Sol Invictus

Sotto il Sole

Un mondo di conflitti

La conquista e pacificazione della Gallia da parte di Giulio Cesare si ebbe grazie all’annientamento di alcune popolazioni celtiche tanto che si rifiutò di pubblicare i suoi dati sui celti uccisi. Plinio descrivendo la guerra come un male inflitto al genere umano scrisse di circa 1.200.000 morti mentre secondo Plutarco che provava ammirazione per Cesare morirono un milione di persone e un altro milione fu ridotto in schiavitù. Le ricchezze conquistate per Roma comprendenti gli schiavi furono ben accette dai romani, ma ciò non evitò che Catone per ragioni politiche parlasse del comportamento di Cesare come poco onorevole (1). Per avere un quadro si consideri che le stime più comuni di cui ho letto danno una popolazione gallica di quel periodo di 6-8 milioni, inclusa la parte Cisalpina e quindi si deduce che un quarto o più dei celti fu annientato. La guerra pose  fine ad un’evoluzione indipendente della loro civiltà. La Gallia fu romanizzata, le risorse materiali ed umane conquistate aumentarono la forza di Roma e fu alterato il corso della Storia europea.

Cambiano i tempi e cambiano i metodi e le giustificazioni, ma il fine è lo stesso. In un articolo si dice che secondo il generale K. Alexander, ex capo della NSA, nel 2012 furono registrati quasi 7000 attacchi terroristici con oltre 10.000 morti. Nel 2013 gli attacchi sono aumentati a oltre 10.000 con più di 20.000 morti e si prevede che ciò porterà ad un aumento di aggressioni contro obiettivi occidentali per semplice statistica (2). Non si può certo dire che viviamo in “pace”dato che 10-20.000 morti sono quelle di una piccola guerra ogni anno. Si riesce a limitare le perdite pagando un costo alto in termini di spese militari, privacy, ecc. tramite l’esistenza di una rete di “agenzie” americane e di altri Paesi, alcune delle quali molto in vista ultimamente per comportamenti considerati poco accettabili. La tecnologia rende gli individui molto più capaci di offendere mettendo a disposizione la possibilità di controllare e manipolare sempre più energia e mezzi che rendono inefficaci i controlli e le difese che i singoli individui possono utilizzare quali i propri sensi e forza fisica. Fare una strage con una spada è cosa più lenta e pericolosa per l’attaccante che farla a distanza con esplosivi e fucili.

Si può pensare alla guerra come uno scontro fra fazioni per appropriarsi di risorse ed esistono tanti modi di farla. I surplus di popolazioni che per povertà si scaricano da un luogo ad un altro con le migrazioni “pacifiche” non sono che un modo diverso di arricchirsi approfittando anche delle lacune legislative presenti. Lo stesso dicasi di gruppi di varia natura che guidati dalla propria ideologia si trasferiscono e riproducono in territorio altrui crescendo spesso a tassi elevati: sono degli “aggressori” che si appropriano di risorse che magari avevano esaurito altrove, come lo “spazio vitale”. Ovviamente hanno tutti sempre una scusa e così per esempio i religiosi barbuti o meno e dai comportamenti alquanto bizzarri hanno i pilastri del proprio credo, la convinzione della giustezza e superiorità delle proprie divinità e regole di vita. Oh sì, dicono solitamente di venire in pace e di rendersi utili, ma il caso vuole che non se ne vadano via quasi mai dopo poco tempo pacificamente, amorevolmente, di propria spontanea volontà; anzi magari incitano altri loro simili a raggiungerli per rafforzarsi, in alcuni casi crescendo numericamente a dismisura e causando reazioni negative nei vicini. Tutto ciò è previsto evolutivamente e le fazioni più efficaci prevalgono mentre le altre soccombono. Come sapete in effetti c’è un comportamento che con qualche distinguo si può ritenere una tregua o pacifico, ma è seguito da pochissimi individui: gli altri possono essere ritenuti combattenti.

In quest’ottica è curioso che in un mondo in cui negli ultimi secoli le maggiori potenze sono quasi tutte nominalmente cristiane i seguaci di tale religione, anche quando sono le popolazioni locali più antiche, subiscono danni rilevanti e vengono talvolta praticamente eliminate  da vaste aree geografiche particolarmente dell’Africa e Medio Oriente. Può darsi che avvenga una compensazione numerica con il proselitismo in Paesi come la Cina, ma rimane il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato che determina la sconfitta in determinate circostanze. Lascio stabilire ad altri se la causa sia l’eccessiva bontà, cattiveria o insipienza.

  1. Julius Caesar: The Life and Times of the People’s Dictator – L. Canfora et al. –  University of California Press, 2007
  2. “WE’RE AT GREATER RISK”: Q. & A. WITH GENERAL KEITH ALEXANDER – by Mattathias Schwartz- newyorker.com

 

 

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 29, 2014 da con tag , , , , .

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