Sol Invictus

Sotto il Sole

Evidenza genetica delle migrazioni germaniche in Italia

Lombard_Migration

Aggiornato il 04/04/2016

In internet ci sono delle mappe che mostrano le frequenze  in Italia ed Europa di alcuni aplogruppi maschili Y-DNA che, se si prendono per buone, sono interessanti dal punto di vista della storia delle migrazioni germaniche medievali, le sole dall’epoca dell’impero romano fino alla metà del ventesimo secolo che hanno avuto un impatto significativo sia pure marginale su quasi tutta la popolazione italiana.

Il primo aplogruppo che considero è I1 che raggiunge il massimo in Scandinavia e viene generalmente associato alle migrazioni di popolazioni di origine scandinava (germaniche) nel corso degli ultimi millenni. In particolare, si nota una correlazione notevole di I1 con gli insediamenti in Italia dei longobardi e normanni. Come si vede, è generalmente scarso in Europa meridionale rispetto ai territori più settentrionali da cui si irradia e la concentrazione aumenta costantemente andando verso nord dall’Italia alla Svezia, terra d’origine storica delle due popolazioni. Nei paesi scandinavi circa il 40 % dei maschi etnici porta l’aplogruppo I1. [Una precisazione: queste mappe storico-genetiche tendono a riflettere la distribuzione pre II Guerra Mondiale]

In Italia mediamente circa il 3% dei maschi è I1, ma guardando meglio le cose si fanno più interessanti. Infatti si nota che nel nordest la percentuale arriva al 20% e questo si deve agli influssi genetici delle popolazioni confinanti e delle grandi migrazioni medievali fra le quali quella longobarda. Si vede anche una maggiore concentrazione di I1, pare intorno all’8% mediamente, in Sicilia occidentale, soprattutto presso Palermo. Questo corrisponde a quanto noto degli insediamenti normanni nell’isola. Interessanti, pur derivando da quel che mi risulta da analisi di campioni numericamente limitati tratti da questo studio (1), sono alcuni picchi visibili più intensamente colorati sulla mappa in Veneto, Emilia e Molise (2). Corrispondono a tre città con insediamenti longobardi importanti: Vicenza col 18% di I1, Bologna col 10% e infine Campobasso con il 14%. A Bologna i longobardi o i loro alleati si sistemarono nella zona orientale della città e ripopolarono anche Campobasso, che ha dei resti sannitici.

Un altro aplogruppo descritto come segno dell’influenza delle popolazioni germaniche è R1b-S21/U106. Ha il massimo sulle coste del Mare del Nord, ma notare anche la concentrazione in corrispondenza dell’Austria. Dulcis in fundo, c’è una bella mappa Germanic Y-DNA (tratta dalla fine di questa pagina e che mette insieme I1, R1b-U106, R1b-L238, R1a-z284 e I2-m223 che costituisce la quasi totalità di I2a2), che dà un quadro complessivo dell’influenza genetica delle popolazioni “germaniche” in Europa. Notare la chiazza nella parte centrale della penisola collegabile alla Langobardia minor. In Sicilia la parte occidentale contrasta fortemente con la parte orientale: in quest’ultima ci furono comunque  insediamenti di lombardi (italiani della Lombardia) e altri in epoca normanna.

Oltre ai longobardi con i loro alleati nel Medioevo arrivarono in Italia anche altri popoli germanici come per esempio gli ostrogoti che però avevano vissuto a lungo in Europa orientale e le proporzioni delle linee maschili che importarono sono difficili da valutare potendo essi aver assorbito numerosi slavi, sciti, ecc. Inoltre probabilmente frazioni di alcuni aplogruppi indicati qui come “germanici” non sono arrivate in Italia con le grandi migrazioni nel Medioevo . I celti (per es. nel caso dell’ I2a2) e gli spostamenti di individui e famiglie e piccoli gruppi di europei nel corso del tempo potrebbero avere contribuito una parte significativa.  È bene tenere presente che la precentuale di aplogruppi maschili non riflette necessariamente la percentuale di sangue germanico nella popolazione. Ho letto in passato commenti di persone che ritenevano la migrazione normanna in Sicilia prevalentemente maschile, fatta di avventurieri, mercanti, nobili senza terra, ecc. Se vero, questo probabilmente riduce la percentuale complessiva di contributo genetico normanno nei siciliani rispetto a quella degli aplogruppi. Invece i longobardi giunsero con tutta la popolazione, cioè con mogli, figli e buoi al seguito e per loro il discorso potrebbe essere diverso.

Finisco con alcune osservazioni riguardanti il resto dell’Europa: sulla mappa si vede una striscia più chiara dovuta soprattutto all’I1 che scende giù fino alla Grecia del nord presso Salonicco (Tessalonica). A mio avviso forse riflette le razzie dei goti, ma più probabilmente le migrazioni successive degli slavi che portarono verso sud aplogruppi di tipo “germanico” assorbiti più a settentrione e in tal caso supporta l’idea di un impatto significativo degli slavi sulla popolazione della Grecia. Notare poi la striscia di concentrazione più elevata di I1 che penetra il territorio russo settentrionale. Molti storici sono convinti che la fondazione della civiltà russa si debba anche ai vichinghi con tutte le loro attività economiche nel Baltico e nell’entroterra lungo i fiumi. Infine, ammesso che siano stati riportati sulle mappe dati validi per l’Africa del nord e volendosi sbilanciare, guardando la cartina dell’I1 e quella con tutti i cosiddetti aplogruppi germanici si deduce che i Vandali, sconfitti e anche deportati, hanno lasciato poche tracce in Nordafrica.

Aggiornamento 26/02/2015
I dati raccolti nella provincia di Trapani con un piccolo campione per una ricerca pubblicata nel 2014 non mostrano frequenze di I1 tali da indicare una presenza nordeuropea di rilievo. Può darsi che in qualche zona della Sicilia occidentale le percentuali reali di I1 siano un poco più basse di quelle rilevate precedentemente. Mi sembra che la mappa indicata sopra venga aggiornata ogni tanto.

Aggiornamento 04/04/2016 – rivisto 17/04/2016
Nella mappa di frequenze di I1 si vede in Italia una concentrazione ad est di Roma, a cavallo del confine fra Lazio e Abruzzo. Ho trovato lo/uno studio dal quale probabilmente sono stati ricavate le frequenze per quella zona (3). Si tratta di campioni spesso molto piccoli da sette comunità montane relativamente stabili nel tempo. I paesi e le percentuali di I1 sono: Jenne 0%, Vallepietra 28%, Saracinesco 0%, Trevi nel Lazio 9%, Filettino 24%, Piglio 6% nel Lazio e infine Cappadocia 35% in Abruzzo, non lontano da Avezzano.
Le notizie storiche che ho trovato dell’area riportano scorrerie, insediamenti e gastaldati longobardi, ecc. (4). Quindi si può pensare ad una certa quantità di elemento germanico nell’area, forse anche abbastanza elevata in qualche località come a Cappadocia e probabilmente bassa in altre visto che a Jenne e nel piccolo campione di Saracinesco non è stato trovato I1 .

(Nota: a Jenne risulta la presenza curiosa di aplogruppo Q (9%), pare prevalentemente di un ramo di origine filogenetica caucasica, anche se Q stesso viene dato come di origine siberiana. Insieme a qualche altro aplgruppo secondo i ricercatori può far pensare ad un possibile influsso anatolico/caucasico negli ultimi millenni, pur non deviando quella comunità montana in maniera significativa dalla altre popolazioni italiane. I ricercatori ipotizzano un influsso armeno, ma ci vorranno altre indagini più approfondite.)

  1. Uniparental Markers in Italy Reveal a Sex-Biased Genetic Structure and Different Historical Strata A.boattini et al.  Published: May 29, 2013 – http://www.plosone.orgDOI: 10.1371/journal.pone.0065441
  2. link
  3. Traces of forgotten historical events in mountain communities in Central Italy: A genetic insight –  – Francesco Messina et al. – 27 FEB 2015 – DOI: 10.1002/ajhb.22677
  4. Dominazione dei longobardi. Scomparsa di Anxantium e rinascita di Avezzano – Giovanni Pagani- Link

Image: migrazione dei Longobardi. By Castagna [Public domain], via Wikimedia Commons

Un commento su “Evidenza genetica delle migrazioni germaniche in Italia

  1. TELLURICO
    maggio 2, 2016

    Ti sei dimenticato di scrivere che l’aplogruppo I è fratello diretto della J (tipico delle popolazioni meso/saharasiane-semitiche) dal momento che hanno un ancestrale capostipite che gli accomuna (di certo non europoide).

    upload

    upload

    protosemitic.org/the-proto-semitic-tribe-of-scandinavians.php

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 3, 2014 da con tag , , , , , .

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