Sol Invictus

Sotto il Sole

Origine degli ashkenaziti

Post aggiornato il 29/10/2016
Viene riportata da varie fonti, anche da Wikipedia inglese,  una ricerca di qualche anno fa di Gil Atzmon del Longevity Genes Project presso l’Albert Einstein College of Medicine che esamina l’origine genetica degli ebrei ashkenaziti, cioè degli ebrei che nell’ultimo millennio sono vissuti e si sono spostati in Europa centrale ed orientale.  Secondo la ricerca essi originarono da una popolazione ebraica proveniente probabilmente dal nord Italia, ovviamente non di origine italiana, emigrata nella zona renana della Germania durante il medioevo. Fin qui niente di strano, ma la cosa che lascia sconcertati è che costoro, che oggi costituiscono circa l’80% degli ebrei nel mondo e quindi sono circa 12-13 milioni secondo qualche dato che ho trovato, discendono in gran parte da solamente 400 famiglie che migrarono nella suddetta regione tedesca intorno 1000 d.C.; in uno studio pubblicato nel 2014 che include Atzmon discendono da una popolazione effettiva di circa 350 individui datata a 25-32 generazioni fa (1). Altri ricercatori hanno ottenuto dati simili secondo quanto ho appreso. Un tasso di crescita impressionante e aggressivo, superiore di molto a quello tipico delle altre popolazioni europee, che portò ad avere alla vigilia della seconda guerra mondiale qualche zona dell’Europa orientale che non era molto lontana dal perdere le proprie caratteristiche europee storiche non solo culturali, ma genetiche. Basta fare alcuni conti per rimanere sbalorditi da tale crescita demografica non proprio amichevole verso le popolazioni circostanti.

Un altro studio pubblicato su arxiv  “The Missing Link of Jewish European Ancestry: Contrasting the Rhineland and the Khazarian Hypotheses  esamina l’origine kazara degli ashkenaziti, un’ipotesi screditata in passato e che ogni tanto riprende vita. Usando delle popolazioni di riferimento conclude che gli ebrei ashkenaziti forse sono discendenti dei kazari. Come fatto notare da diversi articoli  e commenti di esperti sui siti che trattano la genetica delle popolazioni umane (p. es. qui) purtroppo per trarre le conclusioni  lo studio usa come riferimento genetico gli armeni come se potessero rappresentare la componente bianca dei kazari che erano un miscuglio di etnie diverse e  il cui impero era centrato più a nord e oltre il Caucaso. Essi scomparvero dalla storia durante il medioevo e questo spiega l’uso degli armeni come sostituti. Viene sottolineato che adoperare questo riferimento ha l’effetto probabile di settentrionalizzare gli ashkenaziti che in realtà in altri studi mostrano una notevole componente levantina. Di conseguenza viene messa in forte dubbio l’origine kazara proposta dalla ricerca. Utilizzare gli armeni ha pure l’effetto secondario psicologico di far passare apparentemente per “europei” gli ashkenaziti e qui forse si può intravedere un po’ di agenda politica. Probabilmente ben pochi etnici del vecchio continente considerano “europei” i kazari i quali erano fondamentalmente turchi come origine e cultura.

Aggiornamento del 9/2013
A conferma dei dubbi espressi sopra, nel riassunto della ricerca
No indication of Khazar genetic ancestry among Ashkenazi Jews si afferma che gli studiosi hanno raccolto una grande quantità di dati su polimorfismi a singolo nucleotide da 107 popolazioni ebraiche e non, coprendo tutte le regioni geografiche che possono avere contribuito in maniera importante alla composizione genetica degli ashkenaziti. Hanno incluso 15 popolazioni del territorio dominato dai kazari quando raggiunsero il culmine della loro potenza. I risultati non mostrano alcun contributo significativo delle genti dell’impero  kazaro al pool genetico degli askhenaziti.

Aggiornamento del 06/02/2015
Diversi studi trovano che gli ebrei ashkenaziti sono costituiti geneticamente dal mescolamento di mediorientali con europei in un rapporto stimato che oscilla intorno a 55:45 (invece tempo fa si stimava che i sefarditi in Europa avessero un rapporto di circa 7:3). Infatti in più mappe genetiche gli ebrei ashkenaziti vengono collocati in una zona intermedia fra le popolazioni europee e quelle mediorientali. Mentre secondo qualche studio gli aplogruppi paterni indicano una discendenza mediorientale, il DNA mitocondriale mostrerebbe una significativa presenza di elemento europeo ottenuto per via materna anche se non mancano risultati discordanti.
In un documento i ricercatori affermano che secondo i loro risultati un 60-80% dei mtDNA tramandato per via materna sarebbe di origine europea (2). Un’altra ricerca, analizzando geneticamente gli ebrei ashkenaziti e confrontandoli con 5 gruppi surrogati rappresentanti altrettanti Paesi e zone geografiche, utilizzando IBD (identity by descent) determina che circa un 46% è di origine europea (3). Un risultato simile si ottiene anche in un altro documento (1). I ricercatori propongono che molti uomini ebrei si unirono a donne nel sud Europa, forse in Italia dato che un 30% risulta simile agli pseudoitaliani. Apprendo che la popolazione ebraica era consistente in Sicilia durante il Medioevo prima dell’espulsione. Alcuni commentatori pensano che durante questo periodo e il tardo impero romano gli ebrei assorbirono parte dell’elemento europeo.
A mio avviso questo studio usa un numero troppo limitato di popolazioni a cui paragonare gli ashkenaziti finendo con l’approssimare e per non distinguere ad esempio un possibile elemento greco, egeo o nordafricano assorbito durante la permanenza nella parte orientale del Mediterraneo che viene attribuito per qualche similitudine al gruppo “italiano”. Infatti dai greci deriva una minoranza degli italiani meridionali, siciliani in particolare. Sarebbe stato utile includere altre popolazioni come greci e nordafricani per cercare di capire un poco meglio dove  è stata assorbita la componente Europea.
Vi sono altri studi a volte contrastanti, come qui, ma ho scelto quelli sopra perché mi paiono i più indicativi e perché danno il quadro che sembra prevalere attualmente.

Aggiornamento del 16/03/2016
Da parte dell’astratto di un paper (8) di marzo 2016, traduzione libera:
Il punto di vista oggi prevalente sostiene che la lingua Yiddish è di origine tedesca, mentre una teoria contraria postula una origine slava con un forte substrato iraniano ed uno debole turco. Una delle maggiori difficoltà nel decidere tra queste ipotesi è l’origine geografica sconosciuta degli ebrei ashkenaziti (AJS) di lingua Yiddish. Così nello studio è stata condotta un’analisi di 393 ashkenaziti, ebrei iraniani ed ebrei di montagna insieme a 600 genomi di non-ebrei.
L’analisi GPS, “struttura geografica della popolazione”, localizza l’origine della maggior parte AJs lungo le principali rotte commerciali antiche nel nord-est della Turchia, presso antichi villaggi con nomi che possono derivare da “Ashkenaz”.
I nostri risultati suggeriscono che gli AJs originarono da una confederazione slavo-iraniana che gli ebrei chiamano “ashkenazic” (vale a dire, “scita”).
Più tardi, nel 9° secolo, lo Yiddish ha subì una rilessificazione con l’adozione di un nuovo vocabolario che si compone di una minoranza di elementi di tedesco ed ebraico ed una maggioranza di elementi germanoidi e di derivazione ebraica che rimpiazzarono la maggioranza dei termini slavi pur mantenendo la grammatica originale.

Tanto per cominciare uno dei ricercatori di questo paper è lo stesso di quello “The Missing link…” menzionato sopra che cercava di dimostrare l’origine kazara degli ebrei. Poi la teoria slava dello Yiddish è discussa. Lo studio (8) è stato stroncato da più commentatori perché sarebbe contrario ai resoconti storici. Affrma un percorso migratorio dello Yiddish opposto a quello comunemente accettato, vedere Treccani.
Però, buono o cattivo che sia, contiene alcune cose interessanti e inoltre si può dedurre come fa qualche commentatore che appare rafforzata l’evidenza che gli askenaziti e probabilmente anche altri gruppi ebraici hanno poco che li lega geneticamente all’antica popolazione della Palestina pur avendo una importante componente mediorientale (9). Una possibilità in questo senso la dedusse anche un blogger anni fa quando analizzò il grafico di Admixture regionale del paper Behar et al. 2010 (10). Come viene osservato, se vera, la cosa ha implicazioni politiche perché per esempio mina il sionismo.

Da considerare che c’è un documento che afferma che non ci sono prove che i kazari si convertirono mai all’ebraismo. Non ci sono prove archeologiche e quelle documentarie sono dubbie (11). In pratica pare che i kazari non si convertirono mai. Un commentatore osserva a che a sostenere ciò è il fatto che pur avendo gli ashkenaziti un paio di punti percentuali di sangue asiatico orientale più degli europei occidentali e altri mediterranei, in realtà è troppo poco perché discendano in misura significativa dai kazari che erano turchi seminomadi (9).

Vedo dal grafico Admixture dello studio (8) che, misurando a occhio con molta approssimazione , gli ashkenaziti analizzati hanno circa un 2% di africano subsahariano e circa un 2% di asiatico, non lontano dalle percentuali dei calcolatori usati in questo post che parla anche della componente dall’estremo oriente assorbita dagli ashkenaziti.

Aggiornamento del 25/07/2016
Uno studio (12) stronca la ricerca (8) descritta nell’aggiornamento precendente. Inoltre leggo che l’analisi GPS, “struttura geografica della popolazione”, non si applica bene a popolazioni di origine molto mista.

È uscito il preprint dell’ennesimo paper sugli ashkenaziti che descrivo più dettagliatamente in un altro post (13) ed è quello anticipato nell’aggiornamento sopra del 02/06/2105. Qui riassumo brevemente: l’ascendenza EU negli ashkenaziti è stata stimata intorno al 60% facendo una media dei risultati di due analisi,. Il tempo del singolo evento di commistione usato come modello risulta mediamente pre-collo di bottiglia ed è stato delimitato a 25-55 generazioni fa, cioè intorno all’anno 1000 d.C. se calcolo usando una generazione di 29 anni, ma potrebbero esserci stati più eventi, anche dopo il collo di bottiglia stimato precedentemente a 25-35 generazioni. La componente euro-orientale risulta più recente. I risultati vanno considerati con cautela.

Il documento all’epoca della sua presentazione nel 2015, prima della pubblicazione del preprint, fu da più parti accettato con riserva perché si usa come termine di paragone il MO moderno, quando si può sospettare che il quadro genetico mediorientale fosse un poco diverso duemila e passa anni fa, forse più simile geneticamente ai ciprioti (6) e ai libanesi cristiani. In tal caso la percentuale di elemento europeo assorbito sarebbe minore.
Dai commenti a (6) e altrove si legge che c’è chi pensava che parte del patrimonio più simile all’europeo sia stato assorbito in Anatolia oppure a Cipro dove anticamente vi erano comunità ebraiche di una certa consistenza. Altri controbattono che dal grafico PCA di Figura S5.1 di Haak et al. (7), non si direbbe che ci sia stato un contributo anatolico molto importante, anche considerando che il grafico è limitato dalla bidimensionalità e che l’Anatolia stessa ha subito un’invasione consistente centro-asiatica diventando appunto Turchia.

Infine qui una foto di una ventina di ebrei russi che un commentatore di (6) ha presentato per mostrare l’aspetto etnico non tipicamente europeo. A mio parere nell’insieme hanno l’aria vagamente mediterraneo-orientale.
Per l’elemento asiatico orientale negli ashkenaziti vedere qui.

Aggiornamento del 20/08/2016
I ricercatori del paper (8) presentato sopra rispondono in un documento (14) alle critiche mosse nei loro confronti da Flegontov et al. (12, vedere sopra). Devo dire che si apprendono cose interessanti. Spiegano come il sistema GPS verifica i risultati confrontando con le popolazioni circostanti. Menzionano i legami socioculturali e genetici degli ashkenaziti con gli ebrei iraniani e concludono dai risultati che gli ashkenaziti discendono in maniera importante dai Godfearers (timorati di Dio) greco-romani presenti in Anatolia lungo le coste del Mar Nero da almeno il 680 a.C. secondo loro. Questi Godfearer erano individui non ebrei di origine e di religione attratti dall’ebraismo e monoteismo ed eventualmente convertiti almeno in parte (che interpreto come gente psicologicamente predisposta per tale tipo di credo). Questo spiegherebbe una somiglianza genetica con le genti anatoliche secondo tre studi e di conseguenza con alcune popolazioni dell’Europa meridionale (pag.12). Dicono gli autori che anche confronti con con popolazioni preistoriche del MO mostrerebbero una somiglianza più grande ai neolitici anatolici ed europei del bronzo che ai natufiani e levantini neolitici (pag. 13); a questi ultimi somigliano di più i palestinesi che in effetti secondo qualche fonte sono in gran parte discendenti della popolazione locale ed ebraica di 2000 anni fa (post).
L’attività commerciale di molti ebrei lungo la via della seta nei secoli 9°-11° ha fatto il resto mettendoli in contatto con la Cina, mondo iraniano, slavi europei occidentali. Gli autori sostengono una base slava dello Yiddish.

Aggiornamento 29/10/2016
Tratto da un altro mio post di ottobre 2016.
Un blogger in un post (4) presenta una nuova analisi dei campioni di individui ashkenaziti presenti nel database genetico Estone EGDP e li modella con delle popolazioni di riferimento come costituiti da samaritani (34% circa) e arabi israeliani (16% circa: dai commenti il blogger sembra avere usato cristiani arabi). Il resto è dall’Anatolia (circa 8%) e dall’Europa precisamente Toscana e Polonia. Il totale mediorientale secondo questo modellamento è al 58%. Un commentatore osserva che la componente strettamente levantina/MO potrebbe diminuire sensibilmente, difficile dire quanto, usando anche dei campioni egei o di altre isole.

Secondo un commentatore del blog (15), un’influenza genetica nordafricana di rilievo negli ebrei presenti in Europa è probabile vista la frequenza alta nelle due popolazioni di un paio di alleli associati al morbo di Parkinson e almeno uno è praticamente assente fra gli europei. Il commentatore descrive anche altre tracce di influssi africani subsahariani.

Lo stesso commentatore notando il peso di agende varie nel mondo accademico, scrive in data September 28, 2016 at 2:37 AM che il paper di Costa et al. (2013), vedere paper (2), da cui risulta una fortissima ascendenza materna europea negli ashkenaziti, fu sottoposto a revisione e rifiutato ben 6 volte e pubblicato la settima. Fu anche oggetto di critiche senza senso e alcune frasi razzistiche da parte di revisori anonimi al punto che gli editori di riviste scientifiche rispettate decisero di non farli vedere agli autori del paper. Se vero, qualcuno non ha gradito le implicazioni politico-religiose dello studio?

  1. Sequencing an Ashkenazi reference panel supports population-targeted personal genomics and illuminates Jewish and European origins – Shai Carmi et al. -Published 9 Sep 2014 – DOI: 10.1038/ncomms5835
  2. A substantial prehistoric European ancestry amongst Ashkenazi maternal lineages – Marta D. Costa et al. – Published 08 October 2013 – doi:10.1038/ncomms3543 – nature.com
  3. Admixture Estimation in a Founder Population. Y. Banda, et al. – Link
  4. Italian Ancestry of Ashkenazi Jews – March 8, 2014 – italianthro.blogspot.it/2014/03/italian-ancestry-of-ashkenazi-jews.html
  5. The time and place of European gene flow into Ashkenazi Jews – James Xue, Itsik Pe’er, and Shai Carmi, – Biology of Genomes 2015 poster presentation – vedere (13) sotto
  6. The time and place of European gene flow into Ashkenazi Jews – Saturday, May 9, 2015 – eurogenes.blogspot.it
  7. Massive migration from the steppe is a source for Indo-European languages in Europe – Wolfgang Haak et al. – doi: http://dx.doi.org/10.1101/013433
  8. Localizing Ashkenazic Jews to primeval villages in the ancient Iranian lands of Ashkenaz – Ranajit Das, Paul Wexler, Mehdi Pirooznia, Eran Elhaik et al. – Genome Biol Evol (2016) – First published online: March 3, 2016 – doi: 10.1093/gbe/evw046
  9. Irano-Turko-Slavic roots of Ashkenazi Jews? – Thursday, March 3, 2016 – Eurogenes Blog – Link
  10. Genome-wide structure of Jews (Behar et al. 2010) – Dienekes Pontikos – June 09, 2010 – Link
  11. Did the Khazars Convert to Judaism? – Shaul Stampfer From: Jewish Social Studies -Volume 19, Number 3, Spring/Summer 2013 – pp. 1-72  – Link
  12. Pitfalls of the geographic population structure (GPS) approach applied to human genetic history: A case study of Ashkenazi Jews – Flegontov et al. – Genome Biol Evol (2016) doi:10.1093/gbe/evw162
  13. The Time and Place of European Admixture in the Ashkenazi Jewish History – James Xue et al. -Posted July 10, 2016 – preprint – biorxiv.org – doi:http://dx.doi.org/10.1101/063099
  14. Responding to an enquiry concerning the geographic population structure (GPS) approach and the origin of Ashkenazic Jews – a reply to Flegontov et al. – Ranajit Das, Paul Wexler, Mehdi Pirooznia, and Eran Elhaik – arxiv.org – Link
  15. Estonian Biocentre Human Genome Diversity Panel (EGDP) – September 26, 2016 – Eurogenes Blog – Link

Un commento su “Origine degli ashkenaziti

  1. Karim Sheikh Yassin
    luglio 25, 2016

    Alla faccia del razzismo! Articolo veramente approfondito e interessante, complimenti

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 18, 2013 da con tag , , , , , , , .

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