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Toxoplasma gondii: un protozoo per nel buio incatenarli

ciclo vitale del Toxoplasma gondiiAggiornato il 19/06/2016
Il Toxoplasma gondii è un protozoo che ha come ospite definitivo i felini, ma infetta umani e altri animali a sangue caldo. La malattia si contrae assumendo le oocisti presenti nelle feci dell’animale, nel terreno contaminato oppure le cisti nella carne infetta cruda o poco cotta e sull’ortofrutta non lavata bene. Il protozoo si va poi ad incistare nel cervello e in altre parti del corpo influenzando la salute dell’ospite.
Come scritto in un precedente post il T. gondii infetta secondo una stima circa un terzo della popolazione mondiale, ma con fortissime variazioni, dal 20% circa degli USA al 55% dei Francesi al 90% e passa di alcune popolazioni. Le variazioni sono dovute alle diverse abitudini igieniche ed alimentari e alla presenza ambientale di gatti poco domestici e, sebbene risulti da studi che il possesso di tale animale non avrebbe una correlazione molto significativa con l’infezione, in almeno uno di essi si riscontrò una forte presenza di infezione fra i bambini e ragazzi di zone rurali che avevano gatti, fino a tre volte la frequenza rispetto ai non possessori (1 e 2).
Si sa che molti microbi e parassiti possono alterare notevolmente il comportamento delle vittime in maniera tale da facilitare la propria propagazione, per es. il virus della rabbia, ma pare che il T. Gondi fosse sottovalutato fino a tempi recenti tranne che per alcuni gruppi come donne incinte e immunodepressi perché non sembrava causare sintomi gravi. Però lo scienziato J. Flegr rimase impressionato tanti anni fa dalla descrizione di una formica parassitata da un verme il comportamento della quale ricorda il suo: lo scienziato è temerario al punto da mettersi in pericolo (oltre che trascurato nel vestiario, ecc.). Un comportamento simile a quello che hanno i topi infettati da T. Gondii e facendosi analizzare scoprì di esserne infetto anche lui (3 e 4). Il protozoo provoca un ricablaggio delle parti del cervello che controllano emozioni primordiali come ansietà, paura ed eccitazione sessuale con effetti subdoli, ma statisticamente significativi se si confrontano campioni di alcune decine di persone.
Dopo una serie di studi e controlli condotti fin dal 1992 Flegr e altri ricercatori hanno la prova che i maschi umani infetti tendono ad avere un ego ridotto, ad essere più dogmatici introversi, sospettosi, menefreghisti e sregolati rispetto ai non infetti. Le donne infette invece si comportano in maniera opposta: hanno ego aumentato sono più aperte fiduciose rispettose di regole e consce della propria immagine (3). Il ricercatore sospetta che il comune denominatore che sottintende le diverse reazioni nei due sessi sia la maggiore (variazione della?) ansietà (4) e questo mi fa pensare che forse le persone più ansiose, sole e con altri problemi sono quelle che traggono maggior beneficio dalla presenza di animali domestici quali i gatti e ciò favorisce il ciclo vitale del T. gondii.
Una cosa notevole è che, come i topi maschi infetti, gli uomini infetti sono attratti o perlomeno non allontanati dall’odore dell’urina di gatto mentre le donne infette ne sono maggiormente respinte rispetto alle persone non infette. Una cosa che sembra strana, ma pensandoci su credo che il meccanismo abbia una logica: per garantire la procreazione di prede per l’alimentazione il numero delle femmine è più importanti del numero dei maschi esattamente come negli allevamenti di animali che abbiamo noi. Se ho ragione questo è un caso in cui un protozoo microscopico indirettamente controlla e diciamo pure “alleva” bestie molto più grandi per garantire la propria propagazione.
Un altro effetto del protozoo sulle persone è il rallentamento dei tempi di reazione e un paio di studi hanno mostrato un numero di incidenti stradali superiore del 250% per gli infetti rispetto ai non e Flegr stima che sia una causa di alcune centinaia di migliaia di morti stradali all’anno (5). Qual è il totale di tutti i ferimenti gravi e le morti dovute al rallentamento dei tempi di reazioni ed eccessiva temerarietà che sono fattori importanti per tante cose, per esempio per evitare cadute, difendersi da aggressioni e l’uso di strumenti vari? Mi verrebbe da pensare che forse arriva anche a qualche milione all’anno.
Più sconcertante è la maggiore attrazione sessuale delle donne per gli uomini infetti verificata con gli studi. Alla stesura dell’articolo la cosa doveva essere studiata ulteriormente, ma si sa che i protozoi si incistano nei genitali ed è presente nello sperma dei topi maschi infetti che esercitano una maggiore attrazione sulle femmine. Dei piccoli che nascono circa il 60% è infetto (4). I maschi poi risultano avere più testosterone e livelli più alti di ormoni steroidei sono stati associati ad una minore risposta immunitaria che facilita il T. gondii (3). Inoltre il Toxoplasma è sofisticato e manipola i centri del piacere, aumenta la produzione dei neurotrasmettitori dopamina e GABA (5).
Secondo qualche stima il 75% dei casi di schizofrenia sono dovuti ad agenti infettanti e una buona parte di questi al T. gondii e storicamente si nota un aumento della malattia verso la fine del 1700 man mano che a Parigi e a Londra aumentava il numero di gatti, suppongo per tenere a bada topi e ratti che scorrazzavano per ogni dove. Fra gli schizofrenici esaminati con risonanza magnetica quelli che presentavano una riduzione di materia grigia erano quasi esclusivamente gli infetti da Toxoplasma (4). Uno studio del 2011 su 20 nazioni ha trovato una correlazione fra tasso di suicidi femminili e infezione da Toxoplasma e si pensa che molti dei problemi seri che una minoranza degli infetti ha sia dovuta ad una forte reazione del sistema immunitario. Questo viene suggerito anche per i casi di schizofrenia. Gli scienziati hanno visto che un medicinale utilizzato come antipsicotico agiva in maniera inattesa, inibendo il protozoo (4).
Collegando qualche osservazione con donne, gatti e malattie mentali mi vengono in mente le streghe. È possibile che una percentuale statisticamente rilevante di quelle poverette (e forse anche poveretti) arse vive sui roghi nel corso dei secoli fosse costituita da persone mentalmente instabili perché veramente possedute da un “Oscuro Signore”, il T. gondii, con cui il loro organismo rifiutava di cooperare? Inoltre il sistema immunitario si indebolisce coll’avanzare dell’età e il T.gondii può scatenarsi e causare sintomi gravi dopo decenni.
Ci si rende conto sempre più che siamo manipolati in maniera più o meno sottile da piccoli organismi alcuni dei quali probabilmente non consideriamo nemmeno patogeni, esattamente come vediamo accadere anche fra gli altri essere viventi. Chissà quanto della nostra personalità di una vita è veramente geneticamente “nostra”. Probabilmente queste manipolazioni potrebbero spiegare la correlazione solamente moderata riscontrata nella maggior parte degli studi fra geni e caratteristiche psicologiche individuali: si utilizzano campioni di persone “sane” con infette, forse pure da organismi diversi.

P.S. La prevalenza in Italia di toxoplasmosi secondo più siti è intorno al 50% (7).

Aggiornamento del 23/02/2016
Gli autori di una ricerca dicono che ora tre studi mostrano  che nei bambini cresciuti in famiglie che hanno posseduto gatti vengono diagnosticate più facilmente malattie mentali serie quali la schizofrenia . Da un metastudio risulta che le persone infettate da T. gondii hanno il doppio di probabilità di sviluppare schizofrenia (8).

In un altro studio si è valutata l’ipotesi che gli effetti del protozoo sull’uomo non siano un effetto collaterale della sua influenza su altri ospiti intermedi, ma che siano frutto dell’evoluzione quando gli uomini erano ancora preda dei felini. Gli uomini infettati da T. gondii trovano relativamente piacevole l’odore di urina di gatto (ma non quello dell’urina di tigre) mentre i sani no. I ricercatori hanno studiato una trentina di scimpanzé e hanno visto che quelli infettati perdono la naturale avversione per l’urina di leopardo, loro unico predatore naturale. Questa perdita di avversione non è risultata in maniera chiara nei confronti dell’urina di altri felini ospiti definitivi che gli scimpanzé non incontrano in natura. Gli scienziati suggeriscono che il T. gondii si è evoluto facilitando anche la predazione degli scimpanzé a beneficio del protozoo e che gli effetti apparentemente collaterali nell’uomo non sono casuali, ma un retaggio dell’evoluzione (9).

Aggiornamento del 19/06/2016
L’infezione da T. gondii col passare del tempo si rivela meno benigna di quanto si credesse.
Dall’astratto di un paper di giugno 2016 (10):
I ricercatori dimostrano una significativa riduzione del trasportatore primario astrocitico del glutammato, GLT-1, a seguito dell’infezione da Toxoplasma. Utilizzando la microdialisi della corteccia frontale murina nel corso dell’infezione, osservano un notevole aumento delle concentrazioni extracellulari di glutammato. Coerentemente con la disregolazione del glutammato, l’analisi dei neuroni rivela cambiamenti nella morfologia, tra cui una riduzione delle spine dendritiche e della immunoreattività VGlut1 e NeuN. Inoltre, test comportamentali e le registrazioni EEG indicano cambiamenti significativi in output neuronale. Infine, questi cambiamenti nella connettività neuronale dipendono dalla sottoregolazione di GLT-1 indotta dall’infezione dato che il trattamento con l’antibiotico ceftriaxone ß-lattamici, recupera le concentrazioni di glutammato extracellulare, la patologia neuronale e la funzione. Complessivamente, questi dati dimostrano che in seguito ad un’infezione da T. gondii, la delicata regolazione del glutammato da parte degli astrociti si interrompe e spiega una serie di deficit osservati in un’infezione cronica.

L’ipotesi più probabile è che l’infezione all’interno dei neuroni porta ad un cambiamento nella comunicazione fra astrociti e neuroni [89]. L’espressione astrocitica di GLT-1 dipende dalla presenza di neuroni e il feedback continuo tra queste cellule ne regola l’espressione.
È improbabile che l’interazione diretta del parassita sia l’unico meccanismo che sottoregola GLT-1 durante l’infezione. Invece, anche i mediatori infiammatori aggiuntivi che sono una parte costante e necessaria dell’infezione cronica da Toxoplasma nel cervello probabilmente svolgono un ruolo.
La scoperta che l’infezione cronica da Toxoplasma nel cervello induce una significativa interruzione di neurotrasmettitori supporta la teoria che tale infezione potrebbe innescare malattie neurologiche negli individui geneticamente predisposti.

Per ulteriori informazioni su T. gondii vedere anche altro post.

  1. Cat ownership is neither a strong predictor of Toxoplasma gondii infection nor a risk factor for brain cancer – Marion Vittecoq et al. – DOI: 10.1098/rsbl.2012.0625 -Published 3 September 2012
  2. Exposure to Toxoplasma gondii and cat ownership in Nova Scotia.- Pereira LH1, Staudt M, Tanner CE, Embil JA. – Pediatrics. 1992 Jun;89(6 Pt 2):1169-72.
  3. Influence of latent Toxoplasma infection on human personality, physiology and morphology: pros and cons of the Toxoplasma–human model in studying the manipulation hypothesis – J Flegr – doi: 10.1242/jeb.073635 January 1, 2013 – The Journal of Experimental Biology
  4. How Your Cat Is Making You Crazy – Kathleen McAuliffe – Feb 6 2012 – theatlantic.com/magazine/archive/2012/03/how-your-cat-is-making-you-crazy/308873/?single_page=true
  5. How a Cat-Borne Parasite Infects Humans – by Pat Walters – Published January 22, 2013 – news.nationalgeographic.com/news/2013/01/220113-sneaky-cat-parasite-takes-over-human-brains-science/
  6. Effects of Toxoplasma on Human Behavior – schizophrenia bulletin – doi: 10.1093/schbul/sbl074 First published online: January 11, 2007
  7. Toxoplasma gondii – skuola.net/universita/dispense/toxoplasma-gondii
  8. Cat parasite linked to mental illness, schizophrenia – By Amy Kraft – June 5, 2015 – cbsnews.com
  9. Morbid attraction to leopard urine in Toxoplasma-infected chimpanzees – Clémence Poirotte et al. – Current Biology – 8 February 2016 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2015.12.020
  10. GLT-1-Dependent Disruption of CNS Glutamate Homeostasis and Neuronal Function by the Protozoan Parasite Toxoplasma gondii – Clément N. David et al. – Published: June 9, 2016 – http://dx.doi.org/10.1371/journal.ppat.1005643

Photo credit: Photo Credit: Content Providers(s): CDC/Alexander J. da Silva, PhD/Melanie Moser / Foter / Public domain

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 29, 2015 da con tag , , , , , , , , .

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