Sol Invictus

Sotto il Sole

Polinesiani in America e paleoindiani

Easter_island_and_south_america

Rivisto 16/10/2016
Secondo un ricerca molto probabilmente i Rapa Nui dell’Isola di Pasqua raggiunsero le coste americane fra il 1300 d.C. e il 1500 d.C. L’analisi genetica ha individuato oltre alla componente principale polinesiana, una componente europea pari al 16% e una componente amerindia significativa dell’8%. Tale risultato è corroborato da qualche prova indiretta di contatti storici come l’uso da parte dei Rapa Nui della patata dolce di origine americana (1). L’alternativa, cioè una visita da parte di amerindi, è ritenuta poco probabile.
In un altro studio basato sull’analisi di 14 crani dei Botocudos del Brasile alcuni ricercatori scoprirono che un paio presentano DNA mitocondriale che potrebbe essere polinesiano anche se non si può escludere che questo sia la conseguenza di influssi di schiavi antecendenti il 19° secolo (3).
Questi risultati suggeriscono che il popolamento umano delle Americhe potrebbe essere stato più complesso di quanto ritenuto. L’uomo di Kennewick risalente a 9000 anni fa e ben noto in America grazie ai media fu fonte di polemiche a sfondo etnico perché dotato di un cranio diverso da quello degli amerindi storici. Inizialmente qualcuno aveva persino ipotizzato che potesse essere più affine agli eurasiatici occidentali che a quelli orientali. Ora si ritiene che l’uomo di Kennewick fosse di una popolazione simile ad altre diffuse nell’area del Pacifico ai suoi tempi. In particolare e si è stabilito che fu un gran viaggiatore e giunse dalle coste americane nordoccidentali o forse anche dall’Asia e probabilmente fu un antenato degli amerindi fino a prova genetica contraria.
Altri ritrovamenti danno un quadro a favore di un’ipotesi convenzionale di popolamento da nord-ovest senza grandi novità. Una recente analisi genetica di un infante trovato in un sito di cultura Clovis e risalente a 10.000 anni fa ha determinato che è geneticamente simile agli attuali nativi americani (5). L’esame di un altro scheletro di 12.000 anni fa di una giovanetta quindicenne ritrovato in una grotta nella penisola dello Yucatan e forse morta per una caduta accidentale, ha concluso che il DNA mitocondriale è di un tipo molto comune fra gli amerindi recenti e sarebbe originato nelle popolazioni vissute in Beringia molte migliaia di anni fa. Questo nonostante l’aspetto paleoamericano della ragazza (come Kennewick)  diverso da quello dei nativi americani di tempi più recenti e le differenze fisiche sono attribuite all’evoluzione nel tempo trascorso (6).
Adesso però con lo studio sui Rapa Nui c’è qualche prova meno incerta di contatti con piccoli gruppi provenienti non da nord-ovest, ma da occidente attraversando il Pacifico. Mancano le prove di contatti preistorici fra l’Europa e l’America che diversi studiosi vorrebbero trovare. I risultati finora non aiutano i sostenitori dell’ipotesi solutreana che basandosi sulla somiglianza fra alcuni manufatti di quella civiltà europea di 20.000 anni fa e resti litici dell’americana Clovis propone che quest’ultima derivò dalla prima, più antica, con contatti risalenti anche a decine di migliaia di anni fa. Bisogna però dire che la costa orientale americana dell’epoca solutreana è oggi sommersa e almeno un manufatto è stato trovato da pescatori al largo degli USA.
Tutto qui? Non proprio visto che vi sono siti archeologici paleoindiani datati a circa 15.000 anni fa e secondo qualche analisi stratigrafica potrebbero presentare tracce di presenza umana di 30.000 anni fa. Ovviamente c’è molta cautela e scetticismo. Forse il sito più interessante per il momento è quello di Monte Verde II in Cile datato a 18500 anni fa, precedente la cultura Clovis del Nord America. Potrebbero esserci strati più antichi secondo qualche datazione. Si pensa che gli abitanti vi giunsero da molto più a nord probabilmente via mare seguendo le coste continentali con un modello di diffusione diverso da quello legato aClovis.

Aggiornamento 30/01/2015

Uno paio di studiosi dell’università di Otago, Nuova Zelanda, hanno risolto un mistero sull’alimentazione dei Rapa Nui. Nei calcoli dentali trovati nei siti archeologici si riscontrano fitoliti di palma e questo non era spiegabile dato che tale pianta non risulta storicamente e archeologicamente essere parte della dieta di quella popolazione. Così dopo avere decalcificato i calcoli hanno analizzato le particelle di amido che hanno trovato e scoperto che erano consistenti con la moderna patata dolce; non hanno trovato similarità con banane, yam (altro nome, igname; non confondere con le patate dolci) e altri alimenti ipotizzati come parte della dieta. Così i ricercatori hanno analizzato bucce di patate dolci moderne cresciute in terreni simili a quelli dell’Isola di Pasqua e hanno visto che sembra incorporare fitoliti di palma presenti nel terreno. Questa scoperta promuove la patata dolce, originaria dell’America Centrale o Meridionale, come importante nella dieta fin dall’inizio della presenza dei Rapa Nui sull’isola (7).

Aggiornamento del 05/07/2016
The Polynesian gene pool: an early contribution by Amerindians to Easter Island – Erik Thorsby – pubblicato il 6 February 2012. DOI: 10.1098/rstb.2011.0319

Dall’astratto, traduzione libera:
E ‘ormai generalmente accettato che la Polinesia è stato colonizzata da popolazioni provenienti dall’Asia sud-est. Un’alternativa che le parti orientali della Polinesia sono state abitate da amerindi ha trovato poco sostegno. Ci sono, tuttavia, molte indicazioni di un contatto ‘preistorico’ (vale a dire di prima della scoperta della Polinesia da parte degli europei) tra la Polinesia e le Americhe, ma mancava la prova genetica di un contributo amerindio preistorico al pool genetico polinesiano. Dei ricercatori hanno effettuato una tipizzazione genomica HLA (antigene leucocitario umano) come pure la tipizzazione dei marcatori del DNA mitocondriale (mtDNA) e del cromosoma Y di campioni di sangue raccolti nel 1971 e nel 2008 da abitanti ritenuti non mescolati dell’Isola di Pasqua. Tutti gli individui portavano alleli HLA e tipi di mtDNA trovati precedentemente in Polinesia, e la maggior parte dei maschi portava marcatori del cromosoma Y di origine polinesiana (pochi avevano marcatori del cromosoma Y europei), dando ulteriore sostegno ad una popolazione polinesiana iniziale sull’Isola di Pasqua. Tuttavia, le indagini hanno rivelato HLA portati da alcuni individui che in precedenza sono stati trovati quasi esclusivamente in amerindi. I ricercatori hanno potuto tracciare l’introduzione di questi alleli amerindi a prima dei traffici di schiavi peruviani, vale a dire a prima del 1860, e fornire la prova suggestiva che sono stati introdotti già in tempi preistorici. I nostri risultati dimostrano un contributo amerindio precoce al pool genetico polinesiano sull’Isola di Pasqua, e illustrano l’utilità della tipizzazione dei marcatori immunogenetici quali HLA per complementare le analisi del mtDNA e del cromosoma Y nelle indagini antropologiche.

Per quanto i risultati siano interessanti, nella discussione i ricercatori ammettono di non potere escludere al 100% ipotesi alternative come per esempio l’arrivo prima della metà del 19° secolo di marinai o visitatori che poi hanno lasciato il segno genetico, anche se le probabilità sono considerate basse.
Poi si osserva che non hanno trovato prove di introgressione amerindia utilizzando mtDNA o cromosomi Y. Una possibile spiegazione è il collo di bottiglia subito dalla popolazione dell’Isola di Pasqua alla fine del 1800 quando si ridusse a circa 100 individui.
Eventuali amerindi potrebbero essere giunti sull’isola da soli oppure insieme a polinesiani giunti in America e tornati indietro. Il paper ricorda la spedizione Kon-Tiki del 1947 con la quale Heyerdahl dimostrò che era possibile raggiungere l’isola con un zattera partendo dal Perù.

  1. Genome-wide Ancestry Patterns in Rapanui Suggest Pre-European Admixture with Native Americans – J. Víctor Moreno-Mayar et al. – http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2014.09.057
  2. Cell Press. “Genomic data support early contact between Easter Island and Americas.” ScienceDaily – sciencedaily.com/releases/2014/10/141023131655.htm
  3. DNA study links indigenous Brazilians to Polynesians – Sid Perkins, 01 April 2013 – nature.com
  4. Scientists: Mysterious Kennewick Man looked Polynesian and came from far away – Joel Achenbach, August 25 – washingtonpost.com
  5. The genome of a Late Pleistocene human from a Clovis burial site in western Montana –
    Nature 506, 225–229 (13 February 2014) – doi:10.1038/nature13025
  6. Girl’s 12,000-year-old skeleton may solve a mystery – Joel Achenbach May 15 – washingtonpost.com
  7. Dental plaque reveals key plant in prehistoric Easter Island diet – Dec 15, 2014 – phys.org

Image: By Pascal at en.wikipedia [Public domain], from Wikimedia Commons

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 18, 2014 da con tag , , , , , , , , , .

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