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Sotto il Sole

Minerva propone l’università per élite

Le tecnologie cambiano rapidamente e così anche il modo di studiare. Si è parlato molto del potenziale rivoluzionario dei corsi universitari online MOOC anche se vi sono alcuni ostacoli da superare. Possono essere seguiti da qualsiasi parte del mondo a qualsiasi ora della giornata e devo dire che contrariamente a quanto sostenuto dai detrattori se ben fatti non li trovo mediamente meno coinvolgenti e interattivi delle classi in “carne ed ossa”. Tuttavia si tratta di corsi “passivi” come lo sono solitamente le classi dal vivo dove un insegnante offre la propria conoscenza agli studenti con poca partecipazione di questi.
Da un concetto diverso nasce la Minerva Schools at KGI che è una nuova scuola universitaria “for profit” che offre corsi e diplomi pluriennali undergraduate. Frutto della partnership di Minerva Project e e Keck Graduate Institute (KGI), tenta di reinventare il sistema educativo affinché sia più efficace nella missione di condurre gli studenti al successo e al contempo più remunerativo e con minori costi per i clienti. È definita la prima università d’élite fondata negli USA negli ultimi cento anni. L’idea di tentare questa strada venne a Ben Nelson, CEO di Minerva Project, dopo un’esperienza personale che gli fece capire che un approccio pratico, interattivo e sperimentale lascia il segno nella mente di un individuo molto più di una serie di lezioni subite in forma passiva (2). In effetti è esperienza comune di tanti che hanno frequentato l’università il dimenticare gran parte di ciò che si è appreso in classe poco tempo dopo l’esame finale. In breve lo scopo della Minerva Schools è costruire un’università per pochi, ma il più vicino possibile a quella ideale e al minor costo possibile dato che non è un’università pubblica e paga lo studente. Perciò si sfruttano le risorse disponibili fra cui internet che è diventata una enorme memoria collettiva accessibile praticamente a tutti e l’unica cosa necessaria è la curiosità. Così Minerva si è organizzata in modo da non offrire i corsi del primo anno che spesso sono di base o semplicemente di cultura generale e ci si aspetta che gli studenti “frequentino” il primo anno sfruttando i corsi online come quelli MOOC offerti da tante organizzazioni. Negli anni successivi vengono raggruppati in piccole classi limitate a 19 persone e vivono in appartamenti collettivi nel “campus” della scuola che per ora si limita ad un piano di un palazzo. Gli studenti possono venire da ogni parte del mondo senza discriminazioni o favoritismi sociali e razziali (che interpreto come un rifiuto dell’“affirmative action” e delle distorsioni che crea), ma devono sottoporsi a test del tipo che si usa per misurare il QI visto che a quanto pare gli organizzatori non si fidano dell’attuale versione del SAT il cui punteggio secondo loro potrebbe essere leggermente alterato da corsi di preparazione ed avere un impatto qualitativo sul piccolissimo numero di studenti. Pare anche che vivranno ogni anno in un Paese diverso per esporli il più possibile alla vita reale. Ovviamente c’è un notevole utilizzo di sistemi informatici e le lezioni non sono passive, ma organizzate come seminari per massimizzare l’interazione e la messa in pratica di ciò che s’impara. La scuola riduce i costi rispetto ad altre università anche grazie al fatto che no ha una biblioteca ritenuta concettualmente superata visto ciò che fornisce il mondo digitale e a differenza di tante università americane non avrà quella collezione di palestre campi sportivi e piscine da fare invidia ad una piccola città (3).
Ciononostante non costerà poco: dopo lo scontato iniziale per l’infornata 2014, gli studenti pagheranno a regime circa 28.000 dollari all’anno. La scuola conta di arrivare ad avere alcune centinaia di studenti nei prossimi anni (3) e promette di essere un’esperienza fuori da comune per i pochi fortunati. Il futuro dirà se avrà successo questo modello per élite che per molti aspetti va nella direzione opposta ai corsi online o se si rivelerà solo una costosissima serie di vacanze organizzate.

  1. Minerva Schools at KGI – https://en.wikipedia.org/wiki/Minerva_Schools_at_KGI
  2. Is the Minerva Project the future of higher education? – By Aaron Sankin,  17/08/2014 –
    kernelmag.dailydot.com/issue-sections/headline-story/9993/what-is-minerva-project/
  3. The Future of College? –  theatlantic.com – bBy Graeme Wood 13/08/2014
  4. Minerva Schools at KGI  – minerva.kgi.edu
  5. sito Minerva  – minervaproject.com

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 22, 2014 da con tag , , , , , , .

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