Sol Invictus

Sotto il Sole

Sapienti, spettro autistico ed epilessia

Un savant, “sapiente”, può essere definito come soggetto dotato di una particolare conoscenza o abilità chiaramente superiore alla capacità generale dello stesso e superiore alla norma della popolazione. Molti studi riscontrano che talvolta c’è un legame fra queste capacità e soggetti con diagnosi di spettro autistico che possono essere ad alto funzionamento.

In una ricerca studenti di fisica, ingegneria, matematica e scienze informatiche sottoposti ad un test basato su un questionario detto AQ ottennero punteggi di circa 21-22. Il test fu usato anche per i vincitori della British Mathematical Olympiad che ottennero una media di 24. Undici studenti con 32 o più furono intervistati e di 7 fu riportato che rientravano nei criteri DSM-IV per la sindrome di Asperger.

In altra occasione furono chieste due domande ad un totale di 378 studenti undergraduate selezionati per essere bravi a sistemizzare, una caratteristica che apprendo essere marcata negli autistici, e a 414 studenti di un gruppo di controllo appartenenti ad altre discipline: 1) se fossero stati diagnosticati di spettro autistico e 2) quanti avessero famigliari con tale diagnosi. Le risposte alla prima domanda furono affermative per l’1,85% nel gruppo di matematici e per lo 0,24% nel gruppo di controllo. Essi ammisero anche di avere rispettivamente lo 0,5% e lo 0,1% di famigliari con tale diagnosi.

Questi dati ricordano indirettamente uno studio un po’ datato degli anni 90 (1) in cui si riscontrò che i genitori dei bambini autistici avevano più del doppio di probabilità di essere ingegneri rispetto a quelli dei bimbi normali e il rapporto era addirittura più alto per i rispettivi nonni.  Come si vede si riscontra un legame con professioni di un certo tipo.

La cosa si fa interessante leggendo di una ricerca in cui furono analizzati 36 bambini fra i 7 e i 12 anni di cui la metà diagnosticati come autistici. Tutti i partecipanti avevano QI e capacità di lettura normali, ma il gruppo autistico risultò significativamente più abile nei test standardizzati di matematica. Si vide con la risonanza magnetica che gli autistici usavano una parte diversa del cervello per risolvere i problemi. Nei problemi di matematica usavano la parte occipito-temporale ventrale della corteccia cerebrale che normalmente è usata per il riconoscimento di visi e oggetti.

Diversamente, un’analisi del 2013 (2) non trovò una correlazione fra autismo e aree di insediamenti di industrie ad alto tasso di IT (informatica e tecnologia). Invece trovò una correlazione con aree in cui i genitori erano di educazione elevata e quindi avevano figliato in età più tarda a causa degli studi. Ci sono altre conferme dell’impatto dell’età (3): si è visto che i figli di uomini di 45 anni hanno la probabilità di soffrire 13 volte di più di ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), 3,5 volte di autismo e 25 volte di disordine bipolare rispetto a quelli nati da padri 24enni.

Da tutto questo si può dedurre che vi è un’influenza genetica che può essere famigliare o meno e che il funzionamento cerebrale risulta diverso in queste persone. Si stima che la maggioranza dei casi di spettro autistico sia di origine genetica (4). Il cervello in qualche maniera è “ricablato” e nei casi “fortunati”, ad alto funzionamento, si può avere un aumento notevole, anche sorprendente,delle prestazioni intellettuali in alcune materie o abilità apparentemente senza conseguenze pesanti per le prestazioni generali: infatti molti dei soggetti esaminati dagli studi sono studenti universitari. 

Dopo avere considerato la predisposizione genetica e l’età avanzata dei padri arriviamo alla terza possibilità, quella degli incidenti traumatici che alterano le funzioni cerebrali. In un articolo in inglese (5) si menzionano diversi casi di persone che hanno avuto danni cerebrali e in cambio di mal di testa frequentissimi ed altri problemi più o meno gravi sono diventati improvvisamente e clamorosamente musicisti, artisti, scultori, pittori ecc. Viene suggerito che nel caso dei novelli artisti il danneggiamento dell’emisfero sinistro “disinibisca” quello destro. 

Si dice che Giulio Cesare soffrisse di epilessia e chissà quante volte sarà caduto a terra colto dalle crisi. Si dice lo stesso del fratello di Alessandro Magno. Basandosi sulla descrizione tradizionale della sua esperienza mistica è stato ipotizzato che anche San Paolo fosse epilettico o abbia battuto la testa visto che cadde da cavallo e vide la luce anche se la descrizione di tale evento è assente dai resoconti. È noto che alcuni epilettici hanno esperienze mistiche e fra gli antichi quella malattia era nota come morbo divino. A quanto pare l’epilessia può essere conseguenza di danni cerebrali e c’è una connessione statistica fra autismo ed epilessia. In un’analisi dei registri di una popolazione si è visto che un quarto degli individui con autismo infantile soffrivano anche di epilessia contro solo l’1,5% della popolazione di controllo.

Quindi lo sviluppo anomalo del cervello o un suo danneggiamento può comportare non solo deficit, ma anche l’acquisizione notevoli capacità cognitive e abilità manuali specifiche. Si può pensare che una parte del cervello rimanendo danneggiata non inibisce più altre aree, “liberandole” e permettendo la manifestazione di capacità che probabilmente molti hanno in forma latente. L’intelligenza a non gode di proprietà additiva: avere molte persone più o meno mediamente intelligenti non è equivalente ad avere una persona geniale che ha una visione di cui gli altri non sono capaci. E così ogni tanto una persona ottiene traumaticamente oppure nasce con capacità superiori che lasciano a bocca aperta. Talvolta nell’arte, talvolta in matematica, talvolta in campo militare. Individui che arrivano dove gli altri non possono.

  1. Are Geeky Couples More Likely to Have Kids with Autism? – Simin Baron-Cohen, scientificamerican.com
  2. Scientists and autism: When geeks meet – Lizzie Buchen,  nature.com
  3. Are Kids Born to Older Dads at Risk for Mental Health Woes? –  nlm.nih.gov
  4. Giornata mondiale dell’autismo, sfatiamo qualche mito – Caterina Visco,  daily.wired.it
  5. When Brain Damage Unlocks The Genius Within –  Adam Piore ,   www.popsci.com

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 9, 2014 da con tag , , , , , .

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