Sol Invictus

Sotto il Sole

Fattori estranei influenzano le decisioni dei giudici

Sappiamo che le caratteristiche acustiche della nostra voce influiscono su come veniamo percepiti dalle altre persone: una bella donna con una voce baritonale allarmerà un uomo. Il problema è che a volte gli effetti sono nascosti e in molte situazioni possono avere conseguenze più serie del semplice allontanamento di un potenziale corteggiatore.
In uno studio i ricercatori con a capo Alan Yu e Daniel Chen hanno utilizzato le registrazioni audio di processi della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America per sottoporre al giudizio di 200 ascoltatori 60 registrazioni della stessa frase introduttiva pronunciata dagli avvocati (la frase è “Mister Chief Justice, may it please the court”). Gli ascoltatori dovevano giudicare su una scala di sette punti un totale di 6 caratteristiche percepite nelle voci come il grado di mascolinità, intelligenza, fiducia, ecc. Dopo aver corretto per l’età e l’esperienza degli avvocati i ricercatori hanno visto che solo due delle caratteristiche prese in considerazione predicevano l’esito dei processi. In particolare, gli avvocati con la voce meno mascolina vincevano più spesso. Anche le voci che mostravano più confidenza (sicurezza) correlavano positivamente con l’esito del giudizio. I ricercatori si ripromettono di esaminare in maniera più approfondita questo secondo aspetto. Viene osservato che è possibile che le due influenze non siano indipendenti perché può darsi  che gli avvocati che sanno di stare perdendo inconsapevolmente abbassino la frequenza acustica della voce comunicando l’incertezza alla corte in maniera più o meno palese (1&2). Aggiungo che anche il cambiamento di voce nelle diverse fasi del processo potrebbe essere un segnale. Volendo scavare nei comportamenti ancestrali si può pensare che i giudici sentano la mascolinità come un tentativo di imporre la volontà o addirittura una minaccia e reagiscano difensivamente contrastando la richiesta dell’avvocato. Infine sarebbe interessante capire come cambiano gli esiti a seconda del sesso dei giudici e degli avvocati visto che i ricercatori non hanno esaminato questo aspetto a giudicare dal resoconto della ricerca.

Quanto sopra richiama un altro studio di alcuni anni fa che riguarda i giudici o, per essere più precisi, il loro stomaco. In una ricerca condotta in Israele sono state esaminate oltre mille sentenze riguardanti la concessione della libertà condizionale (“parole” in inglese) emesse nel 2009 da 8 giudici. Si è visto che le sentenze favorevoli diminuivano a partire dall’inizio della giornata da un 65% a quasi zero per poi schizzare nuovamente al 65% dopo ogni pausa merenda o pranzo come si può vedere dalla figura 1 del documento (3). Gli unici altri fattori fra quelli considerati che influenzavano gli esiti erano il numero di volte che il prigioniero era stato in galera e la disponibilità di programmi di riabilitazione. La razza, il sesso, il tempo trascorso in prigione e sorprendentemente la gravità del crimine tendevano a non essere rilevanti. I ricercatori hanno ipotizzato che la causa di questo comportamento sia la stanchezza mentale che si accumula caso dopo caso e/o l’abbassamento della glicemia. Hanno anche fatto alcuni controlli per verificare che non ci fossero altre spiegazioni come per esempio quote stabilite a priori di casi da passare favorevolmente ogni giorno, ma non hanno trovato altre spiegazioni plausibili. Insomma, la battuta americana che dice che “la giustizia è ciò che il giudice ha mangiato a colazione” ha un fondo di verità. Non è la prima volta che viene documentato come le decisioni dei giudici sono influenzate da informazioni estranee irrilevanti (3).
Infine è da notare che il comportamento osservato probabilmente si verifica anche in altre decisioni professionali sequenziali importanti come per esempio nelle decisioni mediche, finanziarie, nelle ammissioni universitarie. Già altri studi avevano notato che la fatica mentale rende le decisioni sequenziali sempre meno razionali, più intuitive e volte al mantenimento dello status quo. Per esempio gli acquisti fatti quando si è stanchi tendono ad essere qualitativamente peggiori perché si prendono decisioni semplificate. Che cosa si può dedurre da questi risultati? Che quando si hanno problemi giudiziari probabilmente è bene cercarsi un avvocato flemmatico ed effeminato e chiedere di essere giudicato di prima mattina o dopo la pausa pranzo se non si vuole rischiare di diventare una vittima dell’ipoglicemia altrui.

  1. The peril of sounding manly: A look at vocal characteristics of lawyers before the United States Supreme Court – linguisticsociety.org/system/files/abstracts/lsa2015_11.pdf
    (nota: per i ricercatori leggere articolo – risulta che il paper verrà presentato a gennaio al meeting annuale della Linguistic Society of America in Portland, Oregon vedi articolo di popist.com al #2 )
  2. Masculine-sounding lawyers less likely to win in court – by Andy Coghlan – December 2014 – popist.com
  3. Extraneous factors in judicial decisions – Shai Danzigera, Jonathan Levavb, Liora Avnaim-Pessoa – – approved February 25, 2011 – doi: 10.1073/pnas.1018033108 – pnas.org

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 1, 2015 da con tag , , , , , .

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