pot: esame della struttura genetica uniparentale delle popolazioni della Sicilia e Italia meridionale.

  1. Dani Climent
    marzo 25, 2015

    Quindi l’impatto genetico di invasioni e stupri saraceni si può dire che è stato minimale giusto?Anche perché E-V12 ed E-V22 sembrano essere più antichi e presenti in altre zone del sud Europa e l’E-M81 (marcatore di tipo Berbero) ha una scarsissima diffusione. Per la cronaca, Di Gaetano et al calcolava circa un 5,5% di contributo genetico nordafricano, ma parlava di connessioni più antiche come come ha riportato questo studio.
    Molto interessante questo punto:

    “La presenza dell’aplogruppo J1-M267 la cui presenza ne l Mediterraneo è attribuita ad una diffusione dal MO, avrebbe anche potuto avere una provenienza dovuta ad arrivi più o meno diretti nordafricani o levantini del tempo dell’invasione araba, però per i tipi trovati in Sicilia e nel Sud è stata calcolata un’età di 3261 anni ± 1345 corrispondente alla fine dell’Età del Bronzo e quindi è possibile che siano arrivati almeno in parte molto tempo prima dell’invasione araba, con i fenici o prima, e magari anche per via indiretta.”

    Probabilmente la diffusione, della comunque scarsa percentuale, di una parte consistente del J1 è legata alla diffusione dei primi pastori semiti.

    • Darius
      marzo 25, 2015

      L’impatto genetico dell’invasione saracena sembra essere limitato a qualche punto percentuale secondo una stima che lessi alcuni anni fa. (Ricordo vagamente 1-2% per la Sicilia.)

      “Probabilmente la diffusione, della comunque scarsa percentuale, di una parte consistente del J1 è legata alla diffusione dei primi pastori semiti.”

      Dipende. http://www.eupedia.com/forum/threads/30868-j1-m267-not-p58-maps-anywhere

    • Darius
      marzo 26, 2015

      Ho corretto il dato di Di Gaetano usando quello dell’astratto.
      Grazie per il suggerimento.

  2. Vittorio Amato
    aprile 4, 2015

    Quindi secondo questo link, i nordafricani moderni sono differenti da quelli antichi per via della slave trade?correggimi se sbaglio.

    • Darius
      aprile 4, 2015

      L’ho aggiunto io per avvertire un lettore casuale di non equiparare necessariamente i nordafricani attuali a quelli di 800, 2000, ecc. anni fa. Nel corso dei secoli hanno assorbito gli invasori fra cui gli arabi, e risultano avere una discreta dose di sangue subsahariano probabilmente derivante dalla tratta degli schiavi e dai contatti commerciali.

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 22, 2015 da con tag , , , , , , .

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