Sol Invictus

Sotto il Sole

DNA mitocondriale di Eva Braun

È di questi giorni la notizia che Eva Braun, prima compagna e infine moglie di A. Hitler, era probabilmente di origine ebraica perché in un campione di capelli trovati su una spazzola e attribuiti alla donna è stato riscontrato l’apolgruppo mitocondriale N1b1 che secondo diverse fonti (1) è presente nel 5-10% della popolazione ebraica europea. Però i capelli sono passati per molte mani e già questo getta un ombra di incertezza visto che non c’è per il momento nessuna vera garanzia che siano quelli di Eva e qualche parente si è rifiutata di sottoporsi ad esami per confermare il dato. Inoltre, cosa più importante, negli articoli l’N1b1 viene descritto come indicatore “fortemente associato” agi ebrei. Quindi ho voluto vedere che cosa si ricava da questa informazione supponendo che gli scienziati non ci tengano nascosto altri dettagli.

L’N1b1 è poco comune ed in particolare si trova in Europa a frequenza molto bassa, tipicamente 0.5-1%, soprattutto nella parte meridionale e orientale stando ad una mappa. In Italia è un po’ sopra l’1% (1,27% secondo una fonte). Già da questo si ricava che ci sono molti più europei N1b1 che ebrei. Eva potrebbe avere avuto un’antenata sud europea o balcanica. Inoltre gli ebrei potrebbero avere preso l’N1b1dagli italiani o greci visto che risultano avere una buona dose di elemento europeo, variabile a seconda delle stime. Alcuni studiosi dicono che gli ebrei presenti in Europa geneticamente ricordano mediamente i ciprioti e qualche analisi ha riscontrato che assorbirono sopratutto donne (2) dalle popolazioni circostanti e nel documento si afferma anche che l’N1b è presente nel continente dall’inizio dell’Olocene, oltre 13000 anni fa. D’altro canto la distribuzione sulla mappa mostra una diffusione radiale dal Medio Oriente che solitamente è tipica di aplogruppi di origine neolitica. A questo c’è da aggiungere che gli Ashkenaziti si sarebbero moltiplicati rapidamente nell’ultimo millennio o poco più a partire da poche centinaia di famiglie con conseguente possibile effetto “fondatore” per qualche aplogruppo.

Per fare un paragone alcuni anni fa fu esaminato del sangue detto essere di Luigi XVI e conservato come reliquia dopo che fu posto termine alla sua vita. Ebbene il DNA mitocondriale del monarca risultò essere N1b e successivamente la cosa fu smentita (3) nel 2013 da un altro studio che sottolineò come queste prove vanno confermate con DNA dei parenti consanguinei. Il punto è che finché si credette all’N1b del monarca si ipotizzò che discendesse da antenati fatti risalire anche ad una donna di origine italiana come risulta da alcuni forum in internet.

Tutto questo per dire che dalle informazioni limitate sull’aplogruppo di Eva Braun fornite in questi giorni dai mass media si può dedurre molto poco dato che un aplgruppo svela solo una parte minuscola di tutto il DNA di una persona  e come osservato da varie fonti ci vuole un esame molto più approfondito, possibilmente anche di qualche parente stretto. È bene sempre tenere presente che i giornali vivono di vendite e quindi amano il sensazionalismo e tante persone desiderano avere i loro 15 minuti di gloria.

  1. BMC Genomics 2008, 9:198  doi:10.1186/1471-2164-9-198

  2. Nature doi:10.1038/ncomms3543

  3. European Journal of Human Genetics doi: 10.1038/ejhg.2013.211

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 8, 2014 da con tag , , , .

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