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Sotto il Sole

Lattasi persistenza in Europa nel Medioevo e nella preistoria

La Lattaia - di Johannes Vermeer, circa 1660La lattasi persistenza permette di digerire il latte e suoi derivati in età adulta ed è utile da un punto di vista storico e antropologico studiarne la frequenza nelle diverse popolazioni europee per cercare di ricostruire le migrazioni umane e la selezione avvenuta nel tempo con la diffusione dell’allevamento e i cambiamenti dietetici. Sono stati identificati finora quattro alleli che permettono di digerire il lattosio in età adulta e basandosi su dove sono maggiormente diffusi sono geograficamente: uno europeo, uno arabo  e due africani. Chi è interessato può guardare le mappe sul sito dedicato alla LP (1). Dalle mappe di correlazione dello stesso sito e da diversi studi si può dedurre che ve ne sono altri dato che ci sono aree del mondo come per esempio l’Africa occidentale e alcune regioni europee dove c’è una frequenza di tolleranza al lattosio superiore a quella spiegabile dalla diffusione locale degli alleli conosciuti. La mutazione che determina la grande maggioranza della LP in Europa è indicata con C/T-13910 e raggiunge la massima frequenza nelle popolazioni nordeuropee. Gli autori dello studio su cui mi baso maggiormente per questo post hanno esaminato i resti risalenti al Medioevo di alcune decine di individui rinvenuti in un cimitero di Dalheim, Germania, ed hanno visto che secondo il loro campione nel 1200 d.C. circa il 72% degli individui era LP. Hanno concluso che già allora la popolazione aveva raggiunto la frequenza attuale di LP nei tedeschi ed austriaci etnici pari a 71-80% e hanno quindi escluso che la peste del 14° secolo o un’altra crisi demografica degli ultimi secoli abbia influito significativamente sulla sua diffusione, ipotesi che evidentemente era stata considerata. C’è più di un’ipotesi sulla diffusione di questo carattere visto che da alcuni studi risulta che i cacciatori-raccoglitori Mesolitici non l’avevano se non a bassissima frequenza dell’ordine di qualche punto percentuale (3). Le simulazioni al computer in alcuni studi hanno indicato come luogo d’origine e diffusione di C/T-13910 la regione fra i Balcani centrali e l’Europa centrale a cominciare da circa 7000 anni fa (4). La mobilità degli animali produttori di latte rendeva più facile la colonizzazione di nuove aree in cui inizialmente il clima, la natura e la scarsa luce solare rendeva difficile l’agricoltura con piante adatte a climi più meridionali. Però la LP risulta scarsa o assente in buona parte delle popolazioni neolitiche che si diffusero in Europa a partire dal MO e dai Balcani meridionali con l’eccezione di un 27% di LP riscontrato in neolitici di 5000 anni fa dei Paesi Baschi, che è comunque una frequenza più bassa di quella degli abitanti attuali (5). Un recente studio sulle popolazioni preistoriche della piana ungherese che ho recensito osserva l’assenza di evidenza genetica di LP negli individui neolitici della regione fino ad un migliaio di anni a.C. il che ha destato una certa sorpresa perché c’è evidenza circostanziale dell’uso alimentare di latte e derivati nel Neolitico. Ci possono essere spiegazioni diverse. Come detto è possibile che ci siano altri alleli sconosciuti magari più diffusi 5000 anni fa che favoriscono la LP oppure i neolitici rendevano digeribili i derivati del latte con la fermentazione. Secondo i dati c’è voluto un tempo lungo e una notevole selezione per arrivare ad avere in Ungheria il 60% di LP nella popolazione moderna. Un recente studio sugli ungheresi del 1000 d.C., ritenuto non molto indicativo a causa degli eventi storici accaduti in quell’area, ha trovato un 30% nella popolazione comune e 0% (zero) nei conquistatori ungheresi giunti da est, pare dalla regione degli Urali o addirittura dall’Asia centrale (2). È stato stimato che la produzione di latte di una vacca preistorica fosse di 400-600kg per periodo di svezzamento e che anche sottraendo il latte consumato dal vitellino rimanessero 150-250 kg e quindi è probabile che nel corso della vita degli animali sfruttarne una parte per il latte convenisse più che usarli per la carne. (6). Il latte contiene della vitamina D e calcio. Inoltre in assenza di vitamina D la presenza di lattosio facilita l’assorbimento del calcio da parte della mucosa intestinale e quindi riduce il rischio di rachitismo e osteomalacia che possono causare la deformazione del bacino e sono la causa principale di mortalità materna e morbosità perinatale in assenza di medicina moderna (2). Questo può avere favorito la diffusione della LP in Europa settentrionale dove raggiunge circa il 90% nella popolazione etnica di alcune regioni.

PS. Se attendibile, è interessante il commento di un lettore che per mettere in risalto il possibile vantaggio di potersi nutrire di latte e derivati riferisce che gli irlandesi della fine 18° e inizio 19° secolo fornivano reclute all’esercito britannico che erano più alte di quelle britanniche di circa 2,5 cm costituendo quasi metà dell’esercito nonostante una semplice dieta basata molto su latticello – buttermilk-, patate e cavoli (7).

  1. GLAD Global Lactase persistance Association Database
  2. Ancient DNA Analysis Reveals High Frequency of European Lactase Persistence Allele (T-13910) in Medieval Central Europe – Annina Krüttli et al. – Published: January 23, 2014 – DOI: 10.1371/journal.pone.0086251
  3. High frequency of lactose intolerance in a prehistoric hunter-gatherer population in northern Europe – Helena Malmström et al. – BMC Evolutionary Biology 2010, 10:89 – doi:10.1186/1471-2148-10-89
  4. The Origins of Lactase Persistence in Europe – Yuval Itan et al. – http://www.ploscompbiol.org – Published: August 28, 2009 – DOI: 10.1371/journal.pcbi.1000491
  5. Low prevalence of lactase persistence in Neolithic South-West Europe – Theo S Plantinga et al. – European Journal of Human Genetics (2012) 20, 778–782; doi:10.1038/ejhg.2011.254 – published online 11 January 2012
  6. Evolution of lactase persistence: an example of human niche construction – Pascale Gerbault et al. – The Royal Society Publishing – Published 14 February 2011 – DOI: 10.1098/rstb.2010.0268
  7. Milk consumption in late Neolithic/Bronze Age West Eurasia – Sunday, December 7, 2014 – eurogenes.blogspot.it

Image: Johannes Vermeer [Public domain], via Wikimedia Commons

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 18, 2014 da con tag , , , , , , , .

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