Sol Invictus

Sotto il Sole

Il robot psicologo ci esaminerà

Ellie è l’avatar di un robot psicologo sviluppato con fondi della DARPA ed è parte del progetto SimSensei che coordina un insieme di tecnologie per il rilevamento di indicatori psicologici sviluppate dall’istituto ICT presso la USC, University of South California. Lo scopo è quello di dialogare ed esaminare le persone e possibilmente curarle dopo avere diagnosticato eventuali problemi psicologici dal modo di parlare e muoversi. Le persone interagiscono costantemente col mondo che li circonda e si sa che il corpo spesso mostra quello che gli individui cercano di nascondere. Inizialmente sviluppato per interagire con veterani affetti da PTSD (disturbo da stress post traumatico) Ellie è in costante sviluppo e miglioramento rivelandosi eccellente nell’interazione con i soggetti (1). Si sa che avere a che fare con medici, psicologi, confessori, ecc mette tante persone a disagio perché temono di essere giudicate. Però Ellie grazie ai sensori di movimento, telecamera ecc. traccia 60 indicatori diversi, dal movimento della testa al tono della voce. L’avatar femminile si adatta alle reazioni del paziente durante la seduta e riesce facilmente ad aggirare le reticenze pur venendo percepita come amichevole ed inoffensiva perché è un robot (2). Infatti durante delle prove si è visto che le persone si trovavano talmente a loro agio che estendevano la seduta dai 15 minuti allocati anche fino a 30 ed erano più aperte e sincere (1). L’aspetto che dispiacerà ad alcuni è che il successo del sistema Ellie pare essere tale che le versioni migliorate probabilmente renderanno disoccupati un buona fetta dei quasi 150.000 psicologi e psichiatri americani (2). Gli interessati possono trovare alcuni video linkati nell’articolo del The Atlantic e su YouTube.
Per quanto riguarda le notevoli capacità di estrarre informazioni con i sensori di movimento da soggetti sotto esame vorrei ricordare che un paio di anni fa uscì la notizia di un sistema di tracciamento dei movimenti degli occhi e palpebre studiato all’Università di Buffalo che riusciva a riconoscere le bugie nell’82,5% dei casi, valore ben più alto del 65% ottenuto da interrogatori addestrati (3,) anche se una piccola minoranza delle persone non sono riconoscibili come bugiarde perché non modificavano in maniera visibile al sensore il movimento dei loro occhi. Le persone comuni invece per riconoscere i bugiardi si devono affidare al lancio di una moneta e sperare bene.

Recentemente è uscito un documento riguardante lo sviluppo di un software che sfrutta foto ordinarie delle facce per individuare persone affette da malattie genetiche a volte molto rare che si manifestano anche con l’alterazione più o meno marcata della forma viso. In alcune prove si sono ottenuti risultati rilevanti: per le 8 malattie usate per sviluppare il programma si è avuto un riconoscimento corretto in più del 90% dei casi con successiva convergenza al 99% se si considerano le successive 20 alternative offerte. La figura 6B del documento mostra una prova con l’immagine di Abramo Lincoln, probabilmente non ottimale, e il software offre come settima opzione la sindrome di Marfan che è la malattia di cui alcuni esperti pensano che soffrisse (2). Con gli esami genetici sempre più rapidi e meno costosi che in futuro si potranno fare a quasi tutte le persone a cominciare dai neonati penso che l’utilità di questo software sarà modesta se non per identificare e attribuire le espressioni fenotipiche alle malattie, ma è un’indicazione delle capacità informatiche raggiunte.

La domanda che ormai si chiedono tutti è se con tutte le tecnologie ci sarà ancora la privacy fra qualche decennio. Per esempio si dice che il programma IBM Watson ci psicoanalizzerà, identificherà da solo quali sono i nostri account account nei social media partendo da un set limitato di informazioni e invierà pubblicità mirate (3). Probabilmente si useranno tali software anche con i blogger, artisti, scrittori, professionisti, ecc.. Forse in futuro mi vedrò recapitare a casa uno sciroppo per la tosse il giorno prima di manifestare i sintomi di un raffreddore. Però intravedo anche un florido mercato per dissimulatori e falsificatori software di personalità da usare nelle circostanze opportune, un mercato dei Freddie per nascondersi dai Watson ed Ellie.

  1. Would You Want Therapy From a Computerized Psychologist? – Megan Garbermay, 23 2014 – theatlantic.com
  2. The Uncanniest Valley: What Happens When Robots Know Us Better Than We Know Ourselves? -By Steven Kotler, 7/20/2014 – Forbes.com
  3. Can a Machine Tell When You’re Lying? Research Suggests the Answer is ‘Yes’ – By Charlotte Hsu –
    March 26, 2012
  4. Diagnostically relevant facial gestalt information from ordinary photos – q.Ferry et al. – Published June 24, 2014 – http://dx.doi.org/10.7554/eLife.02020
  5. Watson userà i social per psicanalizzare gli utenti – Pubblicato il 05 febbraio 2014 da Elena Re Garbagnati – ictbusiness.it

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 4, 2014 da con tag , , , , , , .

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