Sol Invictus

Sotto il Sole

Guerra, spazio ed evoluzione delle società complesse del Vecchio Mondo

Ptolemy_World_MapCome si sono sviluppate le società umane a partire da piccoli gruppi dove tutti si conoscevano fino alle grandi entità statali della Storia, estesissime e con decine o centinaia di milioni di abitanti?

Le teorie sono state formulate solitamente come modelli verbali, ma in questo studio viene sviluppato un modello evolutivo quantitativo che predice dove e come sono sorte le più complesse e grandi società umane (1).
Per ottenere ciò si è rappresentato il Vecchio Mondo con una scacchiera formata da quadrati di 100 chilometri di lato tenendo conto della geografia locale con una serie parametri, distribuendo conoscenze e tecnologie iniziali e così via. I ricercatori hanno elaborato con più reiterazioni l’evoluzione di società di grandi dimensioni nel periodo compreso fra il 1500 a.C. e il 1500 d.C. e poi hanno paragonato i risultati con quanto riportato dalla documentazione storica sull’evoluzione delle entità statali di più di 100.000 chilometri quadrati di estensione presenti nel Vecchio Mondo durante il periodo considerato utilizzando intervalli di 100 anni.
Si è visto che il modello per quanto necessariamente una semplificazione della realtà spiega il 65% della varianza nei dati. Un modello alternativo che non prende in considerazione la diffusione delle tecnologie militari spiega solo il 16% della varianza. Alcuni grafici del paper mostrano il ruolo giocato dalle popolazioni delle grandi praterie e steppe nella rapida diffusione di tecnologie e attività militari con l’eliminazione delle entità sociali più deboli e meno coese e innescando la formazione di società complesse e sufficientemente grandi da riuscire a difendersi da attacchi esterni. Insomma, emerge che, con tutte le loro violenze, le attività militari  sono state promotrici di società grandi e complesse spronando anche la formazione di super élite capaci di gestirle, una spinta alla selezione sociale e culturale. 
È interessante la mappa a pag. 4 del documento che mostra l’evoluzione della densità “ultrasociale” nel Vecchio Mondo calcolata partendo da conoscenze e tecnologie distribuite più o meno casualmente all’inizio. Nella mappa a pag. 3 sono confrontate le densità fornite inizialmente al modello di alcune periodi storici A,C,E, con le previsioni ottenute dell’elaborazione analitica B,D,F. I grafici a e b della figura 3 (pag. 5) , mostrano la grandezza delle entità sociali in base alla distanza dalle steppe e l’impatto di alcune tecnologie militari. Minore la distanza, maggiore l’entità imperiale per poter resistere meglio agli attacchi. Viviamo in un mondo in cui tanti dicono che la pace sia necessaria al progresso ma qui si conclude che le società umane più complesse ed evolute sono state forgiate col ferro e col fuoco e per me ci sono pochi dubbi che tale competizione abbia influenzato anche l’evoluzione genetica delle popolazioni.  

Lo studio sopra richiama il libro Armi acciaio e malattie edito nel 1997 che non ho letto, ma che conosco da anni grazie ad alcune recensioni (2). Ho appreso da esse che l’autore adotta un approccio interdisciplinare: afferma che i vantaggi che hanno permesso ai continentali eurasiatici di dominare il mondo non sono dovute a particolarità del genoma degli eurasiatici e relativa “superiorità” razziale, ma derivano dalle risorse disponibili e da fattori ambientali, la geografia in primis. Il bagaglio di conoscenze e cultura avrebbe iniziato ad accumularsi a partire dall’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento dopo l’ultima glaciazione con il conseguente aumento della popolazione e una serie di feedback positivi fra culture società e scoperte . Afferma che la vastità del continente eurasiatico ha offerto una grande varietà di piante adatte alla coltivazione e oltre una decina di animali di grande taglia addomesticabili che erano quasi assenti nel resto del mondo. La densità delle popolazioni e la varietà degli ambienti ha permesso l’evoluzione di malattie alle quali gli eurasiatici si sono adattati e sono servite per debellare altre genti di luoghi più isolati con cui sono venuti in contatto.
Forse la cautela sulla genetica da parte dell’autore era necessaria dato che leggo che è stato comunque accusato di determinismo ambientale ed eurocentrismo però ritengo che per quieto vivere o per ideologia sminuisca la selezione di diverse caratteristiche avvenuta a causa tutte queste interazioni e innovazioni, basta pensare all’allevamento e alla tolleranza al lattosio negli adulti di alcune popolazioni. Col passare dei millenni la selezione ha parzialmente adattato gli eurasiatici al bagaglio culturale e tecnologico posseduto come l’autore stesso ammette per quanto riguarda le malattie, e infine ha permesso agli europei di dominare anche militarmente popolazioni che erano rimaste più isolate geograficamente come gli amerindi.

  1. War, space, and the evolution of Old World complex societies. – Peter Turchin et al. (2013) – pnas.org –  doi: 10.1073/pnas.1308825110                                                                                                           –
  2. Guns Germs and Steel: The Fates of Human Societies – by Jared Diamond – W.W. Norton & Co 1997

Image: By Jacob d’Angelo after Claudius Ptolemaeus[1] Nicolaus Germanus (www.bn.org.pl) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 24, 2014 da con tag , , , , , , .

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