Sol Invictus

Sotto il Sole

Quanto siamo Neanderthal

Da come la vedo fondamentalmente vi sono due ipotesi sull’evoluzione dell’uomo anatomicamente moderno (AMH), quella di un’unica specie uscita dall’Africa oltre 100.000 anni fa anni fa detta in inglese “Out of Africa” (OoA) di cui quasi tutti hanno sentito parlare e una qualche variante dell’ipotesi multiregionale secondo la quale deriviamo da più specie evolutesi localmente.

La prima non convince più e al momento sta guadagnando terreno l’idea che sostiene che le popolazioni umane attuali derivano da una fusione fra individui più “moderni” e le diverse specie di uomini “arcaici” evolute nel corso di uno o due milioni di anni in alcune regioni del pianeta. Queste specie si sarebbero mescolate per dare origine alle varietà e razze che conosciamo. Ideologicamente per molte persone è difficile accettare che deriviamo da uomini classificati precedentemente come appartenenti a specie diverse perché va ad intaccare idee preconcette, spesso radicate nelle religioni. Per anni tanti hanno detto e scritto di tutto per negare le razze umane. Talvolta le differenze chiaramente visibili e misurabili fra le attuali popolazioni erano spiegate con problemi di vista dell’osservatore, con allusioni a forme gravi di daltonismo, malformazioni diffuse di cornea e cristallino, degenerazione della retina; hanno riempito i media della loro convinzione che apparteniamo tutti alla stessa razza, che siamo poco più che cloni e ora invece molti studi ci dicono che almeno in parte deriviamo da specie diverse. Premesso che le teorie evolvono e molte cose possono cambiare in breve tempo, penso che nei media non specializzati scarseggino gli articoli che danno risalto alle più recenti conclusioni e quindi presento un riassunto di quelli che considero i risultati più rilevanti.

Secondo gli studi le popolazioni euroasiatiche hanno una componente genetica che deriva dall’Uomo di Neanderthal. Attualmente le stime indicano circa il 3% per la popolazione caucasoide e circa il 4% per gli asiatici orientali, ma questi sono numeri che forse avranno vita breve. Infatti è di poco tempo fa una ricerca che ha riscontrato negli europei una componente genetica pari al 5,8% proveniente da una popolazione “fantasma” (non si sbilanciano nell’identificazione) e a me come ad alcuni commentatori questo fa venire in mente l’Uomo di Neanderthal.

Moderni e Denisova in Estremo Oriente
Passando all’altro capo del mondo circa il 6% del patrimonio genetico dei melanesiani e aborigeni australiani deriverebbe dall’Uomo di Denisova, una specie che prende il nome da una località in Siberia e che pare vivesse ancora in quella zona oltre 40.000 anni fa. Tracce genetiche sarebbero presenti anche in altre popolazioni dell’Asia orientale.

Un altro studio (1) uscito da poco rianima il dibattito sui tempi e presenza dell’Uomo moderno in Asia. I risultati, da prendere con cautela secondo dei commentatori, indicherebbero che alcuni ritrovamenti nella Cina centrale sono di “moderni” risalenti a quasi 100.000 anni fa e quindi la loro presenza in quella regione del mondo verrebbe anticipata di parecchie decine di migliaia di anni rispetto a quanto finora determinato. I risultati riaprirebbero la strada all’ipotesi secondo la quale in realtà l’AMH si sviluppò in Asia, e successivamente si diffuse altrove e qualche gruppo migrò in Africa.

Arcaici in Africa
Infatti è stato osservato da commentatori che geneticamente l’Africa più che dare solo l’idea di una zona d’origine dell’Uomo moderno presenta le caratteristiche di un territorio che ha anche ricevuto una o più ondate migratorie nel corso del tempo, dove la successiva si sovrapponeva mescolandosi a quella precedente i cui rappresentanti eventualmente sopravvivevano in zone isolate o marginali nell’Africa subsahariana, per esempio nelle foreste. L’analisi di crani rinvenuti a Iwo Eleru in Nigeria li classifica come crani con tratti arcaici e sono stati datati a poco più di 10.000 anni fa, quindi quegli uomini sono vissuti fin quasi ai giorni nostri per poi essere sopraffatti o assorbiti da nuovi arrivati (2). A sostegno di ciò un altro studio riscontra in alcune popolazioni africane un 2% patrimonio genetico di un Uomo arcaico sconosciuto, non riscontrato negli euroasiatici (3). La percentuale potrebbe anche aumentare con screening più vasti e ulteriori conoscenze.

C’è ancora molto da chiarire,ma il futuro potrebbe riservarci un ribaltamento di fronte notevole e si potrebbe anche arrivare alla conclusione che l’Uomo moderno invece di essere semplicemente uscito già praticamente “completo” dall’Africa poco più 100.000 anni fa derivò in percentuale significativa da arcaici presenti in Eurasia da 1-2 milioni di anni, poi alcune popolazioni si spostarono in diverse ondate verso sud, in Africa, dove incontrarono altri arcaici locali e li assorbirono e spinsero in zone sempre più marginali. La presenza di minime quantità di Neanderthal (che vissero in Europa e Asia) in in qualche popolazione dell’Africa orientale (Masai) sarebbe in accordo con tale versione.

  1.  81-100 thousand year old modern humans from China” Dienekes Pontikos
  2. The Later Stone Age Calvaria from Iwo Eleru, Nigeria: Morphology and Chronology Katerina Harvati et al. – September 15, 2011 – DOI: 10.1371/journal.pone.0024024
  3. Archaic admixture in Africa confirmed” Dienekes Pontikos

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 27, 2013 da con tag , , , , , , , , , , , .

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