Sol Invictus

Sotto il Sole

I medici devono lavarsi le mani più spesso

Da tempo si avverte la difficoltà sempre maggiore che si incontra nel combattere le infezioni, soprattutto quelle contratte in ospedale dovute a microrganismi diventati resistenti a quasi tutto l’armamentario antibiotico a disposizione. Avendo osservato alcuni comportamenti che trovavo degni di nota ho pensato di vedere cosa dicono le statistiche sull’igiene del personale ospedaliero quando visitano e curano i pazienti. Stando ad un articolo del NYTimes la frequenza con cui ci si lava le mani  negli ospedali americani  era ed è bassa  perché gli “hospital workers” lo fanno un terzo delle volte che dovrebbero e in alcuni casi sono stati riscontrati valori  nettamente inferiori. Le conseguenze sono tragiche visto che si calcola che negli USA circa 100 000 pazienti all’anno muoiono di infezioni nosocomiali con un costo per la collettività di circa 30 miliardi di dollari. Una strage. Inoltre risulta che due studenti di medicina americani su tre non sanno quando lavarsi le mani e mi domando se lo stesso valga per gli studenti italiani. Notare che  le percentuali di infezioni ospedaliere in Europa non sono tanto diverse: per esempio risulta che in Italia le contrae il 6,7% dei pazienti contro l’8,5% negli USA che calcolo usando i dati CDC dell’articolo di Wikipedia.

Il bello è che fino a tempi recenti la Medicare addirittura offriva contributi economici che involontariamente finivano con l’aumentare le infezioni ospedaliere. Infatti ne copriva finanziariamente il costo e quindi probabilmente gli amministratori se ne disinteressavano, tanto non ci rimettevano. Però ad un certo punto questo incentivo perverso fu notato. Nel 2007 il governo americano decise di rimuovere la copertura per errori prevenibili e infezioni e negli anni successivi  è avvenuto un miracolo. C’è stato un calo di infezioni nosocomiali. Infatti le amministrazioni hanno iniziato a preoccuparsi dei soldi che i propri ospedali perdevano e a fare di tutto per abbattere i costi. Non c’è miglior incentivo di ciò che colpisce il portafoglio (dopo le frustate sulla schiena, ovviamente). Col senno di poi c’è da domandarsi come mai era stato ideato quel contributo della Medicare. La sperimentazione di sensori ai lavandini, schede elettroniche, chip, videocamere e altri prodotti dell’elettronica per monitorare il personale ha aiutato molto, ma se alcuni si sono adeguati ci sono stati comunque dei problemi. I medici, abituati a dominare, talvolta tollerano poco l’essere ripresi per qualcosa di così banale e letale soprattutto davanti ai pazienti. Questo atteggiamento non sorprende ed è prevedibile.

D’altra parte i dati sono preoccupanti. C’è stata un’impennata di infezioni da Clostridium difficile che sono aumentate di 3 volte nell’ultimo decennio e loStafilococco aureo meticillino-resistente (MRSA) infetta 1,2 milioni di pazienti ogni anno. Il tutto comporta giorni in più di ricovero e costi spaventosi. Si è anche visto che pazienti non infetti che condividono la stanza con pazienti  che lo sono acquisiscono il Clostridium difficile in 3,2 giorni invece che i 18,9 di media se la stanza non è in comune. Adoperando squadre di pulizia ben addestrate, tecniche accurate e disinfettanti adatti si riesce abbattere le infezioni di parecchie volte. Però tutto ciò diventa poco utile se il personale che si sposta in continuazione e finisce col toccare tutto non si lava bene le mani.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 14, 2013 da con tag , , , , , , .

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