Sol Invictus

Sotto il Sole

Origine dell’aplogruppo maschile R1a dei Leviti

Per molto tempo si è pensato che la presenza dell’aplogruppo NRY (non ricombinante) R1a in tutti o quasi gli appartenenti alla casta patrilineare dei leviti  fosse dovuta all’introgressione di europei orientali fra i quali è presente a frequenza elevata. Questo fatto tra l’altro favoriva anche l’ipotesi di un’origine khazara di almeno una parte degli ebrei ashkenaziti.  

Ora è uscito uno studio su Nature che offre una visione diversa e più intrigante di come stanno le cose. Estrapolando dal sommario: analizzando l’R1a ed in particolare il sottogruppo M582 i ricercatori hanno visto che fra i soggetti esaminati quest’ultimo risulta assente fra 922 europei orientali e quasi totalmente assente fra quelli centro-occidentali mentre costituisce il 33,8% dell’R1a complessivo dei maschi ashkenaziti e il 5,9% di 303 soggetti R1a mediorientali fra i quali tale linea mostra la maggiore variabilità. I leviti sono circa il 4% dei maschi ashkenaziti; il 65% dei leviti ashkenaziti (e circa il 16% dei leviti sefarditi) presentano l’M582 che evidenzia un evento “fondatore” recente datato a 1500-2500 anni fa, forse dovuto ad un collo di bottiglia: una contrazione della popolazione seguita da un’espansione demografica a partire da pochi individui rimasti. Secondo il documento l’M582 non è stato trovato in Asia centrale,meridionale e Siberia meridionale. L’unica regione con una concentrazione di rilievo pare essere il Medio Oriente e precisamente la maggiore variabilità e concentrazione è in Iran e nelle zone vicine. Ciò indica quella regione del Medio come probabile origine della linea maschile R1a dei leviti e implica la presenza molto probabile di M582 già in alcuni maschi ebrei mediorientali “pre-diaspora” di duemila anni fa.

 Il risultato è molto interessante se osservato insieme ad una mappa di alcuni anni fa che può dare un’idea approssimativa della distribuzione di R1a1a che include M582 in cui si può notare una concentrazione sul Kurdistan/Iran. Una possibile evoluzione temporale storica geografica della linea z93>Z94…>M582 può essere intuita da quest’altra mappa anche se le date si riferiscono a migrazioni di indoiranci. Infatti non è sicuro che siano state queste popolazioni ad introdurre l’M582 in Medio Oriente. Essi furono probabilmente solo una minoranza che dominarono e si fuse con le genti locali di tutt’altra origine. I risultati dell’analisi non solo riducono drammaticamente la possibilità che gli ebrei discendano dai khazari che è negata anche da altri studi, a meno di ipotizzare un’origine mediorientale dell’elite di quel popolo, ma fa emergere altre spiegazioni plausibili. Si narra degli ebrei e del loro rapporto con i persiani che misero fine al loro esilio a Babilonia nel sesto secolo a.C. Per spiegare la presenza di quell’R1a si può pensare che i leviti e in misura minore il resto degli israeliti assorbirono individui provenienti dalla regione a cavallo fra la Mesopotamia e l’Iran e poi tornarono in Palestina. C’è chi ipotizza che questo R1a M582 derivi dai Nethinim (servitori del tempio) di origine mesopotamica o iranica successivamente assorbiti dai leviti.

 Si discute da lungo tempo del rapporto intercorso fra zoroastrismo ed ebraismo. Mi sembra che prevalgano coloro che vedono un’influenza dalla prima religione sulla seconda anche se altre fonti non si sbilanciano. Ebbene, considerando che i leviti sono un casta e visto il collegamento genetico patrilineare descritto sopra credo che ci sia un altro punto a favore di un’influenza dello zoroastrismo sull’ebraismo. Infatti viene da pensare che gli iranici o mesopotamici assorbiti dai leviti avessero un rapporto con la cultura religiosa zoroastriana dei persiani. Inoltre ricordo che secondo alcune fonte i testi ebraici e qualche resto archeologico presentano riferimenti ad un’entità femminile associata a Yahweh e quindi ci sono indicazioni della possibile natura politeistica delle credenze di una parte della popolazione ebraica perlomeno nei secoli prima dell’esilio a Babilonia. Può darsi che l’entrata in contatto con gli zoroastriani abbia col tempo rafforzato o diffuso nel resto della popolazione il monoteismo rigido della religione ebraica come la conosciamo oggi. Forse un ruolo in tutto ciò l’hanno avuto anche i farisei. Ultima considerazione degna di nota è la radice stessa della parola “ashkenazi” che si dice indicare la Germania. Invece nel blog Kurdish DNA vien proposta un’ipotesi molto diversa e cioè che in realtà derivi dalla parola persiana “Ashkan” talvolta usata in Medio oriente come “persiano”. Si delinea la possibile conferma genetica di un’influenza di origine più orientale sulla popolazione ebraica.

Bibliografia

Nature Communications 4, Article number: 2928 doi:10.1038/ncomms3928
Phylogenetic applications of whole Y-chromosome sequences and the Near Eastern origin of Ashkenazi Levites

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 29, 2013 da con tag , , , , , .

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