Sol Invictus

Sotto il Sole

Effetti del paracetamolo sui bimbi

Aggiornato 19/03/2016

In uno studio per esplorare la relazione fra l’esposizione prenatale all’analgesico paracetamolo e l’ASD (Disturbo dello Spettro Autistico) sono stati paragonati i tassi di prevalenza di autismo in alcune popolazioni con i tassi di somministrazione del medicinale. Inoltre per analizzare la relazione fra tassi di esposizione neonatale e quelli di autismo/ASD è stata fatta un’analisi con tutti i Paesi e Stati degli USA di cui erano disponibili i dati necessari sulla malattia e i tassi di circoncisione che funge da proxy per il medicinale il cui uso per anestetizzare il neonato durante l’operazione si è diffuso nell’ultimo paio di decenni (1).

I risultati indicano che per il periodo 1984-2005 l’uso parentale (da parte della madre) del paracetamolo correla con la prevalenza di ASD (r=0,80). Per bambini nati dopo il 1995 c’è una forte correlazione fra la prevalenza di autismo e il tasso di circoncisione nei Paesi considerati (r=0,98). Una cosa simile si è vista per quanto riguarda gli Stati USA paragonando tre gruppi razziali che presentano tassi diversi di circoncisione. Lo studio mette in guardia con dei caveat (correlazione non vuol dire causalità, ecc.) comunque i risultati sono interessanti e preoccupanti.

Un commentatore propone che parte dell’epidemia di autismo sia causato dall’incontro fra una riserva scarsa di antiossidanti e il paracetamolo. In particolare propone che la carenza di vitamina D causerebbe una regolazione verso il basso di antiossidanti chiave che espone il feto a danni ossidativi indotti dal medicinale. Menziona tre studi recenti che utilizzando dei controlli hanno verificato livelli più bassi di 25(OH)D nei soggetti autistici (1).

In un altro studio utilizzando questionari compilati nel corso di 3 anni dai genitori di migliaia di bambini fra cui fratelli germani dello stesso sesso usati come controllo per fattori famigliari e genetici si è visto che bambini esposti a paracetamolo prenatale per più di 28 giorni presentavano peggiore sviluppo motorio, comunicativo, maggiore attività, ecc. Per esposizioni inferiori ai 28 giorni gli effetti erano minori. Quelli esposti a ibuprofene non presentavano questi effetti (2).

Sarebbe dimostrato in una ricerca che i neonati di alcuni animali hanno difficoltà a metabolizzare acetaminofene (paracetamolo) e in quelli più suscettibili viene convertito nel metabolita neurotosico NAPQI che riduce il glutatione, un potente antiossidante e distrugge le cellule di Purkinje. In un paper si afferma che l’evidenza epidemiologia mostra una relazione fra l’analgesico e la frequenza di autismo, asma, deficit di attenzione iperattività e gli effetti dannosi sono stati collegati dall’autore alla somministrazione di paracetamolo con le vaccinazioni nei bimbi fino a 6 anni di età. L’ha dedotto facendo un confronto con Cuba dove il medicinale non viene usato in queste circostanze (3).

Dei ricercatori dell’Università di Uppsala in Svezia studiando l’effetto della somministrazione di Paracetamolo a topi di 10 giorni di età hanno riscontrato effetti cognitivi permanenti includenti un calo delle capacità di apprendimento e memoria oltre ad iperattività. Inoltre l’efficacia del medicinale sui topi una volta diventati adulti era inferiore (4).

Infine uno studio che parla di inibitori di ciclossigenasi come potenzialmente colpevoli durante un periodo critico postnatale di alterare la produzione di prostaglandine per le quali c’è un gran numero di recettori nel cervelletto e del quale dimostrano che c’è una successiva atrofia solo nei topi maschi verificando anche una modificazione delle interazioni sociali e soglia sensoriale. A detta dei ricercatori lo studio proverebbe un più ampio ruolo delle prostaglangline e del cervelletto nello sviluppo dell’autismo (5).

Mettendo insieme questi studi se ne ricava che l’uso di paracetamolo da parte della madre in periodo prenatale o la somministrazione dello stesso ai neonati potrebbe avere conseguenze permanenti ed è necessario esaminare la questione più attentamente.

Aggiornamento 19/03/2016

Da parte dell’astratto di un paper (6), traduzione libera:
I ricercatori hanno seguito 64,322 bambini e madri iscritti al Danish National Birth Cohort (DNBC; 1996-2002) per una media di 12,7 anni per indagare se l’uso di paracetamolo durante la gravidanza è associato ad un aumentato rischio di ASD (disturbo dello spettro autistico) nella prole. Indicazioni sull’utilizzo di paracetamolo sono state raccolte in modo prospettico con tre interviste telefoniche assistite da computer.
Hanno usato i registri dall’ospedale danese e registri psichiatrici per identificare le diagnosi di ASD. Alla fine del follow-up, 1.027 (1,6%) bambini sono stati diagnosticati con ASD, 345 (0,5%) con autismo infantile. Hanno scoperto che il 31% di ASD (26% di autismo infantile) sono stati diagnosticati anche con disturbi ipercinetici.
È stato usato il modello di rischio proporzionale di Cox.
L’uso prenatale di paracetamolo è stato associato ad un aumentato rischio di ASD accompagnato da sintomi ipercinetici (HR = 1,51 95% CI 1,19-1,92), ma non con gli altri casi ASD (HR = 1,06 95% CI 0,92-1,24). Una maggiore durata di utilizzo (cioè, usare per> 20 settimane di gestazione) ha aumentato il rischio di ASD o autismo infantile con sintomi ipercinetici quasi del doppio. L’uso materno di paracetamolo durante la gravidanza è stata associato solo ad ASD con sintomi ipercinetici, suggerendo che l’esposizione a paracetamolo presto nella vita fetale può avere un impatto specifico su questo fenotipo comportamentale iperattivo.

Aggiungo un articolo interessante (7) che racconta come un ricercatore notò il collegamento fra somministrazione di paracetamolo e aumento delle diagnosi di autismo mentre non notò un’associazione fra autismo e reazioni avverse a vaccini.

  1. Prenatal and perinatal analgesic exposure and autism: an ecological link – Ann Z Bauer and David Kriebel – Environmental Health 2013 – DOI: 10.1186/1476-069X-12-41
  2. Prenatal paracetamol exposure and child neurodevelopment: a sibling-controlled cohort study. – Brandlistuen RE et al. – ncbi.nlm.nih.gov – PubMed doi: 10.1093/ije/dyt183. Epub 2013 Oct 24
  3. Evidence that Increased Acetaminophen use in Genetically Vulnerable Children Appears to be a Major Cause of the Epidemics of Autism, Attention Deficit with Hyperactivity, and Asthma – William Shaw, PhD – Journal of Restorative Medicine 2013 – DOI 10.14200/jrm.2013.2.0101
  4. Paracetamol (acetaminophen) administration during neonatal brain development affects cognitive function and alters its analgesic and anxiolytic response in adult male mice – Henrik Viberg, Ph.D et al. -toxsci.oxfordjournals.org 2013 – doi: 10.1093/toxsci/kft329
  5. Prostaglandin E2 is an endogenous modulator of cerebellar development and complex behavior during a sensitive postnatal period. – Dean Sl et al. – ncbi.nlm.nih.gov 2012 – doi: 10.1111/j.1460-9568.2012.08032.x
  6. Maternal use of acetaminophen during pregnancy and risk of autism spectrum disorders in childhood: A Danish national birth cohort study – Zeyan Liew, Beate Ritz, Jasveer Virk1 andJørn Olsen -Autism Res. 2015 Dec 21. – DOI: 10.1002/aur.1591
  7. Acetaminophen as a cause of the autism pandemic? It makes absolutely no sense … at first. – Date: 11 Sep 2015 – By William Parker, Ph.D. – Duke University Medical Center – Special to SafeMinds

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 12, 2014 da con tag , , , , .

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