Sol Invictus

Sotto il Sole

Sciamanesimo nella medicina e placebo

Ecco alcuni casi in cui si dimostra un effetto placebo:

-In uno studio clinico randomizzato doppio cieco del 2002 circa180 pazienti con osteoartrite del ginocchio furono assegnati a caso a uno di tre gruppi, ognuno sottoposto ad un trattamento diverso: il primo ricevette un lavaggio artroscopico, il secondo una pulizia (debridement) artroscopica e il terzo un intervento chirurgico finto con una semplice incisione e inserimento dello strumento. I pazienti furono valutati per il dolore nel corso dei 24 mesi mesi successivi e si vide che fra i tre gruppi non c’era differenza significativa nell’esito.

-Un altro studio del 2008 riguardante l’osteoartrite ebbe un esito simile. Nel gruppo di controllo usarono solo la terapia fisica e medica, senza chirurgia. 

-S’è visto che dando al placebo il nome di un medicinale vero per emicrania se ne incrementava l’efficacia e comunque funzionava, anche se meno, se il paziente sapeva di cosa si trattasse. Viceversa, indicando come placebo il medicinale vero, se ne diminuiva l’effetto. 

-In uno studio del 2013 un certo numero di pazienti con lesione degenerativa del menisco mediale, dolore debilitante e candidati per un intervento chirurgico sono stati divisi in due gruppi: uno che è stato sottoposto ad intervento normale riparatore e uno che ha subito l’intervento finto mimato (nel caso i pazienti percepissero qualcosa nonostante l’anestesia) e a cui sono state fatte le incisioni. Non c’è stata una differenza statisticamente significativa fra i due gruppi nella riduzione del dolore.

Studio clinico randomizzato doppio cieco del 2009 in cui pazienti con una o due dolorose fratture vertebrali osteoporotiche di meno di 12 mesi furono divisi in due gruppi, per una vertebroplastica o un intervento finto, e successivamente valutati per il dolore: non fu misurata una differenza statisticamente significativa fra i due gruppi.

Stessi risultati per la rivascolarizzazione miocardica laser percutanea per ridurre l’angina e per l’agopuntura per curare l’emicrania.Ci sono diversi studi che dicono che l’agopuntura vera e finta hanno quasi lo stesso effetto e non si può nemmeno escludere il bias (pregiudizio) anche per quel minimo vantaggio offerto da quella vera. In un libro è riportato fra gli altri esempi come due medici videro che una semplice soluzione salina si rivelava efficace quanto i vaccini per curare l’artrite reumatoide.E così via: ci sono esempi riguardanti alcuni antidepressivi, effetti collaterali di medicinali, ecc..

Non voglio generalizzare, ma a leggere queste cose si rimane sconcertati. Infatti viene osservato che due sono le cose: o i ricercatori che fanno queste prove imbarazzanti scelgono operazioni e interventi ad hoc oppure c’è un problema con l’applicazione del metodo scientifico in parte della medicina & chirurgia. Perché se è vero che nelle cure l’effetto placebo può comunque essere un fattore positivo, è anche vero che lo stesso effetto si potrebbe avere con interventi meno invasivi e rischiosi. C’è chi si domanda seguendo quali criteri scientifici (o forse economici…) si è arrivati a sviluppare tecniche chirurgiche che poi fanno queste figure, per non parlare dei costi incredibili che si riversano sulla finanze pubbliche e private. Un sondaggio ha verificato un rilevante utilizzo di placebo, sia puri che impuri, da parte della maggioranza di medici britannici. Questi dati mi fanno venire il vago sospetto che in qualche caso possa essere anche una forma di disimpegno quando non hanno una soluzione e non ritengono utile perdere tempo in spiegazioni.

Si stima che circa il 30% della popolazione sia sensibile all’effetto placebo e pare che non si riesca a predire chi, anche se i bambini mostrano una risposta più forte. Come facilmente immaginabile e suggerito anche dall’articolo di Wikipedia, la “motivazione” del paziente, l’attenzione che rivolge al proprio dolore e le variazioni della neurochimica legato allo stato emotivo sono fattori che ne fanno variare l’effetto, senza contare l’attenzione che offre il medico e il rito della visita. Inoltre una ricerca del 2006 ha concluso che le persone malate di Alzheimer non godono degli stessi benefici placebo perché la ridotta funzionalità della corteccia prefrontale del cervello e quindi delle aspettative del paziente interferisce con la produzione di sostanze analgesiche.

Tirando le somme, queste informazioni mettano sotto un’altra luce frasi come “la fede vi salverà”, “se sarete come bambini” e i riti elaborati e talvolta criticati praticati dai religiosi. Vedo che ci si domanda in diversi articoli perché l’effetto placebo sia diventato più visibile negli ultimi tempi e con ampie variazioni in base a tanti fattori quali luogo, nazione, ecc. e forse una prima risposta è che gli studi sono fatti con maggior attenzione e rigore scientifico. Suppongo che un’altra risposta possa essere che in alcune società più che in altre, la gente è bombardata dalla pubblicità, imbottita di pillole, iniezioni e non dia più molto importanza all’ennesimo medicinale; immagino anche che il rituale delle visite mediche troppo frequenti causi assuefazione. Infine i pazienti possono diventare scettici a causa delle informazioni sempre più accessibili riguardanti la reale efficacia delle terapie.

Sciamanesimo

Articolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 22, 2014 da con tag , , , , .

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: