Sol Invictus

Sotto il Sole

Capelli rossi e e salute

512px-Redhead_close_upIn questo post presento una serie di studi che descrivono i rapporti fra rutilismo, salute e alcune sostanze chimiche. 

Una ricerca a lungo termine è stata condotta reclutando negli anni ottanta circa 21000 soggetti e si è visto che gli uomini coi capelli rossi hanno il 54% di probabilità in meno di sviluppare il cancro alla prostata rispetto ai biondi, castani e mori (Hazard Ratio HR=0,46). 

Altri studi citati in Wikipedia mostrano che i rossi hanno anche una sensibilità diversa al dolore a seconda dell’origine di quest’ultimo. Si è visto che che provano meno dolore dovuto a sollecitazioni meccaniche della pelle e scariche elettriche. D’altro canto si è osservata una maggiore sensibilità al freddo: provano dolore già a 6 gradi centigradi mentre i non-rossi hanno tale reazione quando la temperatura è prossima allo zero. Risulta che le donne rosse temono il dentista col doppio della frequenza delle altre donne e questo pare confermato da quanto leggo nei commenti ad articoli online, in cui soggetti con tale chioma, dicono di essersi lamentati in passato con i loro medici e dentisti per il dolore che provavano durante alcuni interventi rimanendo spesso inascoltati finché non si è diffusa la notizia che i ricercatori avevano notato una risposta atipica delle persone a diverse sostanze usate in medicina per controllare il dolore. Infatti richiedono circa il 20% più di alcuni anestetici per essere messe “fuori combattimento” confermando a quanto pare un’opinione circolante da tempo fra gli anestesisti. D’altra parte questi soggetti richiedono meno analgesici come la pentazocina e la morfina-6-glucuronide.

Il Parkinson affligge le persone in misura che sembra dipendere dal colore dei capelli. In particolare i rossi sono colpiti col doppio della frequenza dei mori. La relazione è più rilevante sotto i 70 anni, dopo aver controllato per l’età, fumo, etnia, ecc.; le altre tonalità hanno valori intermedi. 

Ci sono indicazioni di una qualche relazione fra sclerosi multipla (MS) e rutilismo, almeno nelle donne, con un odds ratio (OR) di circa 2. Secondo lo studio l’aumento di esposizione solare fra i 6 e i 10 anni di età non riduce la MS fra i “rossi” mentre ha un effetto positivo sugli altri.

Per almeno alcune di queste osservazioni è stata offerta una spiegazione. Il gene per il recettore MC1R a cui si legano le melanocortine è coinvolto nella produzione della melanina e nei “rossi” è mutato causando la produzione di grandi quantità di feomelanina che determina il loro colore e conferisce una ridotta protezione ai raggi UV facilitando i danni genetici che possono causare melanomi. L’aspetto rilevante è che MC1R è coinvolto anche nel funzionamento del sistema nervoso centrale e si dice che abbia un ruolo nell’efficacia di alcuni anestetici. Si stima che negli USA attualmente circa il 25% della popolazioni porti questa mutazione che si manifesta fenotipicamente con un 1-3% di “rossi” fra la popolazione. Mi risulta che siano l’1-3% anche in Italia. Come sottolineato in un articolo precedente la massima concentrazione si ha nelle isole britanniche. Le persone con lentiggini senza capelli rossi hanno l’85% di probabilità di portare la mutazione mentre le persone non visibilmente rosse e senza lentiggini hanno il 18% (vedi Wikipedia).

Mi viene in mente che nel nord Europa e in particolare nelle isole britanniche c’è una tradizionale tendenza a bere intensamente prendendosi una sbornia, specie se in compagnia. Mi domando se questo sia determinato in qualche maniera oltre che da altri fattori quali quelli culturali, anche dall’elevata presenza di geni per il rutilismo nella popolazioni nordoccidentali. Non sono il solo a chiederselo da quel che leggo in internet, ma non ho trovato dati al riguardo. Certo è che l’alcol ha un effetto analgesico anche in quantità modesta. Però l’azione della sostanza sul sistema nervoso umano viene descritta come complessa e non del tutto chiara, quindi un eventuale legame fra alcol e rutilismo rimane tuttora indeterminato per quel che so. L’opinione popolare in qualche Paese europeo è che i rossi siano un po’ delle teste dure e irrequiete, focose. Anche in questo caso non ho trovato studi scientifici. Però se si accetta per buona una diversa sensibilità ad alcuni ormoni, variazioni di temperatura, dolori e sostanze di vario tipo, non è difficile immaginare la possibilità che questi fattori abbiano un effetto sul carattere.

Photo credit: Sunny Ripert / Foter / CC BY-SA

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 9, 2014 da con tag , , , , .

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