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Sotto il Sole

5000 anni di migrazioni preistoriche nella piana ungherese

ncomms6257-f2La pianura ungherese è stata un crocevia di migrazioni e cambiamenti culturali preistorici. In un interessante documento pubblicato sul sito di Nature si descrive uno studio condotto sui genomi di 13 individui vissuti in quella regione nell’arco di 5000 anni a partire dal primo neolitico (1) per capire se i mutamenti culturali nella regione furono accompagnati da influssi importanti di popolazioni esogene e in tal caso se ci furono sostituzioni o fusioni fra i nuovi arrivati e i precedenti abitanti. In base ai risultati s’è visto che che i campioni esaminati possono essere divisi in 4 gruppi di uno o più individui succedutisi nel tempo.

Il più antico, KO1, risalente all’inizio del neolitico (Körös, circa 5700 a.C.) è stata una sorpresa perché simile agli abitanti europei del mesolitico e non ai primi agricoltori neolitici trovati in altri siti archeologici e questo implica che cacciatori-raccoglitori occasionalmente si adattarono a vivere in comunità agricole (figura. 2). Si tratta di un maschio, con occhi blu/chiari e capelli scuri (f. 3), con aplogruppo maschile I2a che è stato trovato anche in qualche altro individuo mesolitico e oggi è presente ad alta concentrazione sopratutto nei Balcani occidentali.

Il secondo “gruppo” (primo cambiamento) è costituito dai soggetti che vanno cronologicamente da KO2 a CO1 e coprono all’incirca il periodo 5700-3000 a.C.) L’individuo KO2 in particolare proviene da un sito a 70 Km di distanza da quello di KO1 ed è contemporaneo, però è geneticamente tipicamente neolitico come gli altri di questo gruppo che sono simili ai sardi attuali come si può vedere nel grafico ADMIXTURE nella figura 4 (nella quale però KO2 non è riportato). Notare che i capelli dei soggetti tendono a risultare più chiari col passare del tempo (f.3) e anche che sorprendentemente nessuno è di aplogruppo maschile G2a a differenza di molti altri ritrovamenti in altri siti neolitici europei.

Il terzo gruppo è costituito dai due individui dell’età del bronzo BR1 (circa 2000 a.C.) e BR2 (circa 1200 a.C.). Sono diversi dai primi neolitici e da KO1 e simili agli attuali europei dell’Europa centrale.

Il quarto gruppo gruppo, rivelatore di un terzo influsso di genti nuove, risale al 900 a.C., età del ferro, ed è costituito dall’individuo IR1 dai capelli chiari e mostrante un netto spostamento genetico verso l’Europa orientale. Ciò si vede anche dall’aplogruppo maschile N che non è comune in Europa e dall’aplogruppo mitocondriale G diffuso in Asia. Questo periodo coincide secondo il documento con l’importazione di tratti culturali delle steppe come l’equitazione e alcune tecniche metallurgiche. IR1 oltre a quella nordest ha anche una componente genetica caucasica-mediorientale che i primi agricoltori neolitici simil-sardi non presentano. (Ciò potrebbe indicare come il  panorama genetico mediorientale cambiò in maniera significativa durante neolitico se si presume un’espansione dei primi agricoltori dal Medio Oriente, idea che non trova tutti d’accordo.)

Gli autori dello studio rilevano anche una transizione verso una pigmentazione della pelle più chiara negli individui esaminati con la fissazione nella popolazione delle varianti “chiare” di due loci: SLC24A5 presente fin dall’inizio del Neolitico che si fissa nel N. medio, e SLC45A2 che risulta comparire più tardi e c’è un individuo omozigote nel calcolitico, l’età del rame. Osservano che lo schiarirsi della pelle correla con lo schiarirsi dei capelli (figura 3). Già da qualche studio (2) risulta che c’erano individui del mesolitico omozigoti per la pelle “scura” pur avendo occhi blu o chiari come l’individuo KO1, primo della serie temporale esaminata qui. Si suppone una pressione selettiva alimentare a favore della pigmentazione chiara forse dovuta a carenza di vitamina D.
La capacità di digerire il latte risulta solo nell’individuo IR1 del 900 a.C. Secondo alcuni commentatori potrebbe avere alcuni punti percentuali di sangue asiatico orientale come farebbero sospettare i suoi aplogruppi;  è stata postata anche un’analisi in tal senso (5).  In un altro studio tale capacità viene descritta come derivante da una mutazione avvenuta migliaia di anni prima e probabilmente già diffusa nelle popolazioni intorno al Baltico appartenenti alla cultura della ceramica cordata durante il terzo millennio (4). Gli individui neolitici campionati in questo studio non sono tolleranti al lattosio anche se residui di latte sono stati trovati in contenitori di ceramica del sesto milllennio a.C. Fra gli europei etnici dei nostri tempi circa il 50% della popolazione è tollerante al lattosio con punte intorno al 90% fra i nordeuropei etnici. 

Ben due individui del gruppo neolitico hanno l’aplogruppo I2a e cioè KO1, aplogruppo presente in Europa nel mesolitico, e NE7 che però è simile agli altri neolitici (escluso KO1) e ai sardi. È una coincidenza, ma tutti e due risultano avere avuto occhi chiari (figura 3). Altri dei 13 esaminati sono di aplogruppo J2a1 e C6 dei quali il secondo è di un neolitico ed  stato trovato nell’individuo mesolitico di La Brana (2). Oltre ad osservare che nessun neolitico è di aplogruppo G2a, sul blog Eurogenes si nota che alcuni sembrano mostrare un leggero spostamento genetico verso sud rispetto ad Oetzi, l’uomo del Similaun (di aplogruppo maschile G2a), e ai sardi (figura2, sopra) e ci si domanda sull’origine di questi agricoltori. Provenivano da una regione con influssi ,”meridionali”? Dal sud dei balcani?

Questo documento solleva molte domande. La conclusione che si può trarre qui è che i cambiamenti culturali registrati nella piana ungherese sono stati contraddistinti anche da influssi di  nuove popolazioni nel periodo esaminato e adesso l’attenzione di molti si concentra su quello che la genetica può dire sulle migrazioni di popolazioni dalle steppe pontiche.

  1. Genome flux and stasis in a five millennium transect of European prehistory – Cristina Gamba et al. – Nature Communications 5, Article number: 5257 doi:10.1038/ncomms6257 –  Published 21 October 2014
  2. Derived immune and ancestral pigmentation alleles in a 7,000-year-old Mesolithic European – Iñigo Olalde – Nature 507, 225–228 (13 March 2014) doi:10.1038/nature12960
  3. Mesolithic genome from Spain reveals markers for blue eyes, dark skin and Y-haplogroup C6 –  January 27, 201- eurogenes.blogspot.it
  4. Neolithic dairy farming at the extreme of agriculture in northern Europe – Lucy J. E. Cramp et al. – Published 30 July 2014 doi: 10.1098/rspb.2014.0819 – rspb.royalsocietypublishing.org
  5. Analyses of an Iron Age Hungarian genome –  October 24, 2014 – genetiker.com

Image: figure 2. Source:  Genome flux and stasis in a five millennium transect of European prehistory – Cristina Gamba et al. – Nature Communications 5, Article number: 5257 doi:10.1038/ncomms6257 –  Published 21 October 2014   – Creative Commons Attribution 4.0 International License

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 27, 2014 da con tag , , , , , , , .

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