Sol Invictus

Sotto il Sole

Ricostruzione della Storia dei Rom usando dati genetici

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Diversi studi genetici nel corso degli anni hanno trattato l’origine dei Rom i quali presentano legami linguistici e culturali con alcune popolazioni dell’India. Per esempio, solitamente la struttura sociale dei vari gruppi è costituita da caste definite dalla professione che richiamano quelle del subcontinente di origine. Si era determinato da tempo che discendono probabilmente dalla fusione di una gruppo di origine nord indiana con componenti mediorientali (MO) ed europee.

Uno studio del 2013 è stato fatto collezionando campioni da 6 gruppi Rom provenienti da 4 Paesi europei, Spagna inclusa. Come prima cosa, guardando un grafico delle componenti principali PCA si vede che i Rom sono geneticamente a circa metà strada fra europei e le popolazioni indiane nord-occidentali, in linea con studi precedenti (fig 1). Secondo gli autori la somiglianza è maggiore con i Punjabi e Kashmiri Pandit. Però, come si capisce dallo stesso grafico, gli indiani continentali sono a loro volta una fusione avvenuta migliaia di anni fa tra eurasiatici occidentali e “indiani ancestrali”e le due genti menzionate prima sono a loro volta più “occidentali” di altre del subcontinente. Per fare il grafico si è quindi usata fra le popolazioni di riferimento quella degli Onge andamanesi (simili nell’aspetto ai Grandi Andamensi della foto) come rappresentante gli indiani meridionali ancestrali, detti ASI, e si vede che questa componente è circa il 22,5% del DNA Rom. Notate una lontana somiglianza se vi concentrate molto a lungo? Il rimanente 77,5% è appunto la componente Eurasiatica occidentale di provenienza MO, europea e nord-indiana. Questi dati più o meno corrispondono alle percentuali di aplogruppi maschili e femminili Rom di origine indiana che insieme sono stimate mediamente intorno al 20% da un altro studio (2). Facendo varie analisi si è determinata anche che la componente europea assorbita in tutti i gruppi analizzati è più simile quella euro-orientale. Usando un modello contemplante un unico evento fondatore, secondo i ricercatori la fusione fra Rom “indiani” ed eurasiatici occidentali avvenne 8-9 secoli fa e concorda con quanto si sa del loro arrivo nei Balcani intorno all’11°-12° secolo.

I ricercatori dicono di trovarsi in accordo con un altro studio genomico (3) che ha usato un modello con due eventi fondatori. In esso sono stati campionati 13 gruppi Rom europei e si conclude che ci fu una singola popolazione fondatrice Indiana nord/ nord-occidentale risalente a1500 anni fa a cui seguì una rapida migrazione con influssi moderati dal Medio Oriente ed Europa. In quest’ultima regione la diffusione iniziò dai Balcani circa 900 anni fa.

Alcune note finali:

Il termine “Rom” viene spiegato dal paper (2) come derivante da un termine collettivo aborigeno indiano. L’assenza di parole di origine araba e la presenza di di termini da lingue caucasiche e di altri ceppi indicano un tragitto “settentrionale” dall’India ai balcani meridionali rasentando le coste meridionali del Mar Caspio e Mar Nero.

Secondo lo studio l’aplogruppo specificamente sud asiatico trovato nei Rom è H1a1a-M82 ed è presente nei diversi gruppi in quantità variabile dal 10% al 60% e forse originò 30.000 e più anni fa. Se interessa, la tabella S4 (2) ne mostra la presenza o meno in molte popolazioni sedentarie. Altre varianti di H magari molto antiche esistono in altre zone del mondo, talvolta a bassissima frequenza. Queste classificazioni vengono aggiornate e i rami si estendono man mano che se ne sa di più. Gli andamani e in particolare gli Onge risultano essere di aplogrupo D.

B.

  1. Reconstructing Roma History from Genome-Wide DataPriya Moorjani et al. – plosone.org – DOI:10.1371/journal.pone.0058633
  2. The Phylogeography of Y-Chromosome Haplogroup H1a1a-M82 Reveals the Likely Indian Origin of the European Romani PopulationsNiraj Rai et al. – plosone.org – DOI: 10.1371/journal.pone.0048477

  3.  Reconstructing the population history of European Romani from genome-wide data.Mendizabal I et al. – ncbi.nlm.nih.gov doi: 10.1016/j.cub.2012.10.039. Epub 2012 Dec 6

Image by: unknown – not relevant because of the year [Public domain], via Wikimedia Commons

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 13, 2014 da con tag , , , , , .

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