Sol Invictus

Sotto il Sole

Massiccia migrazione dalle steppe ha diffuso le lingue indoeuropee in Europa?

Figura 3 - componente Yamnaya in diverse popolazioniÈ stato pubblicata in versione beta la ricerca tanto atteso negli ultimi tempi che analizza geneticamente 69 europei vissuti fra 8000 e 3000 anni fa per cercare di ricostruire una parte della preistoria genetica delle popolazioni del continente. Le conclusioni principali, contenute nell’astratto, furono divulgate un paio di settimane fa e le ho già riportate in un precedente post. Il paper è descritto come molto importante da tanti commentatori e ha riservato qualche sorpresa. L’ho letto in parte, insieme a diversi blog e centinaia di commenti pubblicati negli ultimi giorni, con le ricostruzioni e le teorie proposte dagli intervenuti per spiegare i dati. C’è da perdersi nel cercare di seguire le discussioni e idee che si sono intrecciate e accavallate. Qui segnalerò i punti che ho trovato più interessanti e per il resto posso solo consigliare di leggere il documento stesso e i blog.

Tanto per cominciare, a dispetto del titolo della ricerca non è poi così ovvio che le steppe pontico-caspiche siano la sorgente di tutte o di una parte delle lingue indoeuropee: secondo i ricercatori i dati rafforzano la teoria che vede almeno una parte di esse arrivare in Europa centro-occidentale da quella regione. C’è chi pensa che gli scienziati non vogliano sbilanciarsi finché non avranno altri dati dal MO e da altre regioni non esaminate finora. Inoltre, come spesso succede, il paper chiarisce qualche punto e ne solleva altri interessanti.

Gli unici due cacciatori-raccoglitori est-europei analizzati, uno dalla Carelia e uno da Samara sono rispettivamente di aplogruppo Y R1 a e R1b . Questa fa pensare alla possibilità che si formarono separandosi in Europa orientale in tempi remoti e non in altre regioni geografiche (5, aspetto di un Careliano di 5500 anni fa secondo una ricostruzione).
C‘è la sorpresa che gli individui analizzati di sesso maschile della cultura di Jamna (o Yamna o Yamnaya), meno di una decina, sono tutti R1b; solo che sono di un clade che non è alla base della maggior parte dei R1b europei attuali mentre è diffuso in MO in quantità moderata. Ha sorpreso che anche un individuo del Neolitico di 7000 anni trovato in Spagna fa è risultato R1b, di un ramo antico che non risulta ancestrale per gli R1b attualmente molto diffusi nell’Europa centro-occidentale.
Allora, da dove verrebbe la grande maggioranza degli R1b presenti oggigiorno soprattutto in Europa centro-occidentale? C’è per esempio chi ipotizza un clade R1b non ancora rilevato nella zona occidentale della cultura di Yamna, diciamo nell’area che copre i Carpazi, la Moldavia, ecc. e che essa sia in realtà la zona di espansione verso occidente della gente di Yamna 4500 anni fa, cultura che addirittura potrebbe essere derivata da uno spostamento iniziale di popolazioni da queste zone verso il Caspio  con successiva fusione in loco con altre genti. Secondo altri le versioni occidentali di R1b erano già presenti in Europa centro-occidentale 7000 anni fa (3, commenti). Infatti l’Italia potrebbe essere stata un importante rifugio per gli uomini durante l’ultimo massimo glaciale.

I ricercatori deducono che ci fu un parziale ricambio di popolazione in Europa circa 4500 epoca come risulterebbe dalla cultura Corded Ware, ceramica cordata, che si estendeva in Europa centrale, le cui popolazioni risultano essere derivate per tre quarti geneticamente da Yamna con l’arrivo massiccio anche della componente femminile. Dal grafico del documento che ho aggiunto al post si vede che la popolazione odierna dell’Europa settentrionale deve la metà o quasi del patrimonio genetico alla gente di Yamna (1, figura 3, p. 23). Gli individui di Yamna campionati risultano discendere a loro volta da una metà di EHG, cacciatori raccoglitori est-europei discendenti dei mesolitici con affinità ANE, e una metà genetica di gente definita come “simil-armena”, che però non vuol dire che questa componente sia originaria dell’Anatolia orientale.

I due individui EHG risultano avere già una componente genetica denominata precedentemente Gedrosia perché ha il suo picco in una regione a sudest del Mar Caspio, e alcuni pensano che venga dal MO. Ma se già l’avevano i due EHG, è veramente una componente da sud o piuttosto viene da un altro posto oppure è un artefatto dovuto ad un’immissione di EHG nella regione di Gedrosia, magari da un’area ad est del Caspio? Questa piccola componente riscontrata in Europa potrebbe anche essere dovuta semplicemente agli EHG (2).

Una cosa interessante è che mentre l’aplogruppo maschile R1b degli individui di Yamna esaminati viene attribuito ai cacciatori raccoglitori per il momento, gli aplogruppi mitocondriali, ereditati per via materna, risultano per circa 2/3 della popolazione simil-armena. Fu una fusione dovuta ad un processo lento di infiltrazione e assimilazione come si pensa sia successo più ad ovest con aplgruppi maschili di WHG ritrovati fra gli agricoltori neolitici o fu un caso più aggressivo di assoggettamento? La popolazione risultante dalla fusione finì col parlare la lingua paterna vista la cultura indoeuropea patriarcale oppure la lingua materna ebbe la meglio, cosa di cui ci sono dei precedenti in altre culture? Oppure le lingue parlata nella cultura di Yamna furono una fusione di più culture come alcuni studiosi hanno ipotizzato da tanto tempo per quelle indoeuropee? Questa terza ipotesi potrebbe spiegare i contatti fra le lingue kartveliche da una parte e e uraliche (attribuite ai cacciatori raccoglitori) dall’altra, con quelle indoeuropee formatesi in mezzo.

Viene osservato da alcuni commentatori che i ricercatori non hanno esaminato più a fondo la questione dei primi agricoltori europei EEF trattata da un altra famosa ricerca di un anno fa che ho ricapitolato altrove, i quali generalmente vengono detti provenire dal MO. Parecchi non sono convinti di ciò notando che curiosamente oggigiorno la loro componente genetica raggiunge il suo picco nella penisola iberica oltre che in Sardegna mentre è relativamente scarso in MO. Alcuni si domandano se la sua diffusione sia veramente dovuta all’agricoltura e infatti ci sono studi i cui dati tendono ad indicare migrazioni più antiche oltre che la presenza di aplogruppi provenienti dai rifugi nell’Europa meridionale durante l’ultimo massimo glaciale (4). A questo proposito si osserva che più della metà dell’EEF è stata attribuita ad una subcomponente simil-WHG e si ipotizza la possibilità di un’espansione neolitica a partire dai Balcani meridionali.


1) Massive migration from the steppe is a source for Indo-European languages in Europe – Wolfgang Haak et al. – February 10, 2015 – doi: http://dx.doi.org/10.1101/013433

2) Eastern Europe as a bifurcation hotspot for Y-hg R1 – February 12, 2015 – eurogenes.blogspot.it
(e vedere nello stesso blog altri articoli precedenti e commenti a partire da gennaio 19, 2015)

3) A story of 69 ancient Europeans – Dienekes Pontikos – February 12, 2015

4) Mitochondrial DNA Signals of Late Glacial Recolonization of Europe from Near Eastern Refugia – Maria Pala et al. – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ajhg.2012.04.003

5)Ricostruzione dell’aspetto di un maschio Careliano del Mesolitico di 5500 anni fa, un EHG con aplogruppo R1a – da commento all’articolo (4), February 12, 2015 9:09:00 pm
http://www.kunstkamera.ru/images/g/11_02.jpg
http://www.kunstkamera.ru/images/g/11_04.jpg
http://www.kunstkamera.ru/images/g/11_03.jpg
mappa: http://s4.postimg.org/t5sd42jyl/R1b_R1a.png

Image post- Figure 3 from: Massive migration from the steppe is a source for Indo-European languages in Europe – Wolfgang Haak et al. – February 10, 2015 – doi: http://dx.doi.org/10.1101/013433

 

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 14, 2015 da con tag , , , , , , , .

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