Sol Invictus

Sotto il Sole

Genetica umana preistorica in Nord Africa e nel Corno d’Africa

In uno studio sul genoma dei nordafricani di fine 2013 (1) si afferma che quelle popolazioni risultano essere derivate da fusioni di componenti africane ed eurasiatiche con prevalenza delle seconde (vedere f. 4). La differenza tra la parte maschile e la femminile è poca anche se ciò non implica necessariamente la stessa storia genetica.
In particolare i berberi tunisini mostrano un lungo periodo di isolamento genetico nel periodo successivo alla separazione dagli altri nordafricani permettendo l’evoluzione di una componente genetica distinta e sono stati utilizzati insieme agli altri per l’analisi. I ricercatori hanno ottenuto un tempo di coalescenza per gli aplogruppi maschili stimato a 15000 anni fa. I risultati fanno anche pensare che vi siano segni di una componente risalente al primo Paleolitico superiore (30.000-44.000 anni fa) nella maggior parte dei nordafricani e ulteriori analisi potrebbero permettere di ricostruire alcuni movimenti umani nell’Africa settentrionale anche se parte dell’informazione è probabilmente andata persa più recentemente a causa di migrazioni, mescolanze e selezione. Basandosi su quanto riscontrato da Verneau fra i Guanci delle Canarie e sui risultati ottenuti da studi antropologici di individui vissuti in Africa negli ultimi millenni, qualche commentatore ha osservato che ciò che è rimasto dell’antica componente di oltre 15.000 anni fa potrebbe essere dovuta a varianti locali di Cro Magnon.
Comunque gran parte dell’informazione ottenuta cattura le migrazioni e fusioni nell’area a partire dall’ultimo massimo glaciale, circa 20.000 anni fa, con nessuna apparente continuità con le prime popolazioni dell’uomo Moderno ed eventuali arcaici, per studiare i quali ci si dovrà basare su reperti archeologici (1).

Passiamo ad altro paper pubblicato a giugno 2014 che in qualche modo è collegato al precedente. In esso i ricercatori hanno generato un dataset per la popolazione yemenita e utilizzato questo insieme a quelli delle regioni circostanti per ricostruire mescolanze nel tempo e struttura delle popolazioni del Corno d’Africa (2). Hanno visto che le immigrazioni storiche risalenti agli ultimi 3 millenni non spiegano se non parzialmente la componente genetica non eurasiatica. Hanno riscontrato una componente etiopica strettamente limitata alla regione e anche una componente ancestrale denominata etio-somala che raggiunge la sua più alta concentrazione fra le popolazioni semitiche e cuscitiche somale (fino al 60% a giudicare dalla f. 2 pag. 4) che giunse in loco separandosi dalle altre linee eurasiatiche almeno 23000 anni fa e forse più. Questo coinciderebbe con quanto ipotizzato in precedenza e descritto in altro post riguardante una possibile antichissima espansione demografica di ritorno dal Medio Oriente verso l’Africa nel Paleolitico superiore che potrebbe essere l’origine dell’aplogruppo E, molto diffuso in Africa. Gli autori osservano che la componente etio-somala è troppo massiccia per essere spiegata dalle migrazioni storiche e secondo loro risale a prima dell’avvento dell’agricoltura; inoltre i somali mancano quasi completamente (1,6%) di un particolare allele per la tolleranza al lattosio presente fino al 50+% nella popolazione della penisola araba e la cui origine è stimata a 4000 anni fa. Questo sarebbe confermato anche dagli studi sugli aplogruppi maschili e femminili. Osservando la distribuzione della componente etio-somala i ricercatori propongono che c’è un sostegno all’ipotesi secondo la quale popolazioni preagricole afroasiatche si svilupparono da qualche parte fra il Nilo centrale e il Corno e si diversificarono già in tempi remoti (pag. 12). Migrazioni di queste genti verso nord circa 6000 anni fa sarebbero la fonte della diffusione delle lingue semitiche nel Levante e della componente genetica ancestrale etio-somala pari al 7% presente nelle popolazioni levantine e degradante verso oriente a giudicare da una mappa. Le successive migrazioni di circa 3000 anni fa dalla penisola araba verso il Corno d’Africa spiegherebbero la presenza delle lingue etio-semitiche e la maggiore presenza di sangue mediorientale nelle popolazioni parlanti queste lingue. Insomma, gli studiosi sembrano propendere per una sequenza di eventi simile a quella descritta in un altro post.

  1. Genome-Wide and Paternal Diversity Reveal a Recent Origin of Human Populations in North Africa – Karima Fadhlaoui-Zid et al. – plosone.org – Published: November 27, 2013 DOI: 10.1371/journal.pone.0080293
  2. Early Back-to-Africa Migration into the Horn of Affrica – Jason A. Hodgson et al.– plosgenetics.org June 12 2014 doi:10.1371/journal.pgen.1004393

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 5, 2014 da con tag , , , , , .

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: